Il Regno Unito prepara un nuovo sistema retributivo destinato alle proprie Forze Speciali con un obiettivo molto chiaro: convincere gli operatori più esperti a rimanere in servizio e rendere più attrattiva una carriera all'interno delle UK Special Forces.
Il programma prende il nome di Special Forces Remuneration Model (SFRM) e rappresenta l'evoluzione di un progetto inizialmente denominato Special Forces Supplement Pay.
A illustrarne la struttura è l'ultimo rapporto dell'Armed Forces' Pay Review Body (AFPRB), l'organismo indipendente che formula raccomandazioni al Governo britannico sulla remunerazione del personale militare.
Il nuovo modello interesserà il personale delle United Kingdom Special Forces (UKSF) e sarà costruito su 20 differenti livelli retributivi, attraverso i quali gli operatori potranno ricevere una somma aggiuntiva rispetto allo stipendio ordinario sulla base delle competenze possedute.
Più esperienza e qualifiche, maggiore sarà la paga
Il principio alla base del nuovo sistema è relativamente semplice.
La remunerazione supplementare non sarà determinata soltanto dal grado militare, ma terrà conto di tre elementi fondamentali:
specializzazione, qualifiche ed esperienza maturata all'interno delle UKSF.
Il Ministero della Difesa britannico vuole quindi attribuire un valore economico crescente alle capacità sviluppate durante la carriera nelle Forze Speciali.
Il modello originariamente presentato nel 2024 prevedeva 16 livelli con importi differenti. Durante lo sviluppo del programma la struttura è stata però ampliata fino agli attuali 20 livelli, caratterizzati da intervalli retributivi standardizzati.
L'obiettivo dichiarato dal MOD britannico è quello di creare un sistema sufficientemente flessibile da poter essere aggiornato nel tempo in funzione delle esigenze operative e delle competenze richieste.
SAS, SBS e SRR
Il nuovo sistema si inserisce nell'organizzazione delle UK Special Forces, all'interno della quale operano alcune delle unità più conosciute al mondo, tra cui il 22 Special Air Service (SAS), lo Special Boat Service (SBS) e lo Special Reconnaissance Regiment (SRR).
Già nel rapporto AFPRB del 2024 il Ministero della Difesa aveva sottolineato come il sistema retributivo esistente contribuisse positivamente ad attirare personale verso i corsi di selezione SAS, SBS e SRR e a mantenerlo successivamente nelle rispettive specializzazioni.
Il problema individuato dal MOD riguardava soprattutto la frammentazione delle diverse indennità esistenti e la necessità di valorizzare maggiormente le competenze particolarmente rare accumulate all'interno delle Special Forces.
Non si tratta infatti semplicemente di sostituire periodicamente gli operatori.
Formare personale capace di operare ai livelli richiesti dalle UKSF significa investire anni in selezione, addestramento, qualificazioni ed esperienza operativa. La perdita di personale esperto rappresenta quindi anche una perdita di capacità difficilmente sostituibili nel breve periodo.
Il nuovo sistema sostituirà diverse indennità
Il Special Forces Remuneration Model è destinato a sostituire diverse forme di Recruitment and Retention Payment (RRP) attualmente riconosciute alle componenti delle Forze Speciali.
Tra queste figurano le indennità relative alle Special Forces propriamente dette, allo Special Reconnaissance, agli operatori dei sistemi subacquei e ai comunicatori delle Forze Speciali.
In alcuni casi il nuovo modello sostituirà anche gli attuali Financial Retention Incentives (FRI).
Non si tratterà quindi semplicemente di un premio una tantum per convincere un militare a firmare qualche anno aggiuntivo di servizio.
Il SFRM diventerà invece una componente aggiuntiva e strutturata della remunerazione, corrisposta oltre alla normale paga militare.
Nel sistema anche comunicatori e personale medico
Un'altra novità riguarda l'allargamento del sistema ad alcune categorie altamente specializzate.
Il MOD britannico ha infatti previsto l'inclusione nel nuovo modello anche dei Communicator e delle componenti Medical che abbiano completato un percorso di selezione riconosciuto dalle UK Special Forces.
Il criterio scelto dal Ministero è importante: potranno entrare nel SFRM i militari appartenenti a categorie che prevedano un recognized UKSF selection pathway.
Il sistema è tuttavia stato progettato per consentire in futuro l'aggiunta di altre professionalità qualora diventasse necessario.
Quanto guadagneranno in più gli operatori?
È probabilmente il punto più interessante, ma anche quello sul quale occorre maggiore cautela.
Il Ministero della Difesa ha presentato all'Armed Forces' Pay Review Body degli importi indicativi, ma le cifre corrispondenti ai 20 livelli del nuovo modello non sono state pubblicate nella versione accessibile del rapporto.
L'AFPRB riferisce inoltre che il MOD prevede che gli importi presentati durante lo sviluppo del programma vengano ulteriormente aumentati prima della sua effettiva introduzione.
Non è quindi possibile affermare, sulla base dei documenti ufficiali disponibili, che un operatore SAS riceverà un determinato bonus annuale o una determinata cifra aggiuntiva.
Ciò che è invece ufficiale è la struttura del sistema: 20 livelli di remunerazione supplementare collegati a competenze, qualifiche ed esperienza nelle UKSF.
Operativo entro aprile 2028
Il percorso era iniziato almeno nel 2024, quando il Governo britannico aveva approvato in linea di principio la sostituzione di alcune Recruitment and Retention Payments delle Special Forces con il nuovo Special Forces Supplement Pay, inizialmente previsto dal 1° aprile 2026.
La successiva revisione della struttura delle Forze Speciali, dei percorsi formativi e dello stesso modello retributivo ha però portato allo sviluppo del più ampio Special Forces Remuneration Model.
Nel giugno 2026 il Governo britannico ha quindi accettato in linea di principio la raccomandazione per l'introduzione del modello a 20 livelli.
La scadenza indicata dal Ministero della Difesa prevede ora che il sistema venga implementato non oltre aprile 2028.
La battaglia per trattenere l'esperienza
Dietro alla riforma c'è un problema che riguarda ormai molte Forze Armate occidentali: trattenere personale altamente qualificato dopo aver investito enormi risorse nella sua formazione.
Nel caso delle Forze Speciali il problema assume dimensioni ancora maggiori.
Un operatore qualificato SAS o SBS non rappresenta semplicemente un militare addestrato, ma il risultato di anni di selezione, corsi specialistici, addestramento avanzato ed esperienza accumulata sul terreno.
Esperienze e competenze che possono inoltre avere un valore considerevole anche fuori dalle Forze Armate, soprattutto nei settori della sicurezza, dell'addestramento e della consulenza privata.
Con il nuovo sistema Londra prova quindi a trasformare proprio esperienza e specializzazione in valore economico, premiando progressivamente chi continua la propria carriera all'interno delle UK Special Forces.
Una scelta che conferma quanto, nelle moderne Forze Speciali, la capacità di trattenere gli uomini più esperti possa essere importante almeno quanto quella di selezionarne di nuovi.
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