Mi sono arruolato nella Folgore nel 1999, ispirato dai racconti dell’amico Maresciallo Lino Corsetti, oggi in congedo. Corsetti, sottufficiale dell’Esercito Italiano presso l’11° Reggimento Trasmissioni “Leonessa”, era presente al porto vecchio di Mogadiscio il 2 luglio 1993 al comando Brigata. Durante l’inverno del 1998, mi raccontò della cruenta battaglia al pastificio di Mogadiscio. Ricordo benissimo quella sera, in cucina, con lui e il figlio Francesco Corsetti, allora Caporale istruttore VFB a Sora. Le sue parole mi spinsero ad unirmi all’Esercito, anzi, alla Folgore.
Per dilla tutta, ad onor del vero, raccontò testualmente, “… i nostri Paracadutisti della Folgore, quelli di Siena e gli incursori del Nono…”. Non parlò di Esercito. Parlò di Paracadutisti di Siena e di Incursori del Nono. Poi è chiaro a tutti che a quell’evento bellico (sì, bellico, piaccia o non piaccia ai cultori del politicamente corretto), furono protagonisti, anche con gravissime perdite, altre unità come i Lancieri Montebello ed altri reparti paracadutisti come il 183° Rgt. Par. Nembo, 187° Rgt. Par. Folgore ed i Carabinieri Paracadutisti Tuscania.
Come racconto nella mia storia militare, fui travolto da un turbine di emozioni. L’Italia aveva un’unità di soldati super addestrati che avevano combattuto una cruenta battaglia mentre io scorazzavo con la mia Aprilia 50. Rifiutai l’invito di mio zio per arruolarmi, con la domanda già compilata, da Ufficiale di complemento della Marina e feci carte false per passare all’Esercito ed arruolarmi nella Folgore, da volontario di truppa.
Quando diversi mesi dopo poi venni assegnato, per pura casualità, al 186° Reggimento Paracadutisti Folgore (quelli di Siena…), già erede delle tradizioni e degli atti Eroici di El-Alamein, il giorno che entrai alla Bandini mi tremarono le gambe. A Siena ebbi quindi l’occasione di venire a contatto con chi quella battaglia l’aveva combattuta e ne fui lusingato. Lusingato inoltre, ed orgoglioso di un’amicizia che tutt’oggi, a 22 anni dal mio congedo, mi lega anche con un incursore del 9° Reggimento Col Moschin che quella battaglia l’ha combattuta fianco a fianco con chi si è battuto fino all’estremo sacrificio. Gli Eroi.
Perchè come ha più volte ricordato il Ten. Col. Par. MOVM Gianfranco Paglia, gli Eroi sono loro, quelli che non sono più tra noi fisicamente, ma lo saranno eternamente nel nostro ricordo.
Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro, Stefano Paolicchi. Non sono morti. Perchè CHI CADE COMBATTENDO NON MUORE MAI.
E MAI DIMENTICARE. Perchè chi dimentica i propri caduti tradisce la propria patria.
Quì la nostra ricostruzione sulla Battaglia del 2 luglio 1993: https://brigatafolgore.net/2-luglio-1993-la-battaglia-del-check-point-pasta/
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