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Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito

La minaccia dei piccoli droni è cresciuta più rapidamente di procedure, bilanci e catene decisionali. Per questo il Dipartimento della Difesa statunitense ha deciso di intervenire anche sul piano dell’organizzazione, istituendo una task force interforze e inter-agenzia dedicata al contrasto dei piccoli UAS, con l’obiettivo di consegnare capacità efficaci rapidamente e a costi sostenibili. La novità più rilevante è che la struttura nasce a guida US Army: il Segretario alla Difesa ha incaricato il Segretario dell’Esercito di costituire formalmente la Joint Interagency Task Force 401with a riporto ad altissimo livello per superare frammentazioni e duplicazioni.

Il messaggio è chiaro: il contro-drone non può restare un mosaico di iniziative parallele, con requisiti divergenti e sistemi che non dialogano tra loro. Serve un punto di regia unico, capace di unire competenze, programmi e responsabilità, e di accelerare test, integrazione e acquisizione. In altre parole, l’approccio americano punta a “fare sistema” prima ancora di “comprare sistemi”.

Perché la guida US Army ha senso: l’antidrone è un problema tattico e ravvicinato

La scelta di un’impostazione Army-led è prima di tutto operativa. Il contrasto ai piccoli droni, nella maggior parte degli scenari, è una missione tattica: protezione perimetrale, difesa di unità schierate, tutela di basi e infrastrutture, sicurezza di aree sensibili e continuità delle operazioni sul terreno. Spesso è un problema “a bassa quota e a corto raggio”, dentro ambienti complessi e saturi, dove la velocità decisionale conta quanto la qualità dei sensori.

In questo contesto serve una difesa a strati: rilevamento e classificazione, comando e controllo, e poi contromisure diverse (intercettazione, disturbo, inganno, neutralizzazione) scelte in base a contesto e proporzionalità. Il punto non è un singolo apparato “miracoloso”, ma un’architettura integrata e aggiornabile rapidamente, che funzioni in modo coerente tra reparti e teatri. È qui che la US Army può fare da integratore naturale: vive il problema sul terreno, può standardizzare addestramento e procedure, e può guidare una filiera di sperimentazione e validazione con feedback immediato dal campo.

Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito
Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito

La lezione per l’Italia: difesa aerea a guida Aeronautica, antidrone a guida Esercito

La lezione americana non è “l’Esercito comanda tutto”, ma separare i domini e integrare la governance. Trasposta al contesto italiano, può diventare una proposta pragmatica: difesa aerea a guida Aeronautica; difesa antidrone a guida Esercito.

La difesa aerea tradizionale riguarda controllo dello spazio aereo, sorveglianza su ampia scala, integrazione con architetture nazionali e alleate, regole d’ingaggio e coordinamento con il traffico civile: ambiti naturalmente presidiati dall’Aeronautica. L’antidrone, invece, è prevalentemente prossimità e protezione di punti e forze, spesso anche in cooperazione con altre amministrazioni quando si parla di infrastrutture civili o grandi eventi: ambiti dove l’Esercito può guidare requisiti comuni, standard tecnici e un ciclo rapido test–validazione–adozione.

Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito
Difesa Aerea a guida Aeronautica, Antidrone a guida Esercito

Per funzionare davvero, un modello italiano ispirato agli USA dovrebbe avere tre caratteristiche: mandato chiaro, riporto alto e componente inter-agenzia reale. Mandato chiaro significa attribuire al “lead antidrone” la responsabilità di integrazione e standardizzazione; al “lead difesa aerea” il coordinamento del quadro complessivo dello spazio aereo. Riporto alto significa poter sbloccare risorse e decisioni, evitando rivalità e iter troppo lenti. Inter-agenzia reale significa includere, quando serve, chi gestisce sicurezza interna e infrastrutture critiche, perché il tema droni è ormai ibrido.

In sintesi: l’impostazione US Army-led sul contro-drone è una risposta pragmatica alla natura della minaccia. Per l’Italia, adottare un modello analogo—Aeronautica leader della difesa aerea, Esercito leader dell’antidrone, regia comune e capacità integrate—può aumentare velocità, coerenza e sostenibilità nel tempo.

brigatafolgore.net

Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.

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