Le Esercitazioni NATO: ruolo, finalità e evoluzione di uno strumento chiave della difesa collettiva
Le esercitazioni rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso cui la NATO testa e convalida concetti operativi, procedure, sistemi e tattiche. Allo stesso tempo, permettono alle forze militari e alle organizzazioni civili impegnate sul terreno di affinare le proprie capacità e praticare il lavoro congiunto in scenari complessi e realistici. Dalla Guerra Fredda all’attuale contesto di instabilità internazionale, le esercitazioni dell’Alleanza sono rimaste un elemento essenziale della deterrenza e della prontezza operativa.
Perché la NATO organizza esercitazioni
Le esercitazioni militari servono a preparare comandi e forze a operare in tempo di pace, crisi o conflitto. In linea generale, possono assumere tre principali forme:
- LIVEX (live exercise): esercitazioni sul campo con l’impiego reale di truppe e mezzi;
- CPX (command-post exercise): simulazioni di posto comando che coinvolgono gli staff di comando e le loro strutture di comunicazione;
- Exercise study: attività teoriche come war games, seminari o analisi operative.

Obiettivi principali
1. Formazione e accumulo di esperienza
Le esercitazioni consentono alle forze di consolidare addestramenti precedenti e migliorare il livello di prontezza operativa. Grazie a scenari realistici e complessi, militari e unità specialistiche possono testare procedure, coordinamento e capacità tecniche.
2. Verifica delle strutture e dei sistemi
Non solo personale: la NATO sfrutta le esercitazioni anche per testare l’efficienza dei propri assetti organizzativi, inclusi dottrina, logistica, tattiche e procedure. Ciò è particolarmente importante quando la struttura di comando subisce riforme o vede la creazione di nuovi quartieri generali.
3. Interoperabilità
La capacità di operare insieme, nonostante differenze linguistiche, dottrinali e tecnologiche, è uno dei cardini della NATO. Le esercitazioni – spesso aperte ai Paesi partner come osservatori o partecipanti – sono essenziali per mantenere tale interoperabilità, frutto di anni di cooperazione.
4. Riforma della difesa
Partecipare a esercitazioni NATO permette ai Paesi membri di mettere alla prova le riforme attuate a livello nazionale, offrendo allo stesso tempo ai partner la possibilità di osservare e apprendere meccanismi operativi avanzati.
Come nasce un’esercitazione NATO
Ogni esercitazione si basa su scenari fittizi ma realistici, che possono spaziare dal combattimento alla stabilizzazione, dagli aiuti umanitari fino alle operazioni di ricostruzione. La durata può variare da un solo giorno a diverse settimane e coinvolgere un numero limitato di ufficiali o migliaia di soldati, velivoli, mezzi terrestri e navi.
L’intero processo è coordinato dai due comandi strategici dell’Alleanza:
- Allied Command Operations (ACO): definisce i requisiti formativi ed effettua le valutazioni operative;
- Allied Command Transformation (ACT): gestisce il programma di addestramento, definisce gli obiettivi e cura la pianificazione delle esercitazioni attraverso il Military Training and Exercise Programme (MTEP).
La pianificazione avviene con largo anticipo – almeno 18 mesi – e coinvolge Stati membri e partner. Al termine di ogni esercitazione, viene condotto un processo di revisione per identificare best practices e lesson learned, essenziali per il miglioramento continuo.
Trasparenza e fiducia reciproca
La NATO rende pubblici i propri programmi annuali di esercitazione tramite SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), e rispetta le norme del Documento di Vienna dell’OSCE. Le regole prevedono:
- notifica preventiva per esercitazioni con oltre 9.000 militari;
- possibilità di inviare osservatori per attività che superano i 13.000 partecipanti.
La trasparenza mira a ridurre le tensioni, promuovere fiducia e prevenire malintesi tra Stati.

Come si leggono i nomi delle esercitazioni NATO
Ogni esercitazione è identificata da due parole:
- La prima lettera of prima parola indica il comando responsabile (es. B per Brunssum, N per Naples).
- La prima lettera of seconda parola indica il dominio operativo (es. A per Air, L per Land, M per Maritime, J per Joint).
Esempio: Brilliant Jump → esercitazione congiunta (Joint) sotto la responsabilità del JFC Brunssum.
Settant’anni di esercitazioni: un breve sguardo storico
Le esercitazioni NATO iniziano nel 1951, in piena Guerra Fredda, con l’obiettivo di consolidare la difesa collettiva davanti a un potenziale attacco. Negli anni ’70 e ’80 l’attività addestrativa diventa un pilastro della postura di deterrenza dell’Alleanza, garantendo che le forze fossero pronte ad affrontare scenari ad alta intensità.
Dopo il 1994, con l’avvio della Partnership for Peace, anche Paesi non NATO possono partecipare a molte esercitazioni, soprattutto di peacekeeping. Nel 2002 nasce la NATO Response Force (NRF), il cui addestramento continuo diventa un elemento centrale del programma esercitativo.
Dal 2014, dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia, l’Alleanza intensifica nuovamente le esercitazioni orientate alla difesa collettiva. Il 2022, segnato dall’invasione russa dell’Ucraina, conferma la centralità delle esercitazioni nella deterrenza e nella prontezza operativa.
Conclusion
Le esercitazioni NATO sono molto più di semplici manovre militari: rappresentano un processo di apprendimento continuo, un banco di prova per strutture e strategie e uno strumento chiave per garantire interoperabilità, trasparenza e capacità di risposta comune. In un contesto internazionale in rapida evoluzione, esse rimangono fondamentali per assicurare che l’Alleanza sia pronta ad affrontare ogni tipo di crisi, preservando la sicurezza dei suoi membri e contribuendo alla stabilità globale.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.














