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Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump

La nuova ondata di proteste in Iran, innescata dal crollo del rial e dal caro-vita, sta rapidamente assumendo i contorni di una sfida politica aperta tra la piazza e la Repubblica islamica. E, sullo sfondo, di un braccio di ferro internazionale con gli Stati Uniti: Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a intervenire se Teheran dovesse “sparare e uccidere” i manifestanti, ricevendo risposte durissime da alti esponenti del sistema iraniano.

Gli zaini pronti: la spinta dei Giovani e l’alleanza con i Commercianti

Nel racconto del Corriere della Sera, la protesta viene descritta come un ritorno “organizzato” della generazione che aveva già vissuto la repressione del 2022: studenti con “gli zaini pronti” che decidono di unirsi ai commercianti scesi in strada dal Gran Bazar di Teheran, mentre tornano slogan radicali contro il vertice del potere.

Le cronache internazionali confermano la dinamica: la mobilitazione è partita dalla crisi economica (inflazione e cambio), ma si è rapidamente estesa a più aree del Paese, con una saldatura tra categorie (bazar, studenti, cittadini) che rende più difficile “contenere” la protesta come semplice rivendicazione salariale.

Sul numero delle vittime, i conteggi variano: Reuters parla di almeno 6 morti nelle fasi iniziali dell’escalation, mentre AP riporta almeno 8 vittime e descrive le proteste come le più ampie dal 2022.
Il Corriere, citando informazioni raccolte sul terreno e in rete, indica un bilancio “in crescita” nell’ordine di una decina (con voci fino a 15), segno di un quadro ancora fluido e difficile da verificare in modo indipendente.

Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump
Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump

La “sfida” di Trump e la risposta degli ayatollah: “nessuna ingerenza”

Secondo Reuters e AP, Trump ha usato Truth Social per avvertire che, se l’Iran dovesse uccidere manifestanti, gli USA sarebbero pronti a intervenire a loro sostegno.
La replica iraniana è arrivata subito: figure di vertice hanno parlato di “linea rossa” e di conseguenze regionali in caso di interferenza americana. Il Guardian riporta che Teheran considera tali minacce “pericolose” e potenzialmente destabilizzanti, ribadendo che la sicurezza nazionale non è negoziabile.
Nel pezzo del Corriere viene citato anche lo scambio di avvertimenti sui social con Ali Larijani e Ali Shamkhani, entrambi consiglieri della Guida Suprema, che richiamano il precedente di Iraq e Afghanistan e ammoniscono Washington sui rischi per i propri interessi e militari.

Questa crisi interna esplode mentre Teheran alza i toni contro l’esterno. Pochi giorni prima, il presidente Masoud Pezeshkian aveva dichiarato che l’Iran si troverebbe in una “guerra su vasta scala” con America, Israele ed Europa, legando le difficoltà del Paese a pressioni e misure occidentali.
Reuters e AP ricordano che l’economia iraniana resta segnata da sanzioni e instabilità, e che il collasso della valuta è stato la scintilla immediata della nuova protesta.

Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump
Proteste in Iran: giovani in piazza, morti in aumento e l’Ultimatum di Trump

In conclusione, questa è una fase ad alto rischio perché la crisi economica sta diventando una sfida politica: alle piazze si saldano commercianti, cittadini e soprattutto giovani e studenti, mentre cresce il numero delle vittime e i funerali rischiano di alimentare nuove mobilitazioni. A rendere tutto più instabile è la dimensione internazionale: Pezeshkian alza i toni contro USA-Israele-Europa e Trump minaccia un intervento se i manifestanti verranno uccisi, rafforzando la narrativa iraniana dell’“ingerenza” e spingendo i vertici a irrigidire la repressione. In questo intreccio, basta una scintilla per trasformare la protesta in una crisi con effetti regionali.

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Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.

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