MODENA – Un drammatico pomeriggio nel cuore del centro storico si è trasformato nella dimostrazione pratica di come l’addestramento militare possa fare la differenza tra la vita e la morte, anche in un contesto civile. Sabato scorso, in via Emilia Centro, un’auto a folle velocità ha travolto la folla, ferendo gravemente diversi passanti. Tra i feriti, una donna di 55 anni ha subito l’amputazione traumatica degli arti inferiori.
Il bilancio della tragedia avrebbe potuto essere ancora più drammatico se non fosse stato per la presenza casuale, ma provvidenziale, di un ufficiale incursore del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Il militare, in quel momento libero dal servizio, non ha esitato a intervenire nel caos generale. Sfruttando la propria preparazione e un dispositivo salvavita (tourniquet, il laccio emostatico arterioso tattico) che portava con sé nel proprio zaino, ha bloccato la massiccia emorragia della donna, stabilizzandola fino all’arrivo dei sanitari del 118. Un gesto di straordinaria prontezza elogiato pubblicamente anche dalle massime autorità della Difesa.
Il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” è il reparto d’élite delle Forze Speciali dell’Esercito Italiano. Gli incursori operano in scenari ad altissimo rischio, spesso in totale isolamento logistico e sanitario. Per questo motivo, ogni singolo operatore riceve una formazione avanzata nel primo soccorso in combattimento (noto come Tactical Combat Casualty Care – TCCC). Saper arrestare un’emorragia catastrofica in pochi secondi fa parte del loro bagaglio tecnico standard.
L’episodio di Modena accende i riflettori su una figura giuridica e operativa fondamentale della Difesa italiana: il Soccorritore Militare per le Forze Speciali.
Mentre il normale “soccorritore militare” (istituito originariamente con la Legge n. 12 del 2009) è autorizzato a praticare manovre di primo soccorso di base e defibrillazione (BLS-D) in contesti operativi, la normativa si è notevolmente evoluta per rispondere alle esigenze dei corpi d’élite.
Un passo cruciale è stato compiuto con il Decreto Interministeriale del 20 ottobre 2022, emanato in attuazione dell’articolo 51 (comma 8-ter) del Codice dell’Ordinamento Militare. Questo provvedimento disciplina in modo specifico la qualifica del soccorritore per le forze speciali.
Il paradosso e il valore del “buon sammaritano”: Sebbene la legge sia strutturata per i teatri operativi esteri, l’addestramento e i presidi medici di cui questi militari si dotano privatamente (come il laccio emostatico di derivazione militare) si rivelano vitali anche in patria in caso di attacchi, attentati o gravi incidenti stradali, configurandosi come un supporto di valore inestimabile per la protezione della collettività.
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