Gaza in stallo, Crosetto: Ripensare il ruolo di Unifil
La tregua nella Striscia di Gaza vacilla e rischia di spezzarsi da un momento all’altro. A lanciarne l’allarme sarebbero alcuni funzionari dell’amministrazione Trump, che – secondo documenti riservati ottenuti da Politico – temono una possibile implosione dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Un pessimismo che contrasta con le rassicurazioni pubbliche del presidente e del suo team, ma che riflette le enormi difficoltà operative nella messa in pratica del piano mediato dagli Stati Uniti.

Il dossier riservato e le criticità del piano
I documenti, presentati il mese scorso durante un incontro organizzato dal Comando Centrale Usa (Centcom) e dal Centro di coordinamento civile-militare nel sud di Israele, delineano una serie di ostacoli che potrebbero far deragliare la fragile tregua. Alla riunione hanno preso parte circa 400 rappresentanti del Dipartimento di Stato, della Difesa, di Ong e di centri di ricerca come il Blair Institute diretto da Tony Blair, oltre a delegati del settore privato.
Tra le principali criticità spicca la creazione della Forza internazionale di stabilizzazione, elemento cardine per garantire la sicurezza nel territorio palestinese post-conflitto. La presentazione, composta da oltre 60 diapositive e intitolata significativamente “Il lavoro duro comincia ora: attuare il piano del presidente Trump”, elenca problemi logistici, politici e di coordinamento senza però offrire soluzioni concrete.
Indonesia, Azerbaigian, Pakistan e Turchia hanno offerto truppe per la missione, ma la candidatura di Ankara avrebbe incontrato la resistenza di Tel Aviv.
Il progetto di una maxi-base Usa nel sud di Israele
In parallelo, i media israeliani rivelano che Washington starebbe valutando la costruzione di una grande base militare americana nel sud di Israele, vicino al confine con la Striscia. La struttura – non ancora ufficialmente confermata dall’Idf – potrebbe ospitare migliaia di soldati, diventando un perno della futura strategia di stabilizzazione.
L’obiettivo sarebbe ridurre la dipendenza dagli israeliani nella gestione diretta di Hamas, dell’Egitto e dell’Autorità nazionale palestinese, aumentando il controllo tattico degli Stati Uniti sul terreno.
Gli ostacoli: ostaggi, tunnel e ricostruzione
Intanto permangono incognite pesanti:
- Hamas non avrebbe ancora consegnato i resti degli ultimi ostaggi.
- About 150 miliziani sarebbero ancora intrappolati nei tunnel di Rafah e rifiuterebbero il disarmo senza garanzie di un corridoio sicuro.
Sul fronte della ricostruzione, The Atlantic sostiene che i lavori potrebbero iniziare soltanto nella zona controllata da Israele, dove Washington vorrebbe testare una “Comunità sicura alternativa”: un quartiere protetto con scuola, centro medico e alloggi per 25mila palestinesi selezionati dallo Shin Bet e senza legami con Hamas. Una volta inseriti, ai residenti non sarebbe permesso rientrare nelle loro aree originarie.

Torna la tensione in Libano. Crosetto: “Rivalutare Unifil”
Mentre Gaza resta sospesa nel limbo, il fronte nord si riaccende. Nelle ultime ore Israele ha condotto attacchi con droni contro obiettivi di Hezbollah in Libano. Proprio qui opera la missione Onu Unifil, incaricata di monitorare la linea di demarcazione.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo un incontro a Roma con il sottosegretario generale dell’Onu Jean-Pierre Lacroix, ha rilanciato il tema della missione:
“Unifil è un pilastro fondamentale per la stabilità del Medio Oriente”, ha scritto su X.
Ma ha anche aggiunto che occorre “valutare attentamente l’efficacia e il senso della permanenza” del contingente italiano in un quadro regionale sempre più instabile.
Un messaggio che riflette la crescente incertezza della comunità internazionale davanti a un conflitto che, nonostante gli sforzi diplomatici, continua a minacciare l’intero scacchiere mediorientale.
Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.














