Difesa comune, la svolta di Crosetto: Costruiamo un grande progetto continentale
Il Ministro della Difesa italiano lancia una proposta storica al New York Times e ai partner internazionali: una nuova alleanza militare a guida europea, aperta anche all’Ucraina, per superare la dipendenza da Washington.
“Per garantire l’Europa dobbiamo costruire un continente della difesa“. Con queste parole nette, affidate a un’intervista al New York Times, il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto delinea quella che potrebbe rivelarsi la più profonda ristrutturazione della sicurezza collettiva europea dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un piano ambizioso che mira a affiancare all’attuale sistema guidato dagli Stati Uniti una nuova struttura di difesa interamente governata dagli europei.
L’iniziativa diplomatica ha preso il via ufficialmente lo scorso aprile, attraverso una lettera inviata da Crosetto ai ministri della Difesa del continente, nonché ai vertici dell’Unione Europea e della NATO. Nei passaggi della missiva visionati dal quotidiano statunitense, il ministro chiarisce la necessità di un cambio di paradigma: “Una credibile politica di difesa europea non può più essere limitata esclusivamente agli Stati membri dell’Unione. La sicurezza del continente va oltre i confini dell’UE e richiede la piena partecipazione di tutti i partner che condividono interessi vitali e responsabilità significative. Dev’essere quindi concepita come un vero progetto continentale“.

Il ruolo dell’Ucraina e l’asse europeo
Tra i punti cardine del progetto, basato sulla “partecipazione volontaria“, Crosetto evidenzia l’assoluta centralità dell’Ucraina. Pur non facendo parte né dell’UE né della NATO, il Paese sotto attacco è considerato dal ministro “destinato a rimanere un pilastro di sicurezza europea di primo piano“.
Questo approccio proattivo riflette una più ampia presa di coscienza da parte dei leader del continente dopo anni di tagli e sottovalutazione degli apparati militari, ma risponde anche ai ripetuti sforzi del Presidente americano Donald Trump per ridurre la presenza militare statunitense in Europa, sfidando gli alleati ad assumersi maggiori responsabilità.
La visione italiana si inserisce in un dibattito già acceso: se il presidente francese Emmanuel Macron sostiene da tempo la necessità di una maggiore autonomia militare, e il capo della difesa dell’UE Andrius Kubilius ha ipotizzato un esercito unificato, l’Italia si è già mossa concretamente. Roma ha infatti avviato collaborazioni con Regno Unito, Francia, Germania e Polonia per dar vita a una nuova partnership militare più ristretta, che esclude gli Stati Uniti.
Questo marcato europeismo segna inoltre un’evoluzione nella linea politica del Primo Ministro Giorgia Meloni. Eletta quasi quattro anni fa su una piattaforma critica verso la centralizzazione e la cooperazione intereuropea, Meloni ha progressivamente ripensato il proprio approccio, e la mossa di Crosetto – co-fondatore di Fratelli d’Italia – ne è la prova tangibile.
Una NATO globale contro il “club dell’élite”
Il piano italiano, tuttavia, non nasce in contrapposizione a Washington. Crosetto ha precisato a chiare lettere che la nuova architettura non vuole essere un’alternativa alla NATO, bensì uno strumento per “rafforzare il suo pilastro europeo”.
Ciononostante, il ministro suggerisce che è la stessa Alleanza Atlantica a dover cambiare pelle per adattarsi a un mondo profondamente mutato, aprendosi a partner globali extra-europei come Australia, Brasile, India, Giappone e Corea del Sud. “La NATO è stata creata per offrire sicurezza e stabilità a una parte del mondo”, ha spiegato Crosetto. “Ora abbiamo bisogno di un’organizzazione che possa offrire sicurezza e stabilità al mondo intero. Non può rimanere un club per l’élite del Nord globale“.

Le tensioni diplomatiche e i nodi interni
L’intervista è stata anche l’occasione per fare il punto sui rapporti sull’asse Roma-Washington, recentemente incrinati dalle dure critiche espresse da Trump all’Italia e a Papa Leone XIV, accusati di non aver sostenuto l’azione militare americana in Iran. Crosetto ha minimizzato le frizioni con una metafora domestica: “Lo abbiamo gestito come si fa quando sei a casa e c’è una discussione di famiglia. Si finge di non ascoltare”.
Il ministro ha inoltre smentito che l’amministrazione Trump abbia mai comunicato canali ufficiali l’intenzione di ritirare truppe dall’Italia, nonostante le dichiarazioni del tycoon su un possibile taglio di 5.000 soldati in Germania. “Non c’è mai stata una dichiarazione a livello politico che esprimesse il desiderio di ridurre le truppe o le risorse“.
La vera pressione della Casa Bianca si concentra invece sulla richiesta di aumentare la spesa per la difesa. Un traguardo tutt’altro che semplice sul fronte interno, che sta generando tensioni nella stessa coalizione di governo di Meloni. L’esecutivo si trova infatti a dover bilanciare i costi del riarmo con la necessità di finanziare i sussidi per il caro-carburante causato dal conflitto in Medio Oriente.
“Il problema è far capire alle persone che il mondo in cui viviamo è molto più turbolento e meno sicuro di quanto lo fosse 10 anni fa”, ha concluso Crosetto, descrivendo la difficoltà del dibattito pubblico e il costante scontro con la retorica elettorale. “Con gli elettori la solita linea è: ‘Preferisci un carro armato o una scuola, un asilo, un ospedale?’. Cerco di spiegare che quelle sono due cose completamente diverse che non puoi confrontare“.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
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Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














