24 maggio 1915: l’Italia entra nella Prima guerra mondiale - brigatafolgore.net
The 24 May 1915 è una delle date più importanti della storia italiana del Novecento: segna l’ingresso del Regno d’Italia nella World War I contro l’Impero austro-ungarico.
Quando il conflitto scoppiò nell’estate del 1914, l’Italia decise inizialmente di restare neutrale. Pur facendo parte della Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, il governo italiano sostenne che quell’accordo avesse carattere difensivo e che l’Austria-Ungheria avesse agito senza consultare Roma prima dell’attacco alla Serbia. Per questo motivo l’Italia non entrò subito in guerra.
Nei mesi successivi, il Paese fu attraversato da un acceso confronto politico e sociale tra neutralisti, contrari all’intervento, e interventisti, favorevoli alla guerra. Nel frattempo il governo italiano avviò trattative diplomatiche con le potenze dell’Intesa: Francia, Gran Bretagna e Russia. Queste trattative portarono alla firma del Patto di Londra, the 26 aprile 1915, accordo segreto con cui l’Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese a fianco dell’Intesa, ottenendo in cambio promesse territoriali.
The 23 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria. Il giorno seguente, 24 maggio, iniziarono ufficialmente le operazioni militari. Da quel momento il fronte italiano si estese lungo un arco vastissimo, dalle Alpi fino all’Adriatico, con particolare importanza per il settore dell’Isonzo e del Carso.
All’alba del 24 May 1915, le truppe italiane superarono in diversi punti il vecchio confine con l’Impero austro-ungarico. L’obiettivo era avanzare rapidamente verso le posizioni nemiche e occupare i territori ritenuti strategici prima che l’esercito austro-ungarico potesse rafforzare le proprie difese.
Le prime operazioni si svilupparono su più settori:
Sul fronte dell’Isonzo, l’Esercito italiano puntò verso le linee austro-ungariche lungo il fiume, in particolare nell’area tra il medio Isonzo, Gorizia, il Carso e il mare Adriatico. Questo settore sarebbe diventato il principale teatro delle offensive italiane nei mesi e negli anni successivi.
In Friuli, le truppe italiane avanzarono verso località strategiche come Cervignano, che fu tra i primi centri occupati. L’avanzata mirava a spostare il fronte oltre il vecchio confine e ad aprire la strada verso l’Isonzo.
Nel Cadore e nelle Dolomiti, l’esercito italiano occupò alcune posizioni di montagna e località importanti, tra cui Cortina d’Ampezzo. La guerra in questi territori assunse presto caratteristiche difficilissime, combattuta ad alta quota, tra neve, roccia, gelo e difficoltà logistiche.
Nel settore trentino, l’azione italiana fu più prudente. Il Trentino, allora territorio austro-ungarico, formava un saliente che penetrava verso la pianura veneta. Per questo motivo l’Esercito italiano mantenne inizialmente un atteggiamento soprattutto difensivo, temendo possibili attacchi austro-ungarici verso il Veneto.
Nonostante l’entusiasmo iniziale, l’avanzata italiana fu più lenta del previsto. La mobilitazione dell’esercito era ancora in corso, le difficoltà del terreno erano enormi e l’Austria-Ungheria riuscì a organizzare rapidamente la propria difesa. Nelle prime settimane furono occupate alcune zone del Trentino meridionale, Caporetto, Monfalcone e la vetta del Monte Nero, ma la grande offensiva contro le difese austro-ungariche iniziò solo alla fine di giugno 1915.
Il 24 maggio non rappresenta soltanto l’inizio delle operazioni militari italiane, ma anche il passaggio definitivo dalla neutralità alla guerra. Fu il momento in cui il Paese entrò in un conflitto lungo, durissimo e profondamente trasformativo.
La guerra sul fronte italiano divenne presto una guerra di posizione, combattuta in condizioni estreme: sulle montagne, nelle trincee del Carso, lungo l’Isonzo e nelle zone alpine. Le aspettative di una guerra rapida furono smentite quasi subito. Il conflitto sarebbe durato fino al 1918, lasciando un segno profondo nella società italiana, nell’economia, nella politica e nella memoria collettiva.
Ricordare il 24 May 1915 significa dunque comprendere il momento in cui l’Italia scelse di entrare nella Grande Guerra, aprendo una pagina decisiva e dolorosa della propria storia nazionale.
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