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Il Mangusta e Fenice dell’Esercito sono una capacità C-UAS già disponibile

I successi operativi ottenuti dai moderni elicotteri d’attacco nel contrasto alla minaccia dei droni kamikaze evidenziano un cambio di paradigma dottrinale. I recenti riscontri nel teatro mediorientale (giugno 2026), che hanno visto gli elicotteri Tiger francesi intercettare e neutralizzare i droni d’attacco unidirezionali (OWA-UAV) della famiglia Shahed con un tasso di efficacia del 100%, confermano che l’ala rotante rappresenta una risorsa fondamentale e flessibile per la difesa aerea a bassa quota e la Counter-UAS (C-UAS).

Per l’ Italian Army, questa evoluzione traccia una rotta chiara: è necessario accelerare lo sviluppo di procedure tecnico-tattiche (PTT) dedicate per le proprie piattaforme da esplorazione e scorta, valorizzando l’attuale linea AH-129D Mangusta e definendo fin da ora la dottrina d’impiego per il nuovo AH-249 Fenice.

I Fattori Chiave del Successo Francese

Per comprendere come replicare e adattare questo modello, occorre analizzare i pilastri tecnici e operativi che hanno reso il Tiger così efficace rispetto ai tradizionali caccia intercettori a reazione:

  • Persistenza e Velocità Relativa: I droni kamikaze volano a velocità relativamente basse (tra i 150 e i 200 km/h) e a quote ridotte, profili che mettono a dura prova i jet veloci, costretti a manovre complesse per non superare il bersaglio (overshooting) e soggetti a ridotti tempi di ingaggio. L’elicottero può “dare la caccia” al drone mantenendo la stessa velocità, tracciandolo a lungo.
  • Optoelettronica e Sensoristica di Bordo: I sistemi di puntamento ed esplorazione elettro-ottici/infrarossi (EO/IR) consentono l’identificazione visiva certa del bersaglio anche in contesti notturni o a bassissima quota, dove i radar di terra soffrono di clutter (disturbi di riflessione del terreno).
  • Letalità Costo-Efficace: L’impiego del cannone automatico da 30mm si è rivelato cinematicamente perfetto e finanziariamente sostenibile, evitando lo spreco di costosi missili superficie-aria o aria-aria per bersagli a basso costo tecnologico.
Il Mangusta e Fenice dell’Esercito sono una capacità C-UAS già disponibile

La Tabella di Marcia per l’Esercito Italiano

L’Aviazione dell’Esercito (AVES) dispone delle competenze e delle piattaforme per tradurre questa capacità in realtà operativa, ma il salto quantico richiede un approccio integrato tra aggiornamenti dei sistemi e riscrittura dei manuali d’impiego.

1. Ottimizzazione delle Piattaforme Nazionali

PiattaformaStato della Capacità C-UASRequisiti Tecnologici e Tattici
AH-129D MangustaAttuale: Ottima suite optoelettronica (sistema OTS), ma limitata dall’armamento e dai radar di bordo per la scoperta autonoma di piccoli bersagli radar-cross-section (RCS).* Integrazione tattica con dati provenienti da radar di scoperta terrestri o navali tramite Link 16.
* Sfruttamento della precisione del cannone a tre canne rotanti M197 da 20mm con munizionamento specifico.
AH-249 FeniceFuturo (In sviluppo/introduzione): Progettato nativamente per scenari multi-dominio con elevate doti di velocità, autonomia e interconnettività.* Integrazione di algoritmi AI nella suite di bordo per il tracciamento automatico di micro-bersagli.
* Piena operatività del sistema MUM-T (Manned-Unmanned Teaming) per impiegare droni scout come “sensori avanzati” nella caccia ai droni kamikaze.
* Sviluppo di effettori dedicati (es. missili a corto raggio idonei all’ingaggio aria-aria).

2. Sviluppo delle Procedure Tecnico-Tattiche (PTT)

Per rendere sistematico ciò che la Francia ha dimostrato sul campo, l’Esercito Italiano deve focalizzarsi su tre pilastri dottrinali:

  • Integrazione nella Difesa Aerea Nazionale: L’elicottero non opera isolato. Le PTT devono codificare il passaggio dei dati bersaglio (vectoring) dalla rete radar della Difesa Aerea integrata (Aeronautica/NATO) direttamente ai sistemi di missione del Mongoose o del Phoenix.
  • Tattiche di Intercettazione a Bassa Quota: Definizione di profili di volo specifici. L’elicottero deve posizionarsi in un settore d’attacco posteriore o defilato rispetto alla traiettoria del drone, sfruttando la torretta del cannone asservita al casco del pilota (IHS) per l’ingaggio dinamico senza dover allineare l’intero aeromobile.
  • Dottrina d’Impiego dell’Armamento: Stabilire una matrice di ingaggio rigida basata sulla distanza e sulla tipologia di minaccia. Il cannone da 20mm resta l’arma d’elezione per distanze d’ingaggio medio-corte, mentre per la protezione a lungo raggio o contro droni più veloci diventa essenziale qualificare vettori aria-aria a corto raggio.

L’Impatto Strategico: Trasformare l’elicottero d’attacco in un assetto Counter-UAS mobile permette di colmare il vuoto operativo tra i sistemi di difesa di punto terrestri (VSHORAD) e i caccia intercettori, offrendo uno scudo flessibile rischierabile rapidamente sia per la protezione del territorio nazionale che per la salvaguardia dei contingenti italiani nei teatri operativi esteri.

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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