Forze Speciali

Afghanistan, 19 ottobre 2001: le prime Forze Speciali USA entrano in azione contro i talebani. Venticinque anni fa l'inizio delle operazioni terrestri

Il 19 ottobre 2001 le ODA 555 e 595 del 5th Special Forces Group entrarono in Afghanistan con gli MH-47E del 160th SOAR, per affiancare l'Alleanza del Nord contro i talebani. Le unità coordinarono ricognizione e attacchi aerei a sostegno delle forze afghane nel Panjshir e di Abdul Rashid Dostum: il 10 novembre Mazar-e-Sharif fu conquistata e il 13 novembre i talebani abbandonarono Kabul.

Afghanistan, 2001. Militari del 5th Special Forces Group (Airborne) dell'U.S. Army insieme a combattenti afghani durante l'Operazione Enduring Freedom. In primo piano, la bandiera del reparto.
Afghanistan, 2001. Militari del 5th Special Forces Group (Airborne) dell'U.S. Army insieme a combattenti afghani durante l'Operazione Enduring Freedom. In primo piano, la bandiera del reparto. - © U.S. Army Special Operations Command (USASOC) / DVIDS
Afghanistan, 2001. Militari del 5th Special Forces Group (Airborne) dell'U.S. Army insieme a combattenti afghani durante l'Operazione Enduring Freedom. In primo piano, la bandiera del reparto.
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Afghanistan, 19 ottobre 2001: le prime Forze Speciali USA entrano in azione contro i talebani. Venticinque anni fa l'inizio delle operazioni terrestri
Afghanistan, 2001. Militari del 5th Special Forces Group (Airborne) dell'U.S. Army insieme a combattenti afghani durante l'Operazione Enduring Freedom. In primo piano, la bandiera del reparto. - © U.S. Army Special Operations Command (USASOC) / DVIDS
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Il 19 ottobre 2001 le ODA 555 e 595 del 5th Special Forces Group entrarono in Afghanistan con gli MH-47E del 160th SOAR, per affiancare l'Alleanza del Nord contro i talebani. Le unità coordinarono ricognizione e attacchi aerei a sostegno delle forze afghane nel Panjshir e di Abdul Rashid Dostum: il 10 novembre Mazar-e-Sharif fu conquistata e il 13 novembre i talebani abbandonarono Kabul.

Il 19 ottobre 2001, dodici giorni dopo l'inizio dei bombardamenti americani sull'Afghanistan, due distaccamenti delle Special Forces dell'U.S. Army vengono infiltrati nel territorio controllato e conteso dai talebani. Sono le ODA 555 e 595 del 5th Special Forces Group (Airborne), trasportate dagli elicotteri del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR). Comincia una campagna terrestre destinata a cambiare rapidamente gli equilibri militari nel Paese.

Dall'11 settembre all'Operazione Enduring Freedom

Gli attentati dell'11 settembre 2001 avevano provocato una risposta militare degli Stati Uniti contro al-Qaeda e il regime talebano che ne ospitava la leadership.

Il 7 ottobre Washington aveva avviato l'Operazione Enduring Freedom, con attacchi aerei condotti dalle forze statunitensi e britanniche contro obiettivi militari e infrastrutture del regime.

Ma per trasformare la superiorità aerea in risultati sul terreno era necessario individuare le posizioni nemiche, coordinare gli attacchi e sostenere le formazioni afghane che già combattevano contro i talebani.

Il compito venne affidato alle Special Forces dell'Esercito americano, organizzate in piccoli distaccamenti altamente specializzati nell'Unconventional Warfare, la guerra non convenzionale condotta anche attraverso il supporto, l'addestramento e il coordinamento di forze locali.

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Afghanistan, 2001. Militari delle forze speciali statunitensi e combattenti afghani con veicoli leggeri e cavalli durante le prime fasi dell'Operazione Enduring Freedom. Foto: U.S. Army / USASOC – DVIDS

19 ottobre 2001: le ODA 555 e 595 attraversano l'Hindu Kush

La sera del 19 ottobre, dalla base di Karshi-Khanabad, in Uzbekistan, decollano gli elicotteri MH-47E Chinook del 160th SOAR, il reparto dell'aviazione dell'Esercito specializzato nel trasporto e nel supporto alle operazioni speciali.

La missione prevede l'infiltrazione di due Operational Detachment Alpha (ODA), ciascuno composto da dodici militari, in differenti settori dell'Afghanistan settentrionale.

L'operazione presenta difficoltà considerevoli. Gli equipaggi devono superare le montagne dell'Hindu Kush, affrontare condizioni meteorologiche avverse e raggiungere aree isolate, senza poter contare su infrastrutture aeroportuali convenzionali.

Il volo avviene prevalentemente nell'oscurità, sfruttando le capacità di navigazione notturna degli equipaggi del 160th SOAR, conosciuti come Night Stalkers.

Gli elicotteri attraversano vallate montuose, con il rischio rappresentato dalle condizioni atmosferiche, dall'altitudine e dalla possibilità di essere individuati dalle forze nemiche.

Le infiltrazioni vengono completate nelle prime ore del 19 ottobre, secondo la cronologia ufficiale dell'U.S. Army: è l'inizio dell'impiego delle ODA americane a fianco dell'Alleanza del Nord.

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Afghanistan, 2001. Operatori delle forze speciali statunitensi davanti a un elicottero MH-47 Chinook, piattaforma impiegata dal 160th SOAR per l'infiltrazione delle ODA in territorio afghano. Foto: U.S. Army / USASOC – DVIDS

ODA 595: dodici Berretti Verdi al fianco del generale Dostum

L'ODA 595 viene infiltrata nella valle di Darya-ye Suf, a sud di Mazar-e-Sharif.

Il distaccamento, comandato dal capitano Mark Nutsch, ha il compito di collegarsi alle forze del generale Abdul Rashid Dostum, uno dei principali comandanti dell'Alleanza del Nord.

L'infiltrazione si conclude intorno alle 02:00 del 19 ottobre. Sul terreno, gli americani trovano una realtà operativa molto diversa da quella alla quale sono abituati: combattenti afghani dotati di armamento eterogeneo, mezzi limitati e una mobilità basata anche sull'impiego dei cavalli.

Per seguire le formazioni di Dostum, gli operatori americani sono costretti ad adattarsi rapidamente, utilizzando anch'essi cavalli per attraversare terreni montuosi e raggiungere le posizioni avanzate.

Nasce così la storia degli Horse Soldiers, i militari delle Special Forces che combattono a cavallo nella prima grande campagna americana del XXI secolo.

Ma il contributo principale del distaccamento è soprattutto tecnologico e operativo.

I Berretti Verdi dispongono di apparati per le comunicazioni, capacità di osservazione e designazione degli obiettivi e collegamenti con le componenti aeree statunitensi. Possono quindi individuare e segnalare le posizioni talebane e coordinare attacchi aerei di precisione a sostegno dell'avanzata afghana.

È una combinazione particolare: combattenti locali che conoscono il territorio, piccoli nuclei di forze speciali e potenza aerea americana.

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Afghanistan, 2001. Militari delle Special Forces statunitensi e combattenti afghani si spostano a cavallo durante la campagna contro i talebani. La mobilità equestre caratterizzò le operazioni dell'ODA 595 al fianco delle forze del generale Dostum. Foto: U.S. Army / USASOC – DVIDS

ODA 555: l'inserimento nella valle del Panjshir

Contemporaneamente, l'ODA 555 viene infiltrata nella valle del Panjshir, un'area strategica per le operazioni dell'Alleanza del Nord.

Il distaccamento stabilisce il collegamento con le formazioni afghane che operano nel settore settentrionale di Kabul, dove i talebani mantengono posizioni difensive lungo la pianura di Shomali.

Anche in questo caso il compito principale non consiste nel condurre un'offensiva americana autonoma, ma nel sostenere le forze alleate afghane attraverso ricognizione, coordinamento operativo e direzione del supporto aereo.

La presenza degli specialisti statunitensi consente di rendere più efficaci gli attacchi contro le posizioni talebane, favorendo le successive operazioni terrestri.

Le due ODA operano in settori separati, ma condividono un'impostazione comune: sfruttare la conoscenza del territorio e la capacità di manovra delle forze afghane, integrandole con le risorse tecnologiche e militari degli Stati Uniti.

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Afghanistan, 2001. Un operatore delle forze speciali americane utilizza un apparato ottico da una posizione avanzata. L'osservazione delle posizioni nemiche e il coordinamento del supporto aereo furono attività fondamentali delle ODA. Foto: U.S. Army / USASOC – DVIDS

La caduta di Mazar-e-Sharif e l'avanzata verso Kabul

Nelle settimane successive, l'impiego combinato delle Special Forces, dei combattenti afghani e dell'aviazione americana contribuisce a modificare rapidamente la situazione militare.

Il 10 novembre 2001 le forze dell'Alleanza del Nord, sostenute dagli Stati Uniti, conquistano Mazar-e-Sharif, uno dei principali centri strategici del nord dell'Afghanistan.

Tre giorni dopo, il 13 novembre, i talebani abbandonano Kabul.

La rapidità dell'avanzata dimostra l'efficacia dell'integrazione fra piccoli distaccamenti specializzati e forze locali numericamente superiori, sostenuti da una consistente capacità di attacco aereo.

L'operazione diventa uno dei casi di studio più conosciuti dell'impiego delle Special Forces americane nella guerra non convenzionale.

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Afghanistan, 2001. Operatori delle forze speciali statunitensi e combattenti afghani con mezzi leggeri e cavalli. La cooperazione tra le ODA, le forze dell'Alleanza del Nord e l'aviazione americana contribuì alla conquista di Mazar-e-Sharif nel novembre 2001. Foto: U.S. Army / USASOC – DVIDS

Objective Rhino: mentre i Berretti Verdi entrano nel nord, i Rangers si lanciano nel sud

La notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001 non segnò soltanto l'inizio delle operazioni delle ODA 555 e 595 nell'Afghanistan settentrionale.

Contemporaneamente, nel sud del Paese, 199 militari del 3rd Battalion, 75th Ranger Regiment, effettuavano un lancio da combattimento su Objective Rhino, una pista nel deserto a sud-ovest di Kandahar.

L'assalto aviolanciato, sostenuto dall'aviazione statunitense, si svolgeva in coordinamento con un'altra incursione delle forze per operazioni speciali americane contro Objective Gecko, un complesso associato al leader talebano Mohammed Omar.

Mentre le Special Forces del 5th SFG avviavano la guerra non convenzionale al fianco delle forze afghane, i Rangers dimostravano la capacità americana di proiettare una forza aviolanciata in profondità nel territorio controllato dal nemico.

Venticinque anni dopo: una lezione di guerra non convenzionale

A distanza di venticinque anni, le operazioni delle ODA 555 e 595 conservano un significativo valore storico e dottrinale.

La campagna del 2001 dimostrò come un numero relativamente limitato di militari delle forze speciali potesse contribuire a ottenere risultati operativi importanti, senza il dispiegamento iniziale di grandi unità convenzionali americane.

Il successo dipese da diversi fattori: la capacità di stabilire rapporti con i comandanti locali, l'adattamento alle condizioni del territorio, l'elevata professionalità degli equipaggi del 160th SOAR e l'integrazione del supporto aereo nelle operazioni terrestri.

Fu tuttavia anche l'inizio di un conflitto destinato a proseguire per quasi vent'anni.

La caduta iniziale del regime talebano non si tradusse in una stabilizzazione duratura dell'Afghanistan. Dopo una lunga guerra, nell'agosto 2021, i talebani tornarono al potere, mentre le forze statunitensi completavano il loro ritiro.

Il 19 ottobre 2001 rimane quindi una data significativa nella storia delle operazioni speciali americane: il momento in cui i Berretti Verdi del 5th Special Forces Group iniziarono una campagna che avrebbe segnato profondamente l'evoluzione delle operazioni speciali del XXI secolo.

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore dei siti web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione, esperto di cybersecurity, specialista in data analysis, process management e intelligenza artificiale. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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