URC 2025: Italy between industrial innovation and humanitarian commitment for Kiev
La Ukraine Recovery Conference (URC 2025), tenutasi a Roma il 10 e 11 luglio, ha confermato il crescente ruolo dell’Italia nel processo multilaterale di ricostruzione dell’Ucraina. Quarto appuntamento dopo Lugano (2022), Londra (2023) e Berlino (2024), la conferenza romana ha consolidato l’impegno europeo su quattro direttrici fondamentali: attrazione di investimenti privati, reintegrazione dei cittadini sfollati, coinvolgimento delle autorità locali e riforme strutturali per l’adesione di Kiev all’UE.
A Roma si sono riuniti 100 delegazioni, 15 Capi di Stato e di Governo, 40 organizzazioni internazionali, 40 ministri e oltre 8.300 accreditati, con un Recovery Forum parallelo che ha permesso a imprese e istituzioni finanziarie di dialogare direttamente con il governo ucraino. L’Italia è emersa come protagonista assoluta, firmando 40 accordi per un valore superiore a 10 miliardi di euro, molti dei quali legati alla ricostruzione di Odessa, città simbolo del Mar Nero.
Odessa è stata ufficialmente affidata all’Italia nell’ambito del meccanismo di “patronato internazionale”, con progetti mirati alla ricostruzione del patrimonio culturale, inclusi la Cattedrale della Trasfigurazione, the Filarmonica and the Museo delle Belle Arti. Ma l’impegno italiano non si limita alla cultura. È stato siglato un accordo strategico between the Viceministro Rixi e la controparte ucraina Alona Shkrum per la modernizzazione e l’infrastrutturazione dei porti ucraini, in particolare a Odessa, nodo chiave per energia, telecomunicazioni e commercio.
Difesa, sicurezza e imprese italiane: tecnologia e cooperazione per la resilienza ucraina
Al centro della conferenza anche il ruolo cruciale del settore Difesa e Sicurezza. Enzo Benigni, presidente di Elt Group e vicepresidente vicario di AIAD, ha chiarito che l’obiettivo non è “vendere”, ma costruire collaborazioni strutturate a lungo termine, evidenziando una volontà politica europea prima impensabile. La cooperazione industriale tra Europa e Ucraina, ha affermato, è una necessità geopolitica che deve essere sostenuta da una rimozione degli ostacoli normativi e da un’accelerazione nella fornitura di beni strategici.
In prima linea Leonardo, che ha firmato insieme a ENAV e a UkSATSE a Memorandum of Cooperation per il ripristino della rete di controllo del traffico aereo ucraino. Il CEO Roberto Cingolani ha annunciato la donazione di 5 radar civili e ha ribadito che il piano proseguirà in coordinamento con i partner europei. Leonardo, inoltre, ha avviato una collaborazione con la turca Baykar for the produzione di droni in Italia, ma ha smentito categoricamente l’ipotesi di una fabbrica in Ucraina.

Leonardo offre contributi anche nel campo della cybersecurity, osservazione satellitare e IA applicata al controllo delle infrastrutture critiche. Cingolani ha inoltre aperto alla collaborazione con Rheinmetall sui carri armati, in un quadro coordinato di supporto militare all’Ucraina.
Also Fincantieri, rappresentata dall’AD Pierroberto Folgiero, ha portato avanti una visione innovativa della sicurezza marittima: droni subacquei, sonar e radar integrati in un sistema modulare da testare proprio a Odessa, a protezione di infrastrutture energetiche e portuali. L’obiettivo è creare una “bolla di sicurezza” da 25 km, simbolo della capacità italiana di unire tecnologia, visione strategica e responsabilità industriale.
La ricostruzione umanitaria: sanità, bambini e veterani
A completare il quadro dell’impegno italiano vi è l’azione sul fronte umanitario e sanitario, con l’Agenzia Industrie Difesa (AID) in prima fila. Come spiegato dalla direttrice Fiammetta Salmoni, l’Italia, tramite lo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze, fornirà incubatrici, apparecchiature diagnostiche, dispositivi per la terapia intensiva neonatale e formazione medica, in collaborazione con il Ministero degli Esteri and theAgenzia per la cooperazione allo sviluppo.

Questi interventi avranno un impatto diretto su oltre 400.000 bambini e adolescentiincluding 50.000 minori sfollati, nell’oblast di Odessa, contribuendo alla ricostruzione del tessuto sociale. La conferenza ha anche lanciato un percorso di cooperazione medica più ampia, comprendente la fornitura di farmaci orfani per malattie rare and the sostegno psicologico ai bambini e ai veterani di guerra, in synergy with the centro Lisova Polyana.
Nel contesto di una guerra ancora in corso e con danni stimati in oltre 200 miliardi di dollari, l’Italia ha assunto un ruolo guida, affermando il principio che la sicurezza passa anche per la salute, l’istruzione e la cultura. La stima della Banca Mondiale parla di un fabbisogno di oltre 500 miliardi per la ricostruzione, richiedendo uno sforzo multilaterale coordinato, in cui l’Italia si propone come partner stabile e credibile.
La Conferenza di Roma ha confermato che ricostruire l’Ucraina non significa solo riparare ciò che è stato distruttobut progettare un futuro europeo condiviso, basato su sicurezza, sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’Italia, con la sua industria della difesa, il sistema imprenditoriale e il capitale umano, ha mostrato di essere pronta ad affrontare questa sfida, costruendo un ponte strategico tra Occidente e Ucraina, tra solidarietà e opportunità.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
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