Il percorso che conduce un giovane a vestire l’uniforme non nasce improvvisamente, ma si costruisce attraverso esperienze, incontri e scelte consapevoli. In questo senso, iniziative come il primo Open Day organizzato presso l’Accademia Militare di Modena rappresentano un passaggio fondamentale nel processo di avvicinamento tra i giovani e l’Istituzione.
L’evento, ospitato nella storica sede di Palazzo Ducale, ha coinvolto studenti delle scuole secondarie di secondo grado, offrendo loro la possibilità di entrare in contatto diretto con la realtà accademica e militare. Non si è trattato di una semplice presentazione formativa, ma di un’esperienza immersiva, costruita sul dialogo tra pari. Gli Allievi Ufficiali hanno condiviso il proprio percorso, raccontando motivazioni, difficoltà e prospettive, rendendo concreta una scelta che spesso appare distante o poco conosciuta.
In questo contesto, il ruolo dell’Esercito si configura anche come attore educativo, capace di orientare e accompagnare i giovani in una fase delicata della loro vita. Il Generale di Divisione Stefano Messina, Comandante dell’Accademia Militare, ha sottolineato come l’iniziativa non si limiti a illustrare percorsi universitari, ma apra le porte a un sistema valoriale fondato su disciplina, senso del dovere e spirito di servizio.
È qui che nasce la prima domanda, spesso silenziosa ma decisiva: intraprendere la carriera militare non è solo una possibilità professionale, ma una scelta di vita. L’Open Day diventa quindi il momento della scoperta, in cui curiosità e interesse iniziano a trasformarsi in consapevolezza.
Se l’orientamento rappresenta l’inizio del percorso, il giuramento ne costituisce il passaggio più solenne e definitivo. Presso la Caserma “Ugo Bartolomei” di Cesano di Roma, sede della Scuola di Fanteria, circa duecento Volontari in Ferma Iniziale del 3° Blocco 2025, appartenenti al 17° Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, hanno pronunciato il loro “Lo giuro!”, sancendo ufficialmente il loro ingresso nell’Esercito Italiano.
La cerimonia si è svolta alla presenza della Bandiera di Guerra, simbolo di identità e continuità storica, e ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, oltre ai familiari dei giurandi. Un momento carico di emozione, reso ancora più significativo dalle note della Banda dell’Artiglieria Controaerei.
Il giuramento rappresenta un punto di non ritorno sul piano morale: da quel momento, il giovane non è più un osservatore, ma diventa parte integrante della comunità militare. Le parole del Generale di Brigata Eugenio Dessì, Comandante della Scuola di Fanteria, hanno evidenziato la profondità di questa scelta, sottolineando come i volontari appartengano a una generazione che ha saputo scegliere la responsabilità del “noi” rispetto all’individualismo.
In questo passaggio si compie una trasformazione fondamentale: l’aspirazione si traduce in impegno concreto, la curiosità lascia spazio alla responsabilità. Il giuramento non è soltanto una formalità, ma un atto di adesione a valori e principi che accompagneranno l’intera carriera militare.
Dopo la scelta, il percorso non si esaurisce, ma entra nella sua fase più profonda: quella della consapevolezza. Presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, gli Allievi Marescialli hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con figure di altissimo valore morale e professionale, come il Sergente Maggiore Andrea Adorno, Medaglia d’Oro al Valor Militare, e il Primo Luogotenente Salvatore Mascoli, Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito.
Nel corso dell’incontro, i Decorati hanno condiviso esperienze personali segnate da responsabilità, sacrificio e senso del dovere, offrendo una testimonianza diretta del significato più autentico del servizio. Il messaggio emerso è chiaro: essere militari non rappresenta semplicemente una professione, ma una vera e propria vocazione che richiede piena consapevolezza delle proprie scelte e delle conseguenze che ne derivano.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della famiglia e del contesto sociale, elementi fondamentali nella formazione dell’individuo e nella costruzione dell’identità militare. I valori appresi sin dall’infanzia – rispetto, responsabilità, spirito di sacrificio – trovano nell’esperienza militare una piena realizzazione.
Questa fase segna il passaggio dalla formazione tecnica alla maturità etica: il militare non è solo addestrato ad agire, ma è chiamato a comprendere il significato delle proprie azioni. È in questa dimensione che il percorso si compie pienamente, unendo orientamento, scelta e crescita personale in un unico processo coerente, capace di formare non solo professionisti della difesa, ma cittadini responsabili e consapevoli del proprio ruolo al servizio della collettività.
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