Le Forze Speciali spagnole liberano dai pirati una petroliera greca al largo della Somalia
Un’azione di pirateria al largo della Somalia si è conclusa con un’operazione lampo delle forze speciali spagnole inserite nella missione EUNAVFOR Atalanta. La petroliera greco-gestita Hellas Aphrodite è stata presa di mira da un gruppo armato, ma l’intervento coordinato dalla componente navale europea ha portato alla liberazione dell’equipaggio e al ripristino del controllo della nave senza vittime.
I fatti
Nella giornata del 6 novembre 2025, the Hellas Aphrodite è stata abbordata da pirati in mare aperto, a grande distanza dalla costa somala. Durante l’attacco sarebbero stati impiegati armamenti leggeri; l’equipaggio ha eseguito le procedure previste, rifugiandosi nella citadel e mantenendo contatti con gli organismi di sicurezza marittima.
All’allarme hanno risposto in prontezza i mezzi navali di EUNAVFOR Atalanta, con la fregata spagnola ESPS Victoria in prima linea, supportata da helicopter, sensori ISR/UAV e una unità di forze speciali. Dopo dimostrazione di forza e manovre di interdizione, i pirati hanno abbandonato la petroliera, consentendo il reimbarco dei team e la messa in sicurezza degli spazi vitali dell’unità.
Le verifiche condotte a bordo hanno confermato nessun ferito tra i marittimi e nessun danno critico alla navigazione. La nave ha potuto riprendere la rotta sotto scorta e con valutazioni tecniche per accertare eventuali impatti sull’apparato di bordo.

Ritorna lo “spauracchio” della pirateria
Dopo anni di relativa quiete, l’attacco riaccende i riflettori sulla pirateria nell’Oceano Indiano occidentale, segnalando una minaccia che torna a proiettarsi sulle rotte energetiche. In questo quadro, la deterrenza ha funzionato: operational readiness e interoperabilità della missione Atalanta hanno impedito un sequestro prolungato, confermando quanto conti la capacità di intervenire in tempi strettissimi.
Decisive anche le procedure salvavita a bordo: l’uso della citadel, the reportistica tempestiva and the disciplina dell’equipaggio hanno moltiplicato le probabilità di successo dell’operazione.
Il caso Hellas Aphrodite ricorda che i Pirate Action Groups possono operare ben oltre la fascia costiera grazie a navi madre in grado di spingersi centinaia di miglia al largo. Per gli armatori ciò significa mantenere alta l’attenzione sulle Best Management Practices (BMP): dal rafforzamento fisico degli accessi alle procedure di emergenza, fino al tracciamento costante.
La differenza, come dimostrato, la fa la cooperazione pubblico-privato: il dialogo tra armatori, centri di segnalazione e forze navali consente di accorciare i tempi di risposta e ridurre i rischi per i marittimi.
Il significato operativo
L’azione congiunta che ha portato alla liberazione della Hellas Aphrodite dimostra che l’architettura di sicurezza marittima internazionale nel Corno d’Africa è ancora capace di prevenire sequestri di lunga durata. Al tempo stesso, l’episodio è un monito: la pirateria in quell’area non è sconfitta e richiede vigilanza costante, registrazione ai circuiti di monitoraggio e aderenza rigorosa alle procedure di autoprotezione.
Conclusion
Operation rapida, pulita e di successo: equipaggio salvo, nave recuperata, pirati in fuga. La combinazione di professionalità degli equipaggi, protocolli BMP e capacità europee ha fatto la differenza. Per chi naviga lungo le rotte dell’Oceano Indiano occidentale, resta imprescindibile non abbassare la guardia.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.













