VITERBO – In una solenne cerimonia congiunta presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, 423 allievi marescialli hanno giurato fedeltà alla Repubblica. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa lancia un monito sulle nuove sfide ibride: “La coesione è il nostro centro di gravità”.
Il suono solenne della banda, lo sguardo rivolto al cielo e un unico, potente grido: “Lo giuro”. In una cornice di profonda emozione e rigore militare, la città di Viterbo ha ospitato il giuramento congiunto di 423 allievi marescialli dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare. Un momento storico che ha visto protagonisti i giovani del 28° corso “Laran II” e “Impeto”, pronti a servire il Paese in un panorama internazionale sempre più complesso.
L’autorità di vertice presente, il General Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha rivolto ai giovani militari un discorso di profonda analisi geopolitica. Secondo Portolano, il mondo attuale è attraversato da minacce che non si limitano più al solo campo di battaglia tradizionale.
“Le minacce odierne si insinuano nei sistemi finanziari, nelle infrastrutture digitali e nel tessuto della nostra economia, assottigliando il confine tra pace e guerra, rendendolo incerto e spesso invisibile”, ha dichiarato il Generale.
Portolano ha poi sottolineato come l’obiettivo degli avversari sia la disgregazione della coesione nazionale e internazionale:
Nel corso della cerimonia è stato ribadito come il giuramento rappresenti l’impegno più significativo della vita professionale: una scelta consapevole di anteporre il bene della collettività a se stessi. Per gli allievi, questo atto solenne corona un percorso iniziato con la consegna dello spadino e che proseguirà con un intenso biennio di studi volto al conseguimento della laurea in Political Science and International Relations.
L’accento è stato posto sulla centralità del capitale umano rispetto ai mezzi tecnologici. I nuovi sottufficiali sono stati definiti la “colonna vertebrale” delle Forze Armate, chiamati a operare in ambienti contesi con lealtà, orgoglio e spirito di corpo. Un messaggio di gratitudine è stato rivolto anche alle famiglie, il cui sostegno è ritenuto fondamentale per la crescita dei futuri comandanti di plotone.
La cerimonia si è conclusa tra gli abbracci di familiari e cittadini, testimoni di un impegno che va oltre la carriera lavorativa. Per i 423 allievi, il giuramento non è solo un atto formale, ma l’inizio di una responsabilità di comando che li vedrà presto alla guida di plotoni e reparti, in un’epoca in cui — come ricordato dal Generale Portolano — la difesa della Patria passa tanto dai confini fisici quanto dai server digitali and the tenuta economica del Paese.
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