Aviotruppe

Afghanistan, 25 anni fa il primo assalto aviolanciato dell’Operazione Enduring Freedom: nella notte del 19 ottobre 2001 il lancio dei Rangers su Objective Rhino

Nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001, i Rangers del 75th si lanciarono da quattro MC-130 nel deserto afghano, a sud-ovest di Kandahar. Dopo gli attacchi aerei misero in sicurezza l'area per supportare le operazioni speciali. Contemporaneamente unità del JSOC condussero un'incursione contro Objective Gecko, nome in codice di un complesso associato al leader talebano Mullah Mohammed Omar.

Afghanistan, 19 ottobre 2001. Rangers del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, si lanciano con il paracadute su Objective Rhino, a sud-ovest di Kandahar. Immagine ripresa con un dispositivo per la visione notturna durante l'assalto aviolanciato dell'Operazione Enduring Freedom.
Afghanistan, 19 ottobre 2001. Rangers del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, si lanciano con il paracadute su Objective Rhino, a sud-ovest di Kandahar. Immagine ripresa con un dispositivo per la visione notturna durante l'assalto aviolanciato dell'Operazione Enduring Freedom. - © Foto: U.S. Army.
Afghanistan, 19 ottobre 2001. Rangers del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, si lanciano con il paracadute su Objective Rhino, a sud-ovest di Kandahar. Immagine ripresa con un dispositivo per la visione notturna durante l'assalto aviolanciato dell'Operazione Enduring Freedom.
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Afghanistan, 25 anni fa il primo assalto aviolanciato dell’Operazione Enduring Freedom: nella notte del 19 ottobre 2001 il lancio dei Rangers su Objective Rhino
Afghanistan, 19 ottobre 2001. Rangers del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, si lanciano con il paracadute su Objective Rhino, a sud-ovest di Kandahar. Immagine ripresa con un dispositivo per la visione notturna durante l'assalto aviolanciato dell'Operazione Enduring Freedom. - © Foto: U.S. Army.
Condoralex Condoralex 6 min di lettura 0 Scarica PDF

Nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001, i Rangers del 75th si lanciarono da quattro MC-130 nel deserto afghano, a sud-ovest di Kandahar. Dopo gli attacchi aerei misero in sicurezza l'area per supportare le operazioni speciali. Contemporaneamente unità del JSOC condussero un'incursione contro Objective Gecko, nome in codice di un complesso associato al leader talebano Mullah Mohammed Omar.

Il 7 ottobre 2001 gli Stati Uniti avevano avviato l'Operazione Enduring Freedom, dando inizio agli attacchi aerei contro il regime talebano e le infrastrutture di al-Qaeda in Afghanistan.

Dopo quasi due settimane di bombardamenti, Washington decide di dimostrare la propria capacità di condurre operazioni terrestri in profondità nel territorio controllato dai talebani.

La pianificazione coinvolge il Joint Special Operations Command (JSOC), il 75th Ranger Regiment, il 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR) e le componenti aeree statunitensi.

Vengono individuati due obiettivi nel sud dell'Afghanistan: Rhino, una pista desertica a sud-ovest di Kandahar, e Gecko, un complesso legato al leader talebano Mullah Mohammed Omar.

Il piano prevede un assalto paracadutista su Rhino e un'incursione eliportata su Gecko, con operazioni coordinate nella stessa finestra temporale.

Objective Rhino: 199 Rangers nella notte afghana

La sera del 19 ottobre, gli uomini delle compagnie A e C del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, decollano dalla base di Masirah, in Oman, a bordo di quattro velivoli MC-130 Combat Talon dell'U.S. Air Force.

L'obiettivo si trova in un'area desertica isolata, lontana dalle principali concentrazioni delle forze americane.

Prima del lancio, l'aviazione statunitense colpisce le posizioni individuate nell'area. Bombardieri strategici e velivoli AC-130 intervengono contro strutture e postazioni di sicurezza, per ridurre la possibilità di una reazione nemica durante l'arrivo della forza aviolanciata.

Successivamente i quattro MC-130 raggiungono la zona di lancio.

A circa 800 piedi di quota, poco meno di 250 metri, 199 Rangers abbandonano gli aeromobili e si lanciano nel buio.

L'operazione viene condotta in condizioni di illuminazione praticamente nulla. Dopo l'atterraggio, i militari si raccolgono e iniziano a mettere in sicurezza la pista e le strutture circostanti.

L'assalto è rapido. I Rangers conquistano le posizioni assegnate e procedono alla bonifica degli edifici, senza incontrare una resistenza organizzata significativa.

Una pista nel deserto trasformata in punto di supporto

L'operazione non ha come obiettivo l'occupazione permanente di un centro abitato o la distruzione di una grande formazione talebana.

La pista di Rhino deve essere resa disponibile per sostenere le operazioni speciali in corso, consentendo l'impiego di velivoli da trasporto e il rifornimento degli elicotteri.

Dopo la conquista dell'obiettivo, personale specializzato dell'U.S. Air Force verifica le condizioni della pista, mentre vengono predisposte le attività di supporto.

Un MC-130 atterra dopo la messa in sicurezza iniziale dell'area. Successivamente arrivano anche gli elicotteri che devono utilizzare il punto avanzato di rifornimento.

I Rangers mantengono il controllo dell'area per diverse ore, prima di reimbarcarsi sui velivoli e lasciare l'obiettivo.

La missione dimostra la capacità del 75th Ranger Regiment di effettuare un assalto aviolanciato notturno in profondità nel territorio nemico, integrandosi con le componenti aeree e le altre forze per operazioni speciali.

Objective Gecko: l'incursione contro il complesso di Mullah Omar

Mentre i Rangers occupano Rhino, un'altra forza statunitense conduce un'operazione nell'area di Kandahar.

Objective Gecko è un complesso associato a Mohammed Omar, capo del regime talebano.

La missione viene affidata a una forza per operazioni speciali del JSOC, inserita mediante elicotteri MH-47 del 160th SOAR, con supporto aereo.

Secondo la ricostruzione storica dell'USSOCOM, circa 90 militari vengono trasportati sull'obiettivo dopo una fase preparatoria di attacchi aerei.

L'azione mira a colpire la struttura di comando talebana, acquisire materiale informativo e individuare eventuali esponenti di rilievo presenti nel complesso.

Gli operatori occupano le posizioni di sicurezza e procedono alla perquisizione degli edifici.

Mohammed Omar non viene trovato. L'incursione consente comunque di acquisire materiale utile all'intelligence.

Al termine della missione, gli operatori vengono esfiltrati dagli elicotteri e la forza rientra, transitando per il punto di supporto di Rhino.

Il significato militare dell'operazione

L'assalto a Objective Rhino e l'incursione su Gecko costituiscono due componenti di un'operazione coordinata, con caratteristiche differenti.

A Rhino, il 75th Ranger Regiment impiega una forza aviolanciata per conquistare e mettere in sicurezza un'infrastruttura, dimostrando la capacità di proiettare rapidamente unità da combattimento a grande distanza.

A Gecko, invece, l'azione è concentrata su un obiettivo specifico, con un'incursione eliportata finalizzata alla raccolta di informazioni e alla neutralizzazione di eventuali elementi della leadership avversaria.

Le due missioni dimostrano la possibilità di combinare differenti capacità delle forze per operazioni speciali: assalto aviolanciato, incursione eliportata, supporto aereo e impiego di infrastrutture avanzate temporanee.

La stessa notte, nel nord dell'Afghanistan, entrano in azione i Berretti Verdi

Mentre i Rangers del 75th Ranger Regiment conducevano l'assalto aviolanciato su Objective Rhino, nel sud dell'Afghanistan, a centinaia di chilometri di distanza prendeva avvio un'altra operazione destinata a segnare la storia delle forze speciali americane.

Nella stessa notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001, gli elicotteri MH-47E Chinook del 160th Special Operations Aviation Regiment trasportavano le ODA 555 e 595 del 5th Special Forces Group (Airborne) oltre le montagne dell'Hindu Kush, per inserirle nell'Afghanistan settentrionale.

A differenza dei Rangers, impegnati in un'azione diretta, i Berretti Verdi avevano il compito di stabilire collegamenti con le formazioni dell'Alleanza del Nord e coordinare le operazioni contro le forze talebane.

L'ODA 595, comandata dal capitano Mark Nutsch, si collegava alle forze del generale Abdul Rashid Dostum, mentre l'ODA 555 veniva inserita nella valle del Panjshir per operare insieme alle formazioni afghane schierate contro i talebani.

Due missioni profondamente differenti, condotte nella stessa notte, che segnarono l'avvio di una nuova fase dell'Operazione Enduring Freedom.

Leggi anche: "Afghanistan, 19 ottobre 2001: le prime Forze Speciali USA entrano in azione contro i talebani. Venticinque anni fa l'inizio delle operazioni terrestri".

Venticinque anni dopo Objective Rhino

A venticinque anni di distanza, il lancio del 19 ottobre 2001 rimane una delle operazioni più rappresentative della storia recente del 75th Ranger Regiment.

L'azione non si tradusse in una battaglia prolungata, ma dimostrò la capacità di pianificare ed eseguire un assalto paracadutista notturno, sostenuto da velivoli da attacco e piattaforme per operazioni speciali.

Le successive campagne in Afghanistan avrebbero assunto caratteristiche molto differenti, con un progressivo impiego di forze convenzionali e una lunga fase di contrasto all'insurrezione talebana.

La caduta del regime talebano nel 2001 non avrebbe infatti impedito il suo ritorno al potere nell'agosto 2021, al termine di quasi vent'anni di conflitto e in concomitanza con il definitivo ritiro delle forze statunitensi.

La notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001 resta tuttavia un passaggio significativo nell'avvio della campagna terrestre americana: mentre i Berretti Verdi stabilivano i primi collegamenti operativi con le forze afghane nel nord, i Rangers dimostravano nel sud la capacità di colpire in profondità mediante un assalto aviolanciato.

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore dei siti web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione, esperto di cybersecurity, specialista in data analysis, process management e intelligenza artificiale. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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