Mosca lancia la sfida a Starlink: in orbita i primi satelliti della costellazione “Rassvet”
Il 23 marzo 2026 segna una svolta per l’autonomia tecnologica russa. Con il lancio di 16 satelliti della società Bureau 1440, il Cremlino accelera sul progetto Rassvet, puntando a rompere il monopolio occidentale delle comunicazioni a banda larga in orbita bassa (LEO).
Il “vecchio” ma instancabile Sojuz 2 (lo Zemiorka di scuola sovietica) ha confermato ancora una volta la sua affidabilità. Decollato dal cosmodromo di Plesetsk lo scorso lunedì, il vettore ha inserito con successo in orbita 16 satelliti per comunicazioni appartenenti alla società russa Bureau 1440. Non si è trattato di un lancio di routine, ma del passaggio ufficiale dalla fase sperimentale a quella operativa del programma Rassvet (Alba).

L’obiettivo: un’infrastruttura sovrana
Il progetto Rassvet rappresenta la risposta russa allo strapotere di SpaceX. Sebbene il distacco numerico da Starlink — che vanta ormai oltre 10.000 asset in orbita — resti abissale, la mossa di Mosca ha una valenza squisitamente strategica.
In un contesto di isolamento internazionale e sanzioni, la Russia necessita di un’infrastruttura di comunicazione che sia:
- Indipendente: Svincolata dai fornitori occidentali.
- Resiliente: Capace di garantire copertura a banda larga su tutto l’immenso territorio della Federazione.
- Duale: Utilizzabile sia per l’economia civile (“Economia dei dati”) sia per scopi legati alla sicurezza e alla difesa.
Il Cremlino non sta badando a spese per recuperare il terreno perduto. Il bilancio federale prevede uno stanziamento di 102,8 miliardi di rubli (circa 1,14 miliardi di euro), supportato da massicci investimenti privati che superano i 300 miliardi di rubli.

I numeri del programma:
- Target 2027: Avvio delle operazioni commerciali con i primi 250 satelliti.
- Target 2035: Completamento della costellazione con oltre 900 satelliti in orbita bassa.
La dimensione militare: la lezione dell’Ucraina
L’urgenza russa di schierare una propria rete LEO deriva direttamente dalle lezioni apprese sul campo di battaglia. Il ruolo di Starlink nel conflitto ucraino ha dimostrato come le costellazioni satellitari a bassa latenza non siano solo strumenti commerciali, ma asset decisivi per il comando e controllo (C2) in tempo reale, la guida dei droni e la resilienza delle comunicazioni tattiche.
Con il successo del lancio del 23 marzo, la Russia tenta di riappropriarsi di quel primato tecnologico che, dai tempi dello Sputnik 1, sembrava essersi appannato a causa di croniche carenze di budget e problemi gestionali post-sovietici.
La competizione per l’orbita bassa non riguarda più solo USA e Russia. Mentre la Cina accelera sui propri programmi “G60” e “Guowang”, e l’Europa consolida la rete OneWeb (circa 630 satelliti), il settore difesa globale osserva con attenzione. Chi domina la connettività orbitale detiene, di fatto, le chiavi della proiezione di potenza nel XXI secolo.
Mosca è tornata in partita, ma la sfida contro l’efficienza industriale di Elon Musk e la capacità produttiva di Pechino è appena iniziata.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














