Il Piazzale “El Alamein” della Caserma Gamerra di Pisa è tornato a essere il cuore pulsante del paracadutismo militare italiano. In una cornice solenne e carica di emozione, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’85° Corso Tecniche di Combattimento per Aviotruppe (CTCA), un traguardo che segna l’ingresso ufficiale di 116 giovani soldati nella prestigiosa famiglia della Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Alla presenza del Comandante della Brigata, il Generale Dario Paduano, e di numerose autorità civili e militari, i Volontari in Ferma Iniziale (VFI) e in Ferma Prefissata di 4 anni (VFP4) hanno finalmente potuto calzare l’iconico amaranth beret. Un momento reso ancora più significativo dalla partecipazione del Graduato Capo Stefano La Mattina, Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito, che ha guidato i giovani come Padrino del corso, incarnando i valori di coraggio e dedizione propri della specialità.
The CTCA rappresenta una delle sfide addestrative più intense e selettive dell’Esercito Italiano. Per gli allievi dell’85° corso, il percorso è durato ben quattordici settimane presso il CAPAR (Centro Addestramento Paracadutismo), aggiungendosi alle dodici settimane di istruzione di base già svolte presso i Reggimenti Addestramento Volontari. Durante questo periodo, i candidati vengono forgiati attraverso un programma rigoroso focalizzato sulle procedure tecnico-tattiche specifiche delle truppe aviotrasportate. Il cuore del corso è l’acquisizione della capacità di operare in contesti ad alto rischio, culminando con l’ottenimento dell’abilitazione all’aviolancio con la tecnica dell’apertura automatica. Non si tratta solo di tecnica, ma di una prova di resistenza psicofisica coordinata dal Battaglione Addestrativo “Poggio Rusco”, volta a testare la prontezza operativa di chi è chiamato a intervenire ovunque sia richiesto dal Paese.
Durante il suo intervento, il Colonnello Andrea Fiorentini, Comandante del CAPAR, ha sottolineato come l’addestramento non sia solo una questione di muscoli e tattica, ma di spirito. Ha rivolto un ringraziamento particolare alle famiglie dei corsisti, definendole la fonte primaria della “fiamma” interiore che spinge questi giovani a superare i propri limiti.
“Se è vero che la missione del CAPAR è alimentare la fiamma che è in ciascuno di loro, è anche vero che quella fiamma esiste in principio, accesa dal sacrificio e dall’esempio degli affetti familiari.”
Con la conclusione dell’85° CTCA, per i 116 nuovi paracadutisti si apre ora una fase cruciale. Saranno infatti trasferiti ai vari Reparti della Brigata “Folgore” dislocati sul territorio nazionale. Qui, la loro formazione non si fermerà, ma proseguirà con il perfezionamento operativo e l’integrazione nelle unità d’élite, pronti a onorare il basco appena conquistato in ambito nazionale e internazionale.
Source: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/nuovi-paracadutisti-per-le-aviotruppe/184616.html
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