Malta, 25 e 26 luglio 1941: 85 anni fa il sacrificio di Teseo Tesei, Alcide Pedretti e degli incursori della Xª MAS
Forze Speciali

Malta, 25 e 26 luglio 1941: 85 anni fa il sacrificio di Teseo Tesei, Alcide Pedretti e degli incursori della Xª MAS

Malta, 25 e 26 luglio 1941: 85 anni fa il sacrificio di Teseo Tesei, Alcide Pedretti e degli incursori della Xª MAS
Condoralex Condoralex 24 luglio 2026 9 min di lettura 39 Scarica PDF

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1941, gli incursori della Xª Flottiglia MAS tentarono un'ardita operazione contro la base britannica di Malta. Tesei e Pedretti rinunciarono alla possibilità di mettersi in salvo, facendo esplodere il proprio mezzo contro le difese del porto. il coraggio degli italiani fu riconosciuto anche dagli avversari, segnando una pagina di eroismo nella storia militare.

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1941, gli uomini della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina tentarono una delle operazioni più audaci della guerra nel Mediterraneo: penetrare nel porto fortificato della Valletta, a Malta, e colpire le unità britanniche alla fonda.

L’azione, denominata “Malta 2”, prevedeva l’impiego coordinato di siluri a lenta corsa, barchini esplosivi MTM, mezzi di appoggio e motosiluranti MAS. L’obiettivo era aprire un varco nelle ostruzioni poste all’ingresso del porto, consentendo ai barchini carichi di esplosivo di irrompere nel Grand Harbour e dirigersi contro le navi britanniche.

Malta, una fortezza nel Mediterraneo

Nel 1941 Malta rappresentava una delle basi strategiche più importanti del Regno Unito. Dall’isola, situata lungo le rotte tra l’Italia e il Nord Africa, le forze britanniche potevano minacciare i convogli destinati alle truppe dell’Asse impegnate sul fronte africano.

La neutralizzazione, anche temporanea, delle infrastrutture portuali e delle unità navali presenti nell’isola avrebbe quindi potuto avere conseguenze rilevanti sull’andamento della guerra nel Mediterraneo.

La missione fu affidata agli uomini dei mezzi d’assalto della Regia Marina, già protagonisti di operazioni condotte con grande preparazione tecnica, un livello di rischio estremo e strumenti innovativi che cambieranno per sempre le operazioni speciali navali: gli incursori della Xª Flottiglia MAS.

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Militari britannici presidiano una postazione contraerea affacciata sul Grand Harbour di Malta. L’isola, fondamentale base navale e aerea del Regno Unito nel Mediterraneo, era protetta da un articolato sistema di difese costiere, sbarramenti e batterie contraeree. Malta, gennaio 1942. Foto: Imperial War Museums.

Il piano d’attacco

La formazione italiana raggiunse le acque maltesi nella notte. Il piano prevedeva che uno dei siluri a lenta corsa, condotto dal maggiore del Genio Navale Teseo Tesei insieme al secondo capo palombaro Alcide Pedretti, collocasse una carica esplosiva sotto le ostruzioni del viadotto di Sant’Elmo.

Una volta aperto il passaggio, i barchini esplosivi avrebbero dovuto attraversare l’ingresso e lanciarsi contro gli obiettivi presenti nel porto. Un secondo siluro a lenta corsa avrebbe invece dovuto dirigersi contro i sommergibili britannici.

L’operazione, tuttavia, accumulò ritardi a causa di inconvenienti tecnici e difficoltà nella navigazione. Nel frattempo, le difese britanniche erano già state poste in stato d’allerta. Le unità italiane erano state individuate mentre si avvicinavano all’isola e le postazioni costiere attendevano l’attacco.

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Fonte: Marina Militare Italiana

Il sacrificio di Teseo Tesei e Alcide Pedretti

Teseo Tesei e Alcide Pedretti non erano alla loro prima missione insieme. Nell’agosto 1940 avrebbero dovuto partecipare all’attacco contro la base britannica di Alessandria, poi interrotto dall’affondamento del sommergibile Iride. In quell’occasione si distinsero nelle operazioni di soccorso dei marinai rimasti intrappolati nel relitto.

Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre dello stesso anno presero parte all’operazione B.G.2 contro Gibilterra, trasportati dal sommergibile Scirè. Riuscirono ad avvicinarsi alla base nemica a bordo del loro siluro a lenta corsa, ma le avarie al mezzo e agli autorespiratori impedirono loro di raggiungere l’obiettivo. Dopo aver abbandonato l’apparecchio, raggiunsero la costa spagnola e riuscirono a rientrare in Italia.

Nove mesi più tardi furono nuovamente assegnati allo stesso equipaggio per l’attacco contro Malta. Il loro compito era distruggere l’ostruzione posta all’ingresso del porto, in prossimità del ponte di Sant’Elmo, aprendo il passaggio ai barchini esplosivi.

Comprendendo che il ritardo accumulato rischiava di compromettere l’intera missione, Tesei decise di proseguire verso l’ostruzione. Pedretti, pienamente consapevole dei rischi, scelse volontariamente di seguirlo.

Secondo la ricostruzione tramandata dalla Marina Militare e richiamata nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, Tesei rinunciò consapevolmente alla possibilità di mettersi in salvo e portò il proprio mezzo fino alle difese del porto, sacrificandosi insieme al suo secondo operatore.

L’esplosione danneggiò il ponte di Sant’Elmo, ma il varco non risultò sufficiente. I primi barchini lanciati contro l’ostruzione esplosero senza riuscire ad aprire un passaggio utilizzabile.

Alla vigilia della missione, il 25 luglio 1941, Tesei avrebbe pronunciato parole destinate a diventare il simbolo dello spirito con cui affrontò l’azione:

Occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave o no poco importa. Quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi. Avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serve il proprio ideale e loro ne trarranno l’esempio e la forza per vincere.

Teseo Tesei, 25 luglio 1941.

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Teseo Tesei e Alcide Pedretti

La reazione britannica

Le batterie costiere aprirono un intenso fuoco contro i mezzi italiani. Diversi barchini furono distrutti o immobilizzati, mentre alcuni operatori finirono in mare e furono successivamente catturati.

All’alba intervennero anche i caccia britannici Hurricane, che attaccarono le motosiluranti e i mezzi di appoggio italiani in fase di ripiegamento. Negli scontri caddero anche il comandante della Xª Flottiglia MAS, capitano di fregata Vittorio Moccagatta, e altri uomini del reparto.

L’operazione si concluse con un bilancio drammatico: 15 uomini della Xª Flottiglia MAS caddero, 18 furono fatti prigionieri e soltanto 11 riuscirono a rientrare, alcuni dei quali feriti.

Una sconfitta militare, una pagina di valore

La missione mostrò i limiti di un piano estremamente complesso, nel quale il successo dipendeva dal perfetto coordinamento tra uomini e mezzi diversi, dalla sorpresa e dal rispetto di tempi rigidissimi. L’allerta britannica, le avarie e la violenta reazione delle difese costiere resero impossibile raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Il fallimento non cancellò però il valore dimostrato dagli incursori.

Gli uomini della Xª MAS continuarono l’azione anche quando era ormai evidente che il nemico li attendeva e che le possibilità di rientrare erano minime.

L'elogio dello stesso nemico

Il valore degli incursori italiani fu riconosciuto persino dagli avversari. Il 4 ottobre 1941, ricordando l’attacco alla base britannica di Malta, il vicegovernatore dell’isola, sir Edward Jackson, scrisse:

«Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione nel tentativo di penetrare nel porto, impiegando MAS e “siluri umani” manovrati da “squadre suicide”.  Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale».

Un riconoscimento particolarmente significativo, proveniente da chi aveva assistito all’azione dalla parte opposta, che testimonia quanto il coraggio e lo spirito di sacrificio degli incursori italiani avessero impressionato anche il nemico.

L’eredità di Teseo Tesei

Nato a Marina di Campo, sull’isola d’Elba, nel 1909, Teseo Tesei fu ufficiale del Genio Navale, palombaro e uno dei principali ideatori del siluro a lenta corsa, il mezzo subacqueo che sarebbe diventato celebre con il soprannome di “maiale”.

La sua attività contribuì in modo decisivo allo sviluppo degli incursori subacquei italiani e di tecniche operative destinate a influenzare profondamente la storia delle operazioni speciali navali in tutto il mondo.

Per il comportamento tenuto durante l’attacco a Malta gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. A lui è oggi intitolato il Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” – COMSUBIN della Marina Militare.

Il 26 luglio 1941 rimane così una data centrale nella memoria degli incursori italiani: il ricordo di una missione fallita sul piano militare, ma affrontata da uomini che portarono fino alle estreme conseguenze il senso del dovere, il coraggio e la fedeltà ai propri compagni.

Motivazione Medaglia d'Oro al Valor Militare a Teseo Tesei

Ufficiale superiore del genio navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d’assalto subacqueo della R. Marina. Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare ed impiegare in guerra l’arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell’avversario, conducendo lo strumento da lui ideato. Verificatosi nel corso dell’azione un ritardo dovuto ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbero potuto comprometterne l’esito, allo scopo di guadagnare il tempo perduto e di portare a termine ad ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall’arma prima che esplodesse contro l’obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria oltre il dovere.
Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.

Motivazione Medaglia d'Oro al Valor Militare a Alcide Pedretti

Volontario nei mezzi d’assalto della R. Marina partecipava ad ardita operazione di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali dell’avversario. Verificatosi nel corso dell’azione un ritardo dovuto ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbero potuto comprometterne l’esito, fedele fino alla morte al suo ufficiale, rinunciava di allontanarsi dalla propria arma prima che esplodesse contro l’obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva alla gloria purissima del cosciente olocausto. Sublime esempio di coraggio, spirito di abnegazione e di dedizione alla Patria oltre il dovere.

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.

 

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