Il piano del ministro Crosetto ridisegna lo strumento militare per rispondere con prontezza alle minacce geopolitiche: arrivano le riserve operative, specialistiche e territoriali. Lo schema del nuovo disegno di legge per la revisione dello strumento militare, promosso dal ministro della Difesa Guido Crosetto, introduce novità profonde per le forze armate italiane. L’obiettivo centrale del provvedimento è aumentare la capacità di reazione e la flessibilità della Difesa di fronte alle moderne sfide alla sicurezza, che richiedono tempi di intervento sempre più rapidi. La risposta italiana si articola su due fronti: un potenziamento strutturale degli organici e la creazione di un bacino di riservisti addestrati.
Il disegno di legge prevede una delega al Governo per adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore, uno o più decreti legislativi. Il fulcro della manovra è un progressivo incremento dell’organico complessivo – fino a un massimo di 40.000 unità – entro il 31 dicembre 2033.
I nuovi ingressi riguarderanno l’Esercito italiano, la Marina militare (escluso il Corpo delle capitanerie di porto), l’Aeronautica militare e il Corpo unico della Sanità militare, sia in servizio permanente che in ferma prefissata. Questo incremento è pensato per garantire la piena integrabilità dello strumento militare nazionale nei contesti internazionali e nella prospettiva di una politica di difesa comune europea.
L’aumento sarà scaglionato anno per anno in base alle risorse delle leggi di bilancio e alle capacità di reclutamento, con tetti annuali fissati a:
Per supportare le Forze armate sia in tempo di pace che in situazioni di crisi, viene istituita la riserva operativa. Si tratterà di un bacino di personale addestrato e prontamente impiegabile. I riservisti saranno richiamati in servizio annualmente per attività di addestramento mirate a mantenere la prontezza operativa.
Per ogni giornata di effettivo servizio prestato durante i richiami addestrativi, al personale della riserva operativa verrà corrisposto un compenso netto di 130 euro (al netto degli oneri a carico dello Stato), non cumulabile con i trattamenti per il servizio all’estero, salvo il diritto alla percezione del trattamento più favorevole.
L’inserimento in questo bacino prevede un vincolo di disponibilità irrevocabile di almeno cinque anni. L’esclusione dalla riserva operativa avverrà in caso di perdita dello stato militare, inidoneità al servizio, scarso rendimento o al raggiungimento dei limiti di età: 55 anni per ufficiali, sottufficiali e graduati, e 45 anni per i militari di truppa.
La riforma Crosetto non si ferma alla riserva operativa, ma introduce altre due tipologie di forze di completamento:
Per accedere alla riserva territoriale sarà necessario avere un’età compresa tra i 25 e i 35 anni e il diploma di scuola media inferiore (istruzione secondaria di primo grado). I candidati selezionati saranno ammessi a una ferma prefissata di 12 mesi e seguiranno un iter formativo non inferiore a 30 giorni. Saranno quindi assegnati a comandi ed enti dislocati nella propria regione o area geografica di arruolamento, garantendo così una risposta rapida e di prossimità in caso di necessità.
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