Centinaia di tromboncini del nuovo Beretta NARP perfettamente allineati, sguardo alto e fiero, compostezza e fierezza nell'indossare il basco amaranto.
Così si sono presentati i Paracadutisti del 186° Reggimento “Folgore” venerdì 9 ottobre 2026, in occasione della cerimonia celebrativa dell’85° anniversario della costituzione del Reggimento, svoltasi presso la Caserma “Bandini” di Siena.
Un appuntamento che ha riunito militari, Paracadutisti appartenenti a diverse generazioni della Folgore, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e numerosi ospiti, nel segno della tradizione, della memoria e del senso di appartenenza che contraddistingue il reparto e la Folgore tutta.
Presente Aquila 1, il Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, Generale di Brigata Dario Paduano.
Tra gli ospiti anche due suoi predecessori alla guida della Grande Unità: il Generale di Corpo d’Armata (aus.) Rosario Castellano (Aquila 1 2008-2009) e il Generale di Corpo d'Armata (aus.) Massimo Mingiardi (Aquila 1 2011-2013), a testimonianza della continuità tra generazioni di Paracadutisti e di un legame che permane anche dopo la conclusione del servizio.
Tra le autorità civili presenti anche il Sindaco di Siena, Dott.ssa Nicoletta Fabio, e il Prefetto di Siena, Dott. Valerio Massimo Romeo, che nel corso della cerimonia hanno consegnato riconoscimenti ad alcuni Paracadutisti distintisi per il loro operato.
Numerosi anche i labari, i gonfaloni e i vessilli delle associazioni combattentistiche e d’arma, degli enti e delle isituzioni locali, tra i quali si è distinta la forte partecipazione dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPd’I), con il Labaro Nazionale e quello della Sezione di Siena, che hanno voluto essere presenti per celebrare l’anniversario del Reggimento e rinnovare il proprio legame con la Folgore.
Il Colonnello Falcone: un ringraziamento ai Paracadutisti e alle loro famiglie
Nel suo intervento, il Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, Colonnello Salvatore Falcone, ha ripercorso le principali tappe della storia del reparto, richiamandone le origini, le tradizioni e i valori tramandati attraverso le generazioni.
Significativo il ricordo del primo Comandante del Reggimento, Colonnello Pietro Tantillo, veterano della Prima guerra mondiale che, nonostante un'età superiore ai quarant'anni e una menomazione fisica che gli aveva lasciato una gamba più corta dell'altra, volle entrare nella specialità Paracadutisti, conseguendo il brevetto presso la Scuola di Paracadutismo di Tarquinia nel 1941.
Una scelta che il Colonnello Falcone ha richiamato come testimonianza di determinazione, forza di volontà e spirito di sacrificio, valori che continuano, oggi, a caratterizzare l'identità del Reggimento.
Il Comandante ha quindi rivolto parole di riconoscimento e gratitudine agli uomini e alle donne del 186° per l'impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati quotidianamente nello svolgimento dei rispettivi compiti.
Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alle famiglie dei Paracadutisti, spesso chiamate a sostenere in silenzio una parte importante dei sacrifici che la vita militare comporta.
Il Colonnello Falcone ha ricordato come siano proprio i familiari a sopportare, in molti casi, il peso maggiore delle prolungate assenze dei propri cari, impegnati per mesi lontano da casa nelle attività operative, nelle missioni e nell'addestramento.
Un riconoscimento a chi, pur non indossando l'uniforme, condivide le rinunce e le difficoltà che accompagnano la scelta di servire il Paese, rappresentando un sostegno fondamentale per ogni Paracadutista.
Il Generale Paduano: «Qui il senso di appartenenza è una cosa seria»
A prendere la parola, dopo il Comandante di Reggimento, è stato il Generale di Brigata Dario Paduano, Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, con un intervento incisivo, diretto e sentito, nel quale ha espresso senza retorica il proprio apprezzamento per il 186° Reggimento e per gli uomini e le donne che ne fanno parte.
Rivolgendosi innanzitutto al Colonnello Salvatore Falcone, ha voluto riconoscere il lavoro svolto alla guida del reparto con parole tanto semplici quanto significative: «Ho trovato un Reggimento impeccabile».
Nel prosieguo del suo intervento, il Comandante della Folgore ha posto l'accento sull'identità del Reggimento, sulle tradizioni che ne accompagnano la storia e soprattutto sul profondo legame che unisce i Paracadutisti alla propria unità.
«Qui il senso di appartenenza è una cosa seria», ha sottolineato Aquila 1.
Una frase che racchiude il significato attribuito dai Paracadutisti al proprio Reggimento: non soltanto un'organizzazione militare, ma una comunità di uomini e donne uniti da valori, responsabilità e tradizioni condivise, in un legame che prosegue anche dopo il congedo.
Ottantacinque anni di storia, tra tradizione e presente
L'anniversario ha rappresentato anche un'occasione per ribadire il rapporto tra il 186° Reggimento Paracadutisti e la città di Siena, che da decenni ospita il reparto e ne accompagna le attività.
La partecipazione delle autorità civili e militari, degli ex Comandanti della Folgore, dei numerosi Paracadutisti in congedo e delle associazioni d’arma, ha confermato la solidità del legame che unisce le diverse generazioni, nel segno di una comune identità e del senso di appartenenza alla Folgore.
Ottantacinque anni dopo la costituzione, il 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” continua a custodire e tramandare la propria storia, mantenendo vivo quel senso di appartenenza richiamato dal Generale Paduano durante la cerimonia.
Un patrimonio che appartiene all’intera Brigata Paracadutisti “Folgore”, ai suoi Reggimenti e a tutte le unità che ne fanno parte, ciascuna con il proprio contributo operativo, ma unite da una storia indissolubilmente intrecciata, da tradizioni condivise e da un comune spirito di appartenenza.
È proprio nell'insieme di queste realtà, nella professionalità degli uomini e delle donne che vi prestano servizio, nella memoria dei caduti e nel legame indissolubile con quanti hanno indossato il basco amaranto che si riconosce l'identità della Folgore.
Un legame che attraversa le generazioni e che trova nell'impegno quotidiano dei Paracadutisti la propria espressione.
Folgore!
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!