Questa mattina all'aeroporto militare di Ciampino rientrano le salme dei quattro militari italiani morti giovedì scorso nel tragico schianto dell'elicottero Chinook in Bosnia, precipitato durante una missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. Ad accogliere i feretri ci saranno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
A bordo del velivolo di Stato viaggiavano i corpi dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, e dei due appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. In settimana sono previste le esequie, pur restando da valutare l'eventuale disposizione di autopsie da parte dell'autorità giudiziaria. Con lo stesso volo potrebbero rientrare in Italia anche i feriti giudicati idonei al viaggio.
Dal letto dell'ospedale di Tuzla, intanto, affida alla commozione le sue parole il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente del team Medevac della CRI e unico superstite della squadra sanitaria: "È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo". Nell'incidente sono rimaste ferite complessivamente undici persone a bordo.
Le indagini: tre filoni aperti e l'analisi della scatola nera
Sul disastro si concentrano tre diverse inchieste, inclusa quella avviata dalle autorità bosniache. A Roma la procura militare procede contro ignoti per il reato di perdita colposa, mentre la procura ordinaria ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo.
Gli investigatori concentreranno i rilievi sui rottami del Chinook e sull'analisi della scatola nera, considerati passaggi chiave per ricostruire la dinamica. Gli uffici giudiziari italiani lavorano a stretto contatto con la commissione tecnica inviata dalla Difesa sul posto, che ascolterà i piloti e i testimoni.
Al momento restano escluse l'azione esterna o la pista terroristica: l'attenzione degli inquirenti si stringe attorno a una possibile avaria tecnica improvvisa o a un errore umano. Elementi cruciali arriveranno anche da un filmato acquisito agli atti, che documenta gli ultimi istanti di volo: le immagini mostrerebbero il tentativo disperato del mezzo di guadagnare quota prima di avvitarsi e precipitare da circa cinquanta metri d'altezza nella zona di Brcko.
Il ricordo e le commemorazioni
Il Chinook, decollato da Viterbo con scalo tecnico a Pratica di Mare e con a bordo quindici militari in totale, era impegnato in una delicata missione di evacuazione medica.
Intanto a Roma è stato allestito uno spazio commemorativo nella cappellina della caserma "Luigi Pierantoni" in memoria dei due operatori della CRI deceduti. A Barletta, città natale del tenente Zecchillo, il sindaco Cosimo Cannito deporrà lunedì una corona ai piedi dell'aereo-monumento dedicato agli aviatori caduti nelle missioni di pace, insieme ai rappresentanti del Corpo Militare della Croce Rossa.
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