Per il Generale Masiello si è trattato di un ritorno particolarmente significativo. Proprio nel 185° Reggimento, infatti, l’attuale Capo di Stato Maggiore dell’Esercito mosse i primi passi della propria carriera da ufficiale artigliere paracadutista, assumendo successivamente anche il comando dell’unità.
In un messaggio pubblicato su X al termine della visita, il Generale Masiello ha scritto: «Tornare tra i “Diavoli Gialli”, con i quali ho mosso i miei primi passi da artigliere paracadutista, è motivo di grande orgoglio».
Il Capo di Stato Maggiore ha quindi rivolto un apprezzamento al personale del Reggimento, sottolineandone la professionalità, la capacità d’innovazione e la volontà di mantenersi sempre all’avanguardia.
«La vostra professionalità, la capacità di innovare e la volontà di essere sempre all’avanguardia dimostrano lo spirito, la volontà e l’impegno nel rappresentare un’eccellenza dell’Esercito», ha aggiunto nel post.
“Tornare tra i "Diavoli Gialli", con i quali ho mosso i miei primi passi da #artigliere #paracadutista è motivo di grande orgoglio. La vostra #professionalità , la capacità di innovare e la volontà di essere sempre all'avanguardia dimostra lo spirito, la volonta e l’impegno a… pic.twitter.com/8vEUxkA9Cb
— Esercito Italiano (@Esercito) July 22, 2026
La visita ha rappresentato anche un momento di incontro con il personale e di approfondimento sulle attività operative e addestrative del reparto, chiamato ad assicurare il supporto di fuoco alle unità della Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Il 185° Reggimento custodisce le tradizioni degli artiglieri paracadutisti che combatterono durante la Seconda guerra mondiale e, in particolare, nella battaglia di El Alamein. Oggi i “Diavoli Gialli” costituiscono una componente fondamentale della capacità operativa della Brigata “Folgore”, con personale e sistemi destinati a operare in contesti ad alta intensità e in ambienti caratterizzati da una crescente integrazione tra sensori, sistemi di comando e capacità di fuoco.
Quello del Generale Masiello a Bracciano è stato dunque non soltanto un incontro istituzionale, ma un vero ritorno alle origini, in uno dei reparti che hanno maggiormente segnato il suo percorso umano e professionale all’interno dell’Esercito Italiano.
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