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USA Progetto Fortress: 90 giorni per Resistere

Secondo documenti interni esaminati da Fox News, il Pentagono ha elaborato Fortress, un piano per consentire alle installazioni militari USA di operare fino a 90 giorni isolate dalle reti civili. Il progetto prevede micro-reti, mini-SMR e accumuli energetici, scorte per tre mesi, forniture ridondanti e accordi per convertire fabbriche civili.

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USA Progetto Fortress: 90 giorni per Resistere
USA Progetto Fortress: 90 giorni per Resistere
Redazione Redazione 3 min di lettura 0 Scarica PDF

Secondo documenti interni esaminati da Fox News, il Pentagono ha elaborato Fortress, un piano per consentire alle installazioni militari USA di operare fino a 90 giorni isolate dalle reti civili. Il progetto prevede micro-reti, mini-SMR e accumuli energetici, scorte per tre mesi, forniture ridondanti e accordi per convertire fabbriche civili.

Mentre l'Europa registra i primi segnali di apprensione — emblematico il caso del Regno Unito, che ha raccomandato ai propri cittadini di preparare un kit di sopravvivenza di 72 ore per far fronte a possibili emergenze nazionali o minacce esterne — gli Stati Uniti compiono un salto strategico senza precedenti. Il Pentagono ha infatti elaborato un piano riservato denominato Fortress ("Fortezza"), progettato per garantire che le installazioni militari nel territorio continentale americano possano continuare a combattere e operare per almeno 90 giorni in totale isolamento.

Il piano USA: superare il "mito" dei due oceani

Per decenni, la dottrina difensiva di Washington si è basata sulla certezza che l'Oceano Atlantico e il Pacifico costituissero una barriera naturale inattaccabile. Il Progetto Fortress azzera questo presupposto. I documenti interni esaminati da Fox News rivelano una forte preoccupazione per la vulnerabilità delle infrastrutture civili di supporto in caso di conflitto su scala globale: un attacco cyber, sabotaggi o blackout sistemici potrebbero paralizzare il Paese prima ancora che le truppe raggiungano i teatri operativi.

Come sottolineato dal portavoce del Pentagono, Sean Parnell:

«Non possiamo e non vogliamo affidarci alle normali infrastrutture municipali civili per la nostra difesa nazionale: è un rischio intollerabile. Oggi l'energia è sinonimo di combattimento. Senza elettricità si perdono le comunicazioni, l'acqua, la logistica, le linee di montaggio e perfino i comandi di base.»
Per azzerare questa dipendenza, il piano statunitense prevede tre pilastri tecnologici e operativi:

  1. Autonomia energetica avanzata: L'installazione di reattori nucleari portatili (mini-SMR), accumulatori di energia su larga scala e micro-reti elettriche disconnettibili a comando dalle reti comunali.
  2. Scorte strategiche per 3 mesi: Accumulo massiccio di munizioni, carburante, forniture mediche, pezzi di ricambio e minerali critici calibrati sul tasso di consumo in tempo di guerra.
  3. Ridondanza e conversione industriale: L'obbligo di disporre di almeno due canali di approvvigionamento distinti per ogni componente critico e accordi preliminari per convertire le fabbriche civili alla produzione militare durante una crisi prolungata.

Le implicazioni per l'Italia: una riflessione di prudenza strategica

Il piano americano porta alla luce un fattore valido per tutto il blocco occidentale: la difesa di un Paese non parte dalle linee del fronte esterne, ma dalla tenuta interna delle proprie reti primarie.

In questa prospettiva, la lezione del progetto Fortress offre un chiaro spunto di prudenza anche per l'Italia:

  • Geografia e dipendenze: A differenza degli USA, l'Italia non possiede barriere geografiche protettive ed è fortemente dipendente dalle importazioni energetiche e manifatturiere estere.
  • La vulnerabilità del sistema Paese: La continuità dei servizi essenziali italiani (sanità, trasporti, comunicazioni) poggia su reti elettriche interconnesse che un blocco prolungato delle catene di approvvigionamento o un evento di grande portata rischierebbe di mettere a dura prova.
  • Resilienza locale: Pur con risorse e priorità differenti rispetto alla superpotenza americana, l'adozione di standard avanzati di autonomia energetica e idrica per i nodi critici nazionali (strutture della Difesa, centri di risposta della Protezione Civile, grandi ospedali) rappresenta un passaggio fondamentale per la stabilità e la sicurezza dell'intero Paese in caso di shock internazionali.

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