Droni, reti e guerra elettronica: l’Esercito si prepara al campo di battaglia del futuro
I conflitti degli ultimi anni hanno profondamente trasformato il modo di concepire e condurre le operazioni militari. Il predominio dell’informazione, la diffusione dei sistemi a pilotaggio remoto, la crescente minaccia cibernetica e la costante competizione nello spettro elettromagnetico impongono alle Forze Armate di sviluppare capacità sempre più integrate. Oggi non è più sufficiente disporre di piattaforme moderne: è necessario che sensori, sistemi di comando, reti di comunicazione, guerra elettronica e personale altamente qualificato operino come un unico sistema, capace di adattarsi rapidamente all’evoluzione del campo di battaglia.
In questo quadro si inseriscono il 2° Workshop Operativo Droniorganised by the 41° reggimento IMINT “Cordenons” presso il Poligono di Monte Romano, e l’esercitazione “Lira 2026”, promossa dal Comando Trasmissioni in diverse sedi del territorio nazionale. Entrambe le attività, pianificate dal Comando delle Forze di Supporto al Combattimento, rappresentano un tassello fondamentale nel percorso di modernizzazione dell’Esercito Italiano, con l’obiettivo di consolidare la prontezza operativa attraverso un addestramento realistico, multidominio e coerente con gli standard della NATO.
Le moderne operazioni richiedono infatti una perfetta integrazione tra capacità offensive, raccolta delle informazioni, protezione delle comunicazioni e resilienza delle infrastrutture digitali. L’addestramento assume quindi un ruolo strategico, consentendo di sperimentare procedure, verificare l’efficacia delle tecnologie disponibili e sviluppare quella flessibilità decisionale indispensabile per operare in ambienti caratterizzati da minacce sempre più sofisticate e imprevedibili.
Il 2° Workshop Operativo Droni, l’evoluzione dei sistemi unmanned sul campo
The 2° Workshop Operativo Droni, ospitato presso il Poligono di Monte Romano, ha visto la partecipazione di numerose unità dell’Area Operativa impegnate nell’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto. L’esercitazione ha riprodotto un contesto altamente realistico e non permissivo, simulando un moderno campo di battaglia nel quale gli operatori hanno dovuto affrontare minacce in continua evoluzione e scenari caratterizzati da elevata complessità tattica.

Durante l’attività sono state impiegate tutte le principali tipologie di droni in dotazione alla Forza Armata, comprese le piattaforme FPV (First Person View), utilizzate sia per missioni di osservazione sia per impieghi offensivi. Parallelamente sono state sviluppate procedure dedicate alle missioni di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR), fondamentali per garantire una conoscenza costante del campo di battaglia e supportare il processo decisionale dei comandanti.
Grande rilievo è stato attribuito anche all’integrazione con i sistemi di guerra elettronica, attraverso attività di rilevamento, tracciamento e contrasto dei droni ostili. Le forze che simulavano l’avversario hanno operato con piena libertà d’iniziativa, costringendo gli operatori ad adattare continuamente le proprie procedure e a sviluppare capacità di reazione sempre più efficaci.
“Lira 2026”, comunicazioni protette e resilienza per il Comando e Controllo
Parallelamente, l’esercitazione “Lira 2026” ha posto al centro dell’addestramento la capacità di garantire continuità al Comando e Controllo anche in presenza di un ambiente elettromagnetico e cibernetico degradato. L’attività, sviluppata tra Roma, Civitavecchia, Avellino, Sacile e Fontanafredda, ha coinvolto i reggimenti trasmissioni nella simulazione del supporto a una Grande Unità da Combattimento di livello Divisione, secondo gli standard della NATO.

La Task Force costituita per l’occasione ha operato contrastando le azioni di disturbo simulate dal Comando C4 Esercito, from 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “ROMBO” and from the Reparto Tecnico Elettronico, verificando la resilienza delle reti di comunicazione e la capacità di mantenere operative le infrastrutture digitali anche sotto pressione. Particolare attenzione è stata dedicata alla realizzazione di Posti Comando occultati, progettati per ridurre le firme elettromagnetiche, logistiche e termiche mediante tecniche di mimetizzazione e inganno, consolidando al tempo stesso le capacità tecniche dei reparti trasmissioni.
A seguire le fasi finali dell’esercitazione è stato il Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, che ha sottolineato il valore dell’addestramento quale elemento essenziale per garantire efficacia operativa e prontezza della Forza Armata. Attività come il Workshop Operativo Droni e “Lira 2026” confermano il percorso di evoluzione dell’Esercito Italiano verso una piena integrazione tra sistemi unmanned, guerra elettronica, cybersicurezza e reti di comando, oggi elementi imprescindibili delle operazioni multidominio.
Al secolo Alessandro Lunghi, Maresciallo Ordinario Paracadutista in congedo, brevetto n. 193216. Figlio del 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, XIII Compagnia Paracadutisti Condor. Laureato in Scienze Motorie e Magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. Tecnico di 1º livello della federazione Italiana di Atletica leggera e della federazione Triathlon. Ultramaratoneta, Ironman, Educatore Sportivo CONI e presidente dell'ASD Frosinone Sport.









