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Spazio: La Guerra Fredda si sposta sulle Ande

Dalle vette argentine ai deserti cileni, i telescopi sono diventati le nuove trincee dello scontro tra Washington e Pechino. Mentre gli scienziati cercano le origini delle galassie, la politica terra-terra congela i progetti in nome della sicurezza nazionale.

SAN JUAN, ARGENTINA – Sulle colline di San Juan, dove l’aria è rarefatta e il cielo così puro da sembrare irreale, un gigante di metallo giace smembrato. È il China Argentina Radio Telescope (CART), un progetto da 32 milioni di dollari che avrebbe dovuto essere il più grande radiotelescopio del Sud America. Oggi, invece di captare segnali da galassie lontane, l’antenna punta cieca verso l’alto, vittima di quello che gli astronomi locali definiscono un “buco nero politico“.

La Nuova Dottrina Monroe

La sfida per la supremazia spaziale tra Stati Uniti e Cina ha trovato un fronte inaspettato nell’emisfero australe. Per Pechino, avere stazioni in Argentina e Cile non è solo una questione scientifica: è una necessità geografica. Trovandosi dall’altra parte del pianeta, queste strutture offrono alla Cina una finestra su una metà del cielo altrimenti invisibile dai propri confini.

Tuttavia, per Washington, queste “finestre” sono potenziali occhi militari. L’amministrazione Trump, proseguendo una linea già tracciata da quella Biden, sta applicando una versione aggiornata della Dottrina Monroe. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’influenza cinese nel “cortile di casa” americano. Funzionari statunitensi temono che il telescopio di San Juan, pur essendo gestito in partnership con l’Università Nazionale di San Juan, possa essere utilizzato per tracciare satelliti militari americani o intercettare comunicazioni sensibili.

Pressioni e Ingranaggi Congelati

La diplomazia del “braccio di ferro” ha portato a risultati tangibili. In Argentina, componenti chiave del telescopio sono bloccate in dogana da mesi. In Cile, un progetto simile nel deserto di Atacama, che prevedeva l’installazione di ben 100 telescopi cinesi per il monitoraggio di asteroidi, è stato bruscamente interrotto dopo le pressioni dell’ex ambasciatrice statunitense Bernadette Meehan.

“Era una priorità assoluta impedire che quel progetto venisse autorizzato”, ha dichiarato Meehan, sottolineando come queste installazioni siano considerate “ingressi strategici” per l’intelligence cinese.

Spazio: La Guerra Fredda si sposta sulle Ande
Spazio: La Guerra Fredda si sposta sulle Ande

Il Fattore Milei e la Realpolitik

Il panorama politico argentino ha aggiunto ulteriore complessità. Il presidente Javier Milei, inizialmente ostile a Pechino durante la campagna elettorale, ha dovuto ammorbidire i toni una volta eletto. Con un’economia legata a doppio filo agli scambi commerciali e ai finanziamenti cinesi, Milei si trova in un equilibrio precario. Nonostante il forte legame con Trump e il recente salvataggio finanziario da 20 miliardi di dollari ottenuto dagli USA, l’ombra della base spaziale cinese a Neuquén — concessa a Pechino per 50 anni dal precedente governo — resta un simbolo ingombrante della presenza asiatica in Patagonia.

Scienza contro Sicurezza

Mentre i governi firmano accordi commerciali che limitano la cooperazione spaziale con “paesi terzi”, gli scienziati restano ai margini. Ana Maria Pacheco, astronoma sessantunenne, osserva con amarezza lo scheletro del telescopio: “Siamo bloccati”. Per i ricercatori, il telescopio rappresentava la possibilità di colmare il divario di strumenti tra l’emisfero nord e quello sud; per i tecnici di Washington, invece, era solo un rischio di “dual-use” (uso civile e militare).

Nel seminterrato della struttura di San Juan, rimangono ancora le tracce dei lavoratori cinesi: scatole di salsa d’ostrica, tè verde e un cartello che spiega come comportarsi in caso di incontro con un puma. Sono i resti di una collaborazione scientifica internazionale che, per ora, è stata sconfitta dalla geopolitica terrestre.

La corsa allo spazio non passa più solo per i razzi di Cape Canaveral o i laboratori di Pechino, ma per le dogane di Buenos Aires e i sentieri tortuosi delle Ande, dove il silenzio dei telescopi racconta la tensione di una nuova Guerra Fredda.

brigatafolgore.net

Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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