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Aviazione dell'Esercito, l'eccellenza del volo nel mirino delle (false) accuse sulla manutenzione dopo la tragedia in Bosnia

Dopo la tragedia del CH-47 in Bosnia, esponenti del M5S hanno sollevato accuse di carenze manutentive nei mezzi militari italiani. Ma i documenti pubblici della Difesa raccontano una realtà fatta di professionalità, sicurezza del volo e investimenti consistenti: quasi 700 milioni di euro programmati per il sostegno logistico e manutentivo dei soli 16 Chinook italiani nel periodo 2025–2032.

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Aviazione dell'Esercito, l'eccellenza del volo nel mirino delle (false) accuse sulla manutenzione dopo la tragedia in Bosnia
Condoralex Condoralex 13 min di lettura 20 Scarica PDF

Dopo la tragedia del CH-47 in Bosnia, esponenti del M5S hanno sollevato accuse di carenze manutentive nei mezzi militari italiani. Ma i documenti pubblici della Difesa raccontano una realtà fatta di professionalità, sicurezza del volo e investimenti consistenti: quasi 700 milioni di euro programmati per il sostegno logistico e manutentivo dei soli 16 Chinook italiani nel periodo 2025–2032.

La tragedia del 29 ottobre 2026 in Bosnia-Erzegovina, costata la vita a quattro militari italiani durante un'attività nell'ambito dell'operazione EUFOR Althea, ha colpito profondamente l'Esercito Italiano, il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e l'intero Paese.

Nell'incidente dell'elicottero CH-47 Chinook, avvenuto nella zona di Brčko, hanno perso la vita i Sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, appartenenti all'Aviazione dell'Esercito, il Tenente Franco Adriano Zecchillo e il Sergente Laura Procacci, entrambi del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

A bordo si trovavano complessivamente quindici persone. Gli altri undici occupanti sono rimasti feriti.

Mentre gli organismi investigativi sono impegnati nella ricostruzione delle cause dell'incidente, la vicenda ha già dato origine a una polemica politica sulla manutenzione degli elicotteri dell'Esercito Italiano.

Una polemica che rende necessario approfondire il funzionamento di una delle componenti più specializzate della Forza Armata, esaminando i dati sulle flotte, le risorse destinate al sostegno logistico e il sistema di sicurezza del volo.

Quanto investe realmente l'Italia per mantenere operativi i propri elicotteri CH-47F? Come si colloca la flotta italiana rispetto a quelle europee e statunitensi? E cosa possiamo affermare, sulla base delle statistiche disponibili, riguardo alla sicurezza dell'Aviazione dell'Esercito?

Le risposte emergono da documenti ufficiali del Ministero della Difesa, atti parlamentari e dati pubblicati dalle principali organizzazioni militari internazionali.

Le polemiche politiche sulla manutenzione dei CH-47

Il 30 ottobre, all'indomani dell'incidente, i capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton, hanno diffuso un comunicato nel quale hanno denunciato quella che, a loro giudizio, sarebbe una sproporzione tra le risorse destinate all'acquisizione di nuovi armamenti e quelle riservate alla manutenzione dei mezzi già in servizio, sostenendo di ricevere continue segnalazioni in tal senso da parte del personale militare.

Secondo Lomuti e Marton, a fronte di oltre dieci miliardi di euro investiti annualmente nell'acquisto di nuovi sistemi d'arma, soltanto "poche" centinaia di milioni sarebbero destinati alla manutenzione dei mezzi delle Forze Armate. Una situazione che, sempre secondo i parlamentari, determinerebbe difficoltà manutentive, il ricorso alla cosiddetta «cannibalizzazione» dei mezzi per recuperare pezzi di ricambio e bassi livelli di disponibilità operativa, con conseguenti rischi per la sicurezza del personale.

Dichiarazioni che hanno suscitato una dura reazione da parte del Ministro della Difesa Guido Crosetto e di altri esponenti della maggioranza, soprattutto per il collegamento tra le presunte carenze generali del sistema manutentivo e una tragedia le cui cause erano ancora tutte da accertare.

In particolare, il ministro ha dichiarato:

«La manutenzione di quei mezzi è superiore a quella di qualunque mezzo civile».

La richiesta di accertare le condizioni manutentive di un aeromobile coinvolto in un incidente è naturalmente legittima. È anzi parte integrante di qualsiasi indagine aeronautica.

Diverso è però trasformare un'ipotesi ancora da verificare in un giudizio generale sull'affidabilità della manutenzione dell'intera Aviazione dell'Esercito.

Al momento non risultano accertate carenze manutentive come causa dell'incidente in Bosnia. Saranno esclusivamente gli accertamenti tecnici a stabilire se eventuali problemi meccanici, procedure, fattori umani o ambientali abbiano contribuito alla tragedia.

Nel frattempo, è possibile esaminare elementi oggettivi che documentano l'organizzazione e gli investimenti destinati alla flotta Chinook italiana.

L'Italia dispone di 16 CH-47F Chinook: una flotta strategica per l'Esercito

L'Aviazione dell'Esercito Italiano disponeva, prima dell'incidente in Bosnia, di una flotta nominale di 16 elicotteri CH-47F Chinook, acquisiti nell'ambito del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 02/2008.

La consegna dei sedici velivoli è stata completata nel gennaio 2019, come confermato dal Ministero della Difesa in una risposta parlamentare del 29 aprile 2021.

Il CH-47F è uno degli elicotteri da trasporto pesante più importanti nel panorama militare internazionale.

Caratterizzato dai due rotori in tandem, dispone di capacità di trasporto di personale, materiali ed equipaggiamenti che lo rendono particolarmente adatto al sostegno delle forze terrestri.

Può essere impiegato in missioni di trasporto tattico, supporto logistico, evacuazione sanitaria, recupero di materiali e attività di soccorso.

La flotta italiana è assegnata alla componente CH-47 dell'Aviazione dell'Esercito, con un ruolo centrale svolto dal 1° Reggimento AVES “Antares” di Viterbo.

Il Chinook rappresenta una capacità particolarmente preziosa anche per le operazioni interforze, nelle quali la movimentazione rapida di personale ed equipaggiamenti costituisce spesso un requisito essenziale.

La sua importanza operativa è confermata anche dalla diffusione internazionale del velivolo, utilizzato da numerose Forze Armate e sottoposto a programmi di modernizzazione che ne prolungheranno l'impiego per diversi decenni.

Quasi 700 milioni di euro per la manutenzione e il supporto logistico dei Chinook italiani

Un dato particolarmente significativo emerge dalla documentazione ufficiale della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità del Ministero della Difesa.

Il 10 luglio 2025 è stata predisposta una relazione preliminare e determinazione a contrarre relativa al sostegno logistico della flotta CH-47F Chinook dell'Esercito Italiano.

Il documento, successivamente aggiornato attraverso note integrative, prevedeva un finanziamento complessivo pluriennale di 697.540.000 euro per il periodo 2025–2032, destinato al supporto tecnico, logistico e manutentivo degli elicotteri.

Il 29 settembre 2025 il Ministero della Difesa ha effettivamente stipulato con Leonardo Helicopters S.p.A. il contratto n. 1186 di repertorio, per un importo complessivo di 696.202.907,67 euro.

La sottoscrizione del contratto è espressamente confermata dal provvedimento ufficiale n. M_D A4B89B9 DE12026 0000021 del 6 febbraio 2026, emanato dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità, con il quale viene nominato il Direttore dell'esecuzione contrattuale.

Non si tratta, dunque, di una semplice previsione di spesa o di una procedura di gara ancora in corso, ma di un contratto già sottoscritto per quasi 700 milioni di euro.

Il programma comprende:

  • Revisione, manutenzione e riparazione degli aeromobili.

  • Approvvigionamento di ricambi e ricostituzione delle scorte.

  • Supporto manutentivo ai turbomotori e ai relativi componenti.

  • Assistenza tecnico-ingegneristica.

  • Aggiornamento delle pubblicazioni e dei manuali tecnici.

  • Disponibilità di attrezzature peculiari di supporto al suolo.

  • Supporto diretto presso le strutture della Forza Armata attraverso squadre manutentive specialistiche.

L'obiettivo dichiarato è preservare la funzionalità e l'efficienza degli aeromobili, assicurando la continuità del sostegno alle attività operative.

Nel documento viene riconosciuto a Leonardo Elicotteri il ruolo di responsabile di sistema della linea italiana CH-47F, in relazione alle competenze di configurazione, documentazione tecnica, analisi degli inconvenienti e aggiornamento dei sistemi.

Il dato dimostra che il sostegno logistico della flotta Chinook è oggetto di una programmazione finanziaria articolata e di lungo periodo.

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Provvedimento ufficiale del Ministero della Difesa del 6 febbraio 2026, che conferma la stipula, il 29 settembre 2025, del contratto da 696,2 milioni di euro con Leonardo Helicopters per il supporto tecnico, logistico e manutentivo della flotta CH-47F Chinook dell’Esercito Italiano. Fonte: https://www.difesa.it/assets/allegati/87336/dd21del06022026.pdf

Quanto viene destinato ogni anno alla flotta CH-47F?

La nota integrativa n. 2, datata 4 novembre 2025, specifica la distribuzione del finanziamento nei singoli esercizi.

Anno Finanziamento programmato
2025 56.000.000 €
2026 145.000.000 €
2027 82.176.644,60 €
2028 83.208.907,64 €
2029 82.654.447,76 €
2030 68.000.000 €
2031 90.000.000 €
2032 90.500.000 €
Totale 697.540.000 €

Il finanziamento maggiore è previsto proprio nel 2026, con 145 milioni di euro.

Considerando gli otto esercizi finanziari, il programma corrisponde a una media aritmetica di circa 87,19 milioni di euro all'anno per l'intera flotta.

Rapportando questa somma ai sedici velivoli nominalmente in dotazione, si ottiene una media teorica di 5,45 milioni di euro all'anno per elicottero.

Si tratta di una ripartizione contabile del programma pluriennale, non del costo effettivo annuale di manutenzione di ciascun velivolo.

La cifra comprende infatti un insieme di servizi che vanno oltre le normali ispezioni e riparazioni, tra cui supporto ingegneristico, ricambi, attrezzature e attività specialistiche.

Inoltre, la distribuzione annuale delle risorse non è uniforme: i finanziamenti programmati variano significativamente tra un esercizio e l'altro.

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Quanto spende il Regno Unito per i propri Chinook?

Un confronto internazionale particolarmente interessante è possibile con il Regno Unito.

Il 17 maggio 2024, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che i costi annuali ordinari di sostegno della propria flotta Chinook ammontavano a circa 160 milioni di sterline.

La documentazione del programma britannico indica una consistenza dipartimentale di sessanta aeromobili, destinata a ridursi progressivamente.

Se si utilizza la flotta di sessanta unità come base di calcolo, il costo medio teorico del sostegno ordinario risulta pari a circa 2,67 milioni di sterline per elicottero all'anno (equivalenti a circa 3,20 milioni di euro) per elicottero all'anno.

.Il confronto con l'Italia presenta quindi i seguenti valori.

Parametro Italia Regno Unito
Flotta di riferimento 16 60
Sostegno annuo considerato 87,19 milioni € 160 milioni £
Media teorica annua per velivolo 5,45 milioni € 2,67 milioni £
Riferimento temporale Piano 2025–2032 Dato annuo 2024

Pur non rappresentando un confronto perfettamente omogeneo, i dati evidenziano il considerevole investimento economico dell'Italia nel mantenimento dell'efficienza operativa della propria flotta CH-47F Chinook.

Con un finanziamento programmato di quasi 700 milioni di euro in otto anni per una flotta di appena 16 elicotteri, l'Esercito Italiano destina al sostegno logistico dei propri Chinook risorse particolarmente rilevanti, pari a una media teorica di circa 5,45 milioni di euro all'anno per velivolo.

Un impegno finanziario che assume ancora maggiore rilievo se confrontato con quello del Regno Unito.

Sebbene i due programmi comprendano categorie di spesa differenti e non consentano una comparazione diretta dei costi manutentivi, il dato italiano testimonia la rilevanza delle risorse stanziate per il supporto tecnico, la manutenzione, la disponibilità dei ricambi e l'assistenza ingegneristica.

Non si tratta, dunque, di investimenti marginali, ma di una programmazione finanziaria pluriennale che attribuisce al mantenimento dell'efficienza della flotta CH-47F un ruolo di primo piano.

Una realtà documentata che merita di essere considerata nel dibattito sulle "presunte carenze manutentive", senza naturalmente anticipare le conclusioni delle indagini sulle cause dell'incidente avvenuto in Bosnia.

Gli investimenti italiani sulla manutenzione iniziano ben prima del 2025

Il finanziamento da quasi 700 milioni non costituisce il primo intervento dell'Esercito Italiano nel settore del sostegno logistico dei Chinook.

Una risposta ufficiale del Ministero della Difesa alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati, il 29 aprile 2021, documenta infatti programmi precedenti.

Nel settembre 2019 era stato approvato il programma pluriennale SMD 32/2019, destinato a finanziare le attività di manutenzione dei motori della linea CH-47F.

Nella stessa risposta parlamentare il Ministero richiamava ulteriori risorse per il mantenimento delle capacità operative della componente ad ala rotante, con interventi finanziari previsti anche nei successivi esercizi.

Questo elemento assume particolare rilevanza nel dibattito attuale: l'attenzione finanziaria e programmatica al sostegno logistico dei Chinook risulta documentata da anni e non rappresenta una risposta successiva alla tragedia in Bosnia.

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La sicurezza del volo nell'Aviazione dell'Esercito

L'Aviazione dell'Esercito rappresenta una componente altamente specializzata delle Forze Armate italiane.

Gli equipaggi svolgono attività operative che richiedono competenze tecniche particolarmente elevate, dalla navigazione tattica alle operazioni notturne, fino all'impiego in condizioni ambientali complesse.

La preparazione del personale navigante e degli specialisti è affidata a un percorso formativo articolato, che comprende il Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito di Viterbo e, per determinate qualificazioni, strutture addestrative internazionali.

La sicurezza del volo coinvolge ogni fase dell'attività aeronautica: pianificazione della missione, preparazione degli equipaggi, controlli sugli aeromobili, gestione del rischio, esecuzione del volo e successiva analisi delle eventuali anomalie.

Il sistema manutentivo è parte integrante di questa organizzazione.

La documentazione relativa ai CH-47F italiani descrive infatti attività di controllo della configurazione, analisi degli inconvenienti, aggiornamento dei manuali e supporto ingegneristico.

Sono elementi propri di un sistema aeronautico complesso, nel quale la prevenzione non si esaurisce nell'ispezione immediatamente precedente al decollo.

La professionalità dell'AVES si esprime anche attraverso la capacità di sostenere missioni prolungate all'estero.

Un esempio concreto è rappresentato dall'Airmobile Task Group “Griffon” dell'Aviazione dell'Esercito, operativo in Iraq dal 30 marzo 2016 nell'ambito dell'operazione Prima Parthica. Nel dicembre 2024 gli elicotteri UH-90A del reparto avevano raggiunto 6.500 ore di volo operative, svolgendo missioni di trasporto di personale, materiali ed equipaggiamenti a sostegno del contingente italiano e della coalizione multinazionale impegnata contro Daesh.

Si tratta di un risultato riferito a una specifica missione e a una diversa linea di elicotteri, ma utile a comprendere l'impegno continuativo richiesto agli equipaggi e alle strutture tecniche dell'Aviazione dell'Esercito.

L'incidente in Bosnia: saranno gli accertamenti a stabilire le cause

La tragedia del 29 ottobre richiede un'indagine completa e rigorosa.

La Procura militare di Roma ha avviato un'inchiesta e una commissione tecnica della Difesa è intervenuta per ricostruire la dinamica dell'incidente.

Le verifiche dovranno chiarire le condizioni dell'aeromobile, gli eventuali malfunzionamenti, le circostanze operative e ogni altro elemento rilevante.

Al momento non esistono conclusioni ufficiali che permettano di attribuire l'incidente a carenze manutentive.

Analogamente, gli investimenti documentati e le procedure previste per l'intera flotta non consentono di escludere a priori eventuali problematiche riguardanti il singolo velivolo.

È proprio questa la distinzione fondamentale che dovrebbe guidare il confronto pubblico.

La ricerca della verità sulle cause dell'incidente deve essere rigorosa e senza pregiudizi.

Un'eccellenza militare che merita rispetto e un'analisi fondata sui fatti

I documenti esaminati restituiscono l'immagine di una componente aeronautica inserita in un sistema di formazione, manutenzione e supporto logistico articolato.

La flotta italiana di sedici CH-47F rappresenta una capacità strategica, sostenuta da programmi specifici di investimento e da strutture specializzate.

Il finanziamento pluriennale da 697,54 milioni di euro, i precedenti interventi per il sostegno dei motori, il ruolo delle strutture tecniche e la collaborazione industriale con Leonardo documentano un impegno significativo per mantenere operativa questa capacità.

È possibile quindi affermare che la manutenzione degli elicotteri CH-47F italiani non è un'attività priva di programmazione, ma una funzione alla quale la Difesa dedica risorse, competenze e strutture specifiche.

La tragedia in Bosnia non può e non deve essere strumentalizzata attraverso accuse premature e prive, allo stato attuale, di riscontri oggettivi.

Quattro militari hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio servizio per il Paese. Le loro famiglie e i loro colleghi meritano verità, rispetto e vicinanza.

Allo stesso tempo, un singolo incidente, per quanto drammatico, non può costituire da solo il metro di giudizio della professionalità di un'intera Specialità.

L'Aviazione dell'Esercito continua a rappresentare una componente fondamentale delle capacità operative italiane, sostenuta dal lavoro quotidiano di piloti, specialisti, tecnici e personale logistico.

Accertare le cause della tragedia è un dovere. Riconoscere il valore e la professionalità di chi opera ogni giorno per garantire la sicurezza del volo, così come il considerevole impegno economico e organizzativo dello Stato per assicurare l'efficienza e la sicurezza dei propri mezzi, è altrettanto importante.

È nel rispetto queste responsabilità che dovrebbe svilupparsi il confronto pubblico, lontano dalle accuse premature e vicino alla realtà di una delle componenti più specializzate dell'Esercito Italiano.


Fonti

  1. Ministero della Difesa – Comunicato ufficiale sull'incidente del CH-47 in Bosnia, 29 ottobre 2026

  2. ANSA – Indagini sull'incidente del Chinook e polemiche politiche, 31 ottobre 2026

  3. Ministero della Difesa – Determinazione a contrarre del 10 luglio 2025, sostegno logistico CH-47F

  4. Ministero della Difesa – Nota integrativa n. 2, finanziamento CH-47F 2025–2032

  5. Camera dei Deputati – Commissione Difesa, risposta all'interrogazione del 29 aprile 2021

  6. Boeing Italia – Programmi e flotta italiana CH-47F

  7. Parlamento britannico – Costi annuali di sostegno Chinook, risposta del 17 maggio 2024

  8. Ministero della Difesa britannico – Programma Chinook e consistenza della flotta

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