Il panorama della guerra moderna sta cambiando sotto la spinta costante dei piccoli velivoli senza pilota (UAV). Per rispondere alla minaccia dei droni commerciali “low-cost”, l’esercito statunitense ha deciso di affidarsi a un vecchio e affidabile compagno d’armi: il fucile a pompa. La O.F. Mossberg & Sons ha infatti siglato un contratto da 11,6 milioni di dollari con l’Us Army per la fornitura di una versione specifica del celebre 590A1, ottimizzata per il contrasto ai droni a corto raggio.
Il Mossberg 590A1 non è una novità per il Pentagono. Entrato in servizio per la prima volta nel 1987, è l’unico fucile a pompa ad aver superato i rigorosi test Mil-Spec 3443E, che prevedono il fuoco ininterrotto di 3.000 cartucce calibro 12 in condizioni estreme. Se fino a ieri i suoi compiti principali erano il “breaching” (sfondamento di porte), la sicurezza delle installazioni e il controllo dei prigionieri, il nuovo contratto definisce una missione radicalmente diversa: la difesa Counter-UAS (Unmanned Aircraft Systems).
L’elemento che ha destato maggiore interesse tra gli esperti è la lunghezza della canna fissata a 17 pollici. Si tratta di una misura inusuale per l’esercito:
Un fucile è efficace quanto la munizione che spara. Per abbattere piccoli droni agili, che spesso volano troppo bassi o troppo veloci per essere intercettati da missili costosi, l’Us Army utilizzerà cartucce caricate con pallini in tungsteno.
“Contro un drone, non serve un colpo perfetto. Serve una nuvola di metallo densa e letale.”
Il tungsteno ha una densità superiore al piombo, permettendo di utilizzare pallini più piccoli (come il numero 9) pur mantenendo l’energia cinetica necessaria per frantumare eliche, sensori e circuiti dei droni. Una singola cartuccia da 3 pollici può contenere oltre 900 pallini, creando un volume di fuoco che rende quasi impossibile per un piccolo quadricottero evitare l’impatto.
In un mondo dominato da armi elettroniche e laser, il ritorno al “pompa” è una scelta di pragmatismo puro. I fucili semiautomatici possono essere schizzinosi con le pressioni generate da munizioni speciali pesanti in tungsteno. Il meccanismo manuale del 590A1 garantisce che l’arma funzioni sempre, indipendentemente dalla carica della cartuccia. Inoltre, la struttura del 590A1 — con castello in alluminio anodizzato, canna “heavy-walled” a spessore maggiorato e sicura ambidestra sul dorso — offre una robustezza che le armi più complesse non possono eguagliare sul campo di battaglia sporco e logorante.
Il contratto da 11,6 milioni di dollari segna un punto di svolta: è la prima volta che l’esercito acquista ufficialmente un lotto massiccio di fucili a pompa con l’obiettivo primario del contrasto ai droni. Il Mossberg 590A1 si conferma così uno strumento senza tempo, capace di passare dalle trincee del XX secolo alla difesa contro le minacce tecnologiche del XXI.
Source: https://www.armietiro.it/mossberg-590a1-anti-drone-per-lus-army
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