In un momento storico segnato da guerre, incertezza e “sensazioni laceranti” – dalla paura all’incredulità – la figura di Guido Crosetto, Ministro della Difesa e co-fondatore di Fratelli d’Italia, emerge con toni netti e rassicuranti. Mentre il mondo appare sempre più complicato da decifrare, e alcuni gesti politici come l’abbraccio del Vicepremier Matteo Salvini all’ambasciatore russo Alexei Paramonov sollevano interrogativi e fastidio, Crosetto sceglie la via della chiarezza senza riserve.
A 62 anni, l’uomo noto a Montecitorio come “il gigante di Marene” (alto 196 cm, già sindaco del comune cuneese) per la sua statura e le sue origini, porta nel suo animo una lealtà politica iniziata nella Democrazia Cristiana e mai del tutto svanita, anche se oggi è tra i fedelissimi della premier Giorgia Meloni, che lo considera una figura “leale e saggia” e quasi protettiva.
Il Ministro della Difesa non usa mezze misure di fronte alle crisi internazionali. Riguardo alla Russia, i suoi giudizi sono categorici: «Non mi sembra che Putin voglia la pace» e «L’attacco russo in Polonia è inaccettabile». Una posizione forte e inequivocabile, in contrasto con le ambiguità che a volte sembrano circolare in una parte della politica italiana.
Ma la sua “spietata sincerità” non si ferma all’Ucraina. Anche sul conflitto a Gaza, Crosetto esprime una condanna severa, pur facendo parte dell’Esecutivo: «Lì sono negati diritto e civiltà. Il governo d’Israele ha perso ragione e umanità». Frasi dirette, che testimoniano l’urgenza di non apparire “dubbioso, vago, reticente, debole” in un contesto globale così instabile.
Al di là delle singole crisi, il monito più significativo di Crosetto riguarda la sicurezza nazionale. Con onestà disarmante, egli ammette la vulnerabilità italiana: «L’Italia è impreparata all’attacco di un qualsiasi Paese straniero».
Questa consapevolezza lo spinge a un appello che trascende la politica spicciola: «Avere una Difesa italiana in grado di assolvere il proprio compito, non è una scelta politica, è uno dei prerequisiti di sopravvivenza d’una nazione».
In una fase di profondo sconcerto e angoscia, la fermezza e la schiettezza di Guido Crosetto, che non teme di affrontare verità scomode e di esprimere giudizi netti sui grandi della Terra, da Putin a Trump, rappresentano per molti un punto di riferimento, una “voce rassicurante” in grado di chiamare le cose con il loro nome.
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