Drone contro drone: la NATO sperimenta l’intercettore Merops
NOWA DĘBA (Polonia) – Un pick-up parcheggiato sulla sabbia, un lanciatore nel cassone e un piccolo drone grigio che schizza in cielo a caccia di un altro drone. È lo scenario dell’esercitazione congiunta in cui soldati statunitensi, polacchi e romeni hanno testato un nuovo sistema contro-UAS (c-UAS) in grado di intercettare velivoli senza pilota lanciando… altri velivoli senza pilota.
L’attività, svolta il 18 novembre al poligono di Nowa Dęba, ha coinvolto militari del 1st Battalion, 57th Air Defense Artillery Regiment dell’U.S. Army insieme a unità di difesa aerea polacche e romene. L’esercitazione ha concluso un corso di due settimane che ha combinato lezioni in aula, simulazioni, addestramento pratico e lanci reali del nuovo sistema.

Un sistema anti-drone “tascabile” per la NATO
Il cuore della capacità è un sistema mobile che integra radar, sensori elettro-ottici e un piccolo drone intercettore usato come “proiettile intelligente”. Tutti i componenti possono essere trasportati su veicoli tattici leggeri o direttamente sul cassone di un pick-up, come mostrato nella dimostrazione in Polonia. Un team di quattro persone è sufficiente per montare il sistema, metterlo in batteria, ingaggiare il bersaglio e ricaricare in pochi minuti.
In pratica, il radar e i sensori individuano un UAS ostile in avvicinamento, ne tracciano la rotta e guidano il drone intercettore, che viene lanciato da una rampa inclinata sul veicolo. L’intercettore vola a grande velocità verso il bersaglio e lo neutralizza con un impatto cinetico – un classico caso di “drone-contro-drone”.
Intercettori riutilizzati in addestramento, sacrificabili in combattimento
Durante l’esercitazione di Nowa Dęba, gli equipaggi hanno ingaggiato piccoli bersagli UAS simulati, recuperando poi gli intercettori grazie a un paracadute, così da riutilizzarli in futuri addestramenti.
In combattimento, però, questi droni sono pensati come munizioni consumabili: vengono sacrificati pur di abbattere minacce a basso costo, in particolare i droni d’attacco unidirezionali – le cosiddette “suicide drones” – che la Russia utilizza estensivamente in Ucraina. Lo stesso tipo di intercettore è già stato impiegato sul fronte ucraino contro UAS russi, fornendo dati operativi reali prima di essere dispiegato sul suolo NATO.
Il comandante della 10th Army Air and Missile Defense Command, il gen. Curtis King, ha sottolineato tre punti chiave del sistema: letalità, efficacia e soprattutto convenienza economica, evidenziando come si tratti di “tecnologia di ultima generazione che viene combattuta in Ucraina in questo momento”.

Il “Merops” e la lezione delle incursioni di droni
Diverse fonti aperte identificano il sistema impiegato in Polonia come il Merops, un intercettore economico sviluppato dall’azienda statunitense Project Eagle. Il Merops è progettato per colpire droni nemici volando a oltre 240 km/h e può operare anche in ambienti saturi di disturbi elettronici, grazie a funzioni di navigazione con intelligenza artificiale che riducono la dipendenza da GPS e collegamenti radio.
Polonia e Romania hanno ordinato il sistema dopo una serie di episodi che hanno visto droni non identificati – attribuiti dalla NATO alla Russia – violare ripetutamente il loro spazio aereo e quello di altri Paesi europei.
Un tassello dello scudo Eastern Sentry
L’addestramento di Nowa Dęba è parte del più ampio sforzo dell’Alleanza per rafforzare la difesa aerea sul fianco orientale attraverso l’Operazione Eastern Sentry, lanciata a settembre dopo una massiccia incursione di droni russi in Polonia.
La missione mira a integrare risorse aeree, navali e terrestri – dai caccia alle batterie di difesa antiaerea, fino a sensori e sistemi senza pilota – in un’unica architettura di difesa a strati, la Eastern Flank Deterrence Line. In questo quadro, i sistemi c-UAS a corto raggio come Merops costituiscono la “prima linea” contro droni e piccoli UAS, preservando i missili a lungo raggio per minacce più complesse come aerei, missili da crociera o balistici.
Parallelamente, a Bruxelles si discute di iniziative complementari come l’“Eastern Flank Watch” e un “European Drone Wall”, pensate per rendere più sostenibile la difesa contro attacchi aerei e ibridi a bassa intensità che si stanno moltiplicando lungo il confine con la Russia.

Perché conta
L’esperienza della guerra in Ucraina ha dimostrato che usare sistemi tradizionali – caccia e missili costosi – per abbattere droni dal costo di poche migliaia di euro è una strategia insostenibile nel lungo periodo. Per questo Kiev sta investendo a sua volta in droni intercettori prodotti in serie, seguendo la stessa logica di riduzione dei costi e aumento dei volumi che ora la NATO cerca di applicare sul proprio territorio.
La dimostrazione in Polonia mostra che soluzioni di questo tipo non sono più solo prototipi, ma capacità reali che possono essere trasportate su un semplice pick-up, messe in postazione in pochi minuti e integrate in reti di difesa più ampie. Per Paesi come Polonia e Romania, che vivono da vicino le conseguenze della guerra in Ucraina, questi sistemi rappresentano un modo rapido e relativamente economico per colmare un vuoto critico nella difesa dello spazio aereo.
Per l’Alleanza, infine, il test di Nowa Dęba è un banco di prova di qualcosa di ancora più ambizioso: la capacità di assorbire in tempi rapidissimi le lezioni di un conflitto in corso, trasformarle in sistemi concreti e distribuirli in modo coordinato lungo l’intero fianco orientale.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.

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