PARMA/PIACENZA – In un contesto internazionale sempre più instabile, la Difesa italiana accelera sul fronte della prontezza operativa e dell’innovazione tecnologica. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fatto visita oggi ai contingenti dell’Esercito impegnati nelle esercitazioni “Cerbero 2026”, a Fornovo di Taro (Parma), e “Stige 2026”, presso lo Scalo Po (Piacenza).
Le due attività addestrative rappresentano un punto di svolta nella dottrina militare nazionale, focalizzandosi su scenari moderni che spaziano dalla gestione del sottosuolo alla protezione delle infrastrutture critiche e all’integrazione di sistemi robotici e droni.
A Fornovo di Taro, il Ministro ha sottolineato come la fisionomia del conflitto moderno si stia spostando in domini precedentemente considerati marginali. “Il sottosuolo è divenuto uno spazio di manovra decisivo,” ha dichiarato Crosetto, evidenziando come reti idriche, energetiche e di telecomunicazioni rappresentino oggi i “centri di gravità” da proteggere per garantire la resilienza del Paese.
L’Esercito, attraverso la “Cerbero”, ha dimostrato la capacità di operare in ambienti sotterranei complessi, integrando l’eccellenza delle proprie unità con una visione strategica lungimirante. “Non basta prevenire i rischi: bisogna anticipare gli eventi,” ha ribadito il Ministro, invocando un’accelerazione necessaria per garantire che l’Italia sia pronta ad affrontare minacce ibride e asimmetriche.
Spostandosi a Scalo Po per la “Stige 2026”, l’attenzione si è spostata sull’integrazione tecnologica e sul potenziamento delle capacità di superamento ostacoli in contesti fluviali. Qui, Crosetto ha ribadito la centralità della vita umana: “Se un drone può salvare una vita, allora è in quella direzione che dobbiamo andare. La vita di un uomo vale più di qualunque investimento.”
Nonostante la spinta verso l’automazione, il Ministro ha voluto ricordare che la tecnologia resta uno strumento nelle mani di donne e uomini addestrati: “Serviranno sempre competenze capaci di costruire ponti e di avanzare per primi.”
Uno dei passaggi più significativi del discorso di Crosetto riguarda il modello di Difesa a cui l’Italia deve tendere, definito dal Ministro come la “Strategia dell’Istrice”.
“L’istrice è un animale apparentemente vulnerabile, ma capace di scoraggiare l’aggressore senza cercare lo scontro. È il simbolo perfetto della deterrenza: una Difesa solida e credibile che scoraggia le minacce attraverso la preparazione e l’innovazione tecnologica.”
Oltre agli aspetti tattici, il Ministro ha posto l’accento sulla dimensione umana e sociale del comparto. Ha fissato due obiettivi chiari per il suo mandato:
“Chi indossa un’uniforme ha fatto una scelta profonda: mettere la propria vita al servizio della sicurezza del Paese,” ha concluso Crosetto, salutando i militari presenti come parte di una “grande famiglia” che rappresenta l’Italia nel mondo non come forza di prevaricazione, ma come presidio di umanità e pace.
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