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Gen. Bertolini a BrigataFolgore.net: “Il ritorno al lancio dell’ANPDI è un atto di giustizia. Il Gen. Masiello uno sprone importantissimo”. Il resoconto della diretta video

Nella diretta di ieri su YouTube, BrigataFolgore.net ha ospitato il Generale C.A. (ris.) Marco Bertolini, Presidente nazionale ANPDI, per una puntata dedicata a un tema molto atteso dal mondo paracadutista: il ritorno al lancio ANPDI, reso possibile dall’approvazione della circolare 7044 da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito, dopo quasi sei anni di stop.

A condurre la serata il Paracadutista Alessandro Generotti, amministratore di BrigataFolgore.net, affiancato dall’incursore Danilo Amelotti, in un confronto intenso e ricco di contenuti sul presente e sul futuro dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia.

“La circolare 7044 è un atto di giustizia”

Entrando nel vivo del tema, si é ricordato come dal 2020 l’ANPDI fosse stata privata dello strumento normativo indispensabile per proseguire la propria attività aviolancistica di interesse militare. Con la nuova circolare 7044, approvata dallo SME, questo strumento viene restituito all’Associazione.

Per il Generale Bertolini, il significato di questo passaggio è chiarissimo: “lo consideriamo un atto di giustizia”.

Nel suo intervento, il Presidente ANPDI ha ripercorso la lunga storia dell’Associazione, nata nel 1946 per volontà dei paracadutisti italiani che avevano combattuto durante la guerra, spesso anche su fronti opposti, ma capaci nel dopoguerra di ritrovarsi in uno spirito di pacificazione nazionale. Da allora, l’attività aviolancistica è sempre stata parte integrante dell’identità dell’ANPDI, non come semplice pratica sportiva, ma come espressione concreta di valori, tradizioni e cultura militare.

Il ritorno alla possibilità di effettuare lanci con paracadute emisferico vincolato da velivolo civile viene quindi vissuto non solo come il recupero di una capacità operativa, ma anche come il ripristino di una dignità storica e morale che l’Associazione rivendicava da anni.

Sei anni di battaglia

Uno dei passaggi più importanti della serata ha riguardato proprio il lungo percorso che ha portato a questo risultato. Bertolini ha spiegato che si è trattato di una vera e propria “traversata del deserto”, durata quasi sei anni.

L’ANPDI ha cercato inizialmente di risolvere la questione attraverso il dialogo con le istituzioni competenti, ma di fronte agli ostacoli incontrati ha dovuto percorrere anche la via legale. Il Presidente ha ricordato i ricorsi presentati, il pronunciamento del TAR e successivamente quello del Consiglio di Stato, che hanno confermato la legittimità della posizione dell’Associazione.

Secondo Bertolini, non si è trattato soltanto di difendere un’attività, ma qualcosa di più profondo: la dignità dell’ANPDI, dei suoi soci e della stessa tradizione militare che essa rappresenta. Una battaglia, ha sottolineato, combattuta nella consapevolezza di avere dalla propria parte la storia, la normativa e il valore concreto di quanto l’Associazione ha saputo trasmettere a generazioni di italiani.

Il valore del lancio vincolato

The Generale Bertolini ha ricordato come il lancio vincolato rappresenti, per eccellenza, il lancio militare operativo. Per questo il ritorno alla possibilità di utilizzarlo ha per l’ANPDI un significato profondo, concreto e tutt’altro che simbolico. Più che chiedersi cosa cambi, ha osservato, forse è persino più utile chiarire cosa non cambia: non cambia il rapporto con le Forze Armate, e in particolare con l’Esercito, che anzi esce rafforzato da questo nuovo assetto.

Il vincolato, dunque, non è un elemento secondario né superato, ma resta il fondamento della formazione paracadutistica, il punto di partenza di ogni percorso serio. In questa prospettiva, Bertolini ha anche sottolineato come il paracadutismo dell’ANPDI non possa essere confuso con la semplice ricerca dell’emozione o dell’adrenalina. Non si tratta di “fare una capovolta”, ma di intraprendere un percorso formativo, etico e culturale, capace di introdurre a una precisa idea di disciplina, responsabilità e servizio.

Sicurezza, addestramento e materiali

Altro tema affrontato durante la diretta è stato quello della sicurezza. Bertolini ha spiegato come il lancio resti sempre un’attività con un margine di rischio, ma si tratti di un rischio calcolato, affrontato attraverso tre elementi fondamentali: normativa, addestramento e materiali.

La sicurezza, ha detto, si costruisce con procedure rigorose, con un addestramento tale da rendere automatiche le reazioni corrette e con l’evoluzione continua dei materiali, oggi molto più avanzati rispetto al passato. Il paracadutista, nel momento in cui lascia l’aereo, è solo: per questo servono consapevolezza, preparazione e senso di responsabilità.

Anche in questo passaggio è emersa la differenza, molto marcata nel corso della puntata, tra il paracadutismo vissuto come spettacolo o semplice esperienza adrenalinica e quello inteso invece come scuola di carattere, disciplina e padronanza di sé.

Il futuro dell’ANPDI e il tema dei giovani

Si è parlato anche di futuro e di ricambio generazionale. Bertolini ha riconosciuto che si tratta di una delle sfide più importanti non solo per l’ANPDI, ma per tutte le associazioni d’arma e più in generale per l’intera società italiana.

Il Presidente ha ricordato come negli anni l’Associazione abbia rappresentato un ponte concreto tra mondo civile e mondo militare, permettendo a molti giovani di avvicinarsi ai valori delle aviotruppe e, in molti casi, di intraprendere poi una carriera nelle Forze Armate. Il blocco dell’attività aviolancistica ha inevitabilmente colpito anche questa funzione.

Con il ritorno del lancio, l’ANPDI punta ora a riattivare questo circuito virtuoso, ma anche a riportare vicino all’Associazione molti ex paracadutisti che, pur avendo servito o frequentato quel mondo, negli anni si sono allontanati. L’obiettivo, ha spiegato Bertolini, non è inseguire i numeri per i numeri, ma costruire quantità di qualità, cioè presenza e partecipazione con spirito.

Associazioni d’arma e riserva militare

Uno degli ultimi grandi temi affrontati è stato quello del rapporto tra associazioni d’arma e possibile costruzione di una moderna forza di riserva.

Su questo punto Bertolini ha sviluppato una riflessione molto ampia. La fine della leva obbligatoria, ha spiegato, non ha comportato soltanto la perdita di un sistema di reclutamento, ma anche la scomparsa di una vera riserva organizzata. In passato i giovani che concludevano il servizio militare venivano inseriti in strutture di complemento, pronte a essere richiamate in caso di necessità. Oggi questo meccanismo non esiste più.

Per anni si è vissuto, secondo il Generale, nell’illusione che la guerra fosse una realtà ormai lontana. Ma i conflitti recenti, e in particolare la guerra in Ucraina, dimostrano che non è così. La tecnologia conta, ma non sostituisce il fattore umano: servono ancora soldati, servono uomini addestrati, servono riserve.

In questo quadro, le associazioni d’arma potrebbero rappresentare una risorsa utile, a condizione però di riuscire a coinvolgere persone ancora in grado di fornire un contributo concreto. Non necessariamente in compiti di combattimento diretto, ma anche in funzioni di supporto, sicurezza nelle retrovie, logistica e sostegno generale al sistema difensivo.

Quando ripartiranno i corsi

Tra le domande del pubblico, una delle più attese ha riguardato i tempi per la ripresa dei corsi. Il Generale ha spiegato che è già in corso un lavoro costante con la Brigata Paracadutisti, il CAPAR e lo Stato Maggiore dell’Esercito per definire il cronoprogramma delle attività necessarie.

La circolare 7044, ha precisato, non è una semplice riattivazione automatica del passato: rappresenta piuttosto la base per costruire qualcosa di ancora più solido e strutturato. Proprio per questo serviranno adeguamenti, aggiornamenti metodologici e passaggi tecnici che coinvolgeranno i professionisti militari e civili incaricati di dare piena operatività al nuovo impianto.

Bertolini si è detto comunque fiducioso: secondo quanto espresso durante la diretta, la situazione potrebbe tornare alla normalità by the end of the year.

Un legame rafforzato con l’Esercito e il ringraziamento al Capo di SME, Gen. C.A. Carmine Masiello

Come sottolineato dal Presidente Nazionale, il rapporto tra ANPDI ed Esercito esce quindi da questa vicenda ulteriormente rafforzato.

Bertolini ha ringraziato apertamente lo Stato Maggiore dell’Esercito and the Capo di Stato Maggiore, Generale Carmine Masiello, per l’attenzione e l’energia impiegate nella soluzione del problema “Uno sprone importantissimo”. Tra i segnali più significativi in questa direzione, il Presidente ANPDI ha ricordato anche la volontà del Capo di SME che la prossima festa dell’Associazione, in programma il 23 ottobre a Pisa, consenta ai reparti dell’ANPDI by sfilare insieme ai reparti militari, rafforzando così anche sul piano simbolico il legame tra l’Associazione e l’Esercito.

Una serata di grande partecipazione

La diretta ha registrato una forte partecipazione di pubblico e numerosissimi messaggi di affetto, stima e vicinanza. Un segnale evidente di quanto la figura del Generale Bertolini continui a rappresentare un riferimento per il mondo paracadutista, ma anche più in generale per molti appartenenti e simpatizzanti delle Forze Armate.

La serata ha restituito con chiarezza un messaggio: il ritorno al lancio ANPDI non è stato presentato come un semplice ripristino tecnico, ma come il recupero di una continuità storica, valoriale e identitaria.

Una continuità che guarda al passato, ma anche, soprattutto, al futuro.

Per informazioni su come iscriversi all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia vi invitiamo a visitare il sito ufficiale www.assopar.it.

brigatafolgore.net

Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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