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Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome

La notizia è concreta, anche se l’accordo non risulta ancora chiuso: Volkswagen è in trattativa con la società israeliana Rafael Advanced Defense Systems per riconvertire il sito di Osnabrück, in Bassa Sassonia, dalla produzione automobilistica alla realizzazione di componenti per il sistema di difesa antimissile Iron Dome. Secondo le informazioni riportate da Reuters, che cita il Financial Times, Volkswagen ha precisato di escludere la produzione diretta di armi, ma sta studiando alternative industriali per il sito, dove lavorano circa 2.300 persone e dove la produzione del T-Roc Cabriolet è destinata a terminare nel 2027.

Per capire la portata della vicenda bisogna ricordare che Iron Dome è uno dei sistemi di difesa più noti al mondo: Rafael lo descrive come una piattaforma multi-missione per la protezione contro minacce a corto raggio, già impiegata operativamente da anni. Proprio per questo, l’eventuale ingresso di Volkswagen nella sua filiera non sarebbe una semplice operazione tattica, ma il segnale di una più ampia trasformazione industriale europea.

Il nodo centrale è il futuro di Osnabrück. Dopo l’accordo sindacale di fine 2024, Volkswagen si è impegnata a cercare un riutilizzo per il sito invece di lasciarlo spegnere senza alternative. In questo senso, la pista Rafael appare come un possibile sbocco industriale capace di salvaguardare occupazione e competenze manifatturiere in un momento di forte pressione sul gruppo.

Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome

Non è un caso isolato: l’auto tedesca cerca sbocchi nella difesa

La possibile intesa con Rafael non nasce nel vuoto. Negli ultimi mesi Volkswagen ha esplorato più strade nel comparto della difesa. A marzo 2025 l’amministratore delegato di Rheinmetall aveva definito il sito di Osnabrück “molto adatto” a produzioni militari, e nel marzo 2026 Volkswagen ha anche mostrato a una fiera di settore prototipi di veicoli sviluppati nello stabilimento per testare l’interesse del mercato. I colloqui con Rheinmetall, però, non hanno portato a una soluzione operativa.

In parallelo, Rheinmetall è ormai un attore chiave del riarmo europeo ed è legata all’italiana Leonardo in una joint venture paritetica, Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, nata per sviluppare e produrre nuovi veicoli militari terrestri. Questo conferma che in Europa si sta consolidando una filiera industriale della difesa sempre più integrata, dentro la quale anche pezzi storici dell’industria automobilistica possono trovare nuove funzioni.

Dunque la vera notizia non è solo che una fabbrica d’auto possa produrre per Iron Dome. La notizia è che la Germania sta prendendo sul serio la riconversione di una parte della sua potenza industriale verso produzioni considerate strategiche. Non siamo più davanti a un’ipotesi teorica: siamo dentro una fase in cui l’industria manifatturiera tedesca cerca nuovi mercati, e la difesa è ormai uno dei più evidenti.

Volkswagen svolta bellica: dalle auto ai sistemi dell’Iron Dome

Le vere cause: crisi dell’auto, concorrenza cinese e riarmo europeo

La spinta verso queste riconversioni nasce anzitutto dalla crisi di una parte dell’industria automobilistica europea e tedesca. Volkswagen ha avviato una dura ristrutturazione in Germania, con oltre 35.000 tagli occupazionali futuri annunciati a fine 2024 e con la decisione di cessare la produzione a Osnabrück nel 2027 se non emergerà un nuovo progetto industriale.

A pesare c’è anche la concorrenza cinese, che non può essere liquidata solo come slogan politico: l’Unione europea ha imposto da ottobre 2024 dazi compensativi sulle auto elettriche cinesi dopo aver concluso che la loro filiera beneficiava di sussidi pubblici distorsivi. Nel frattempo la presenza dei costruttori cinesi in Europa continua a crescere, mentre i costruttori tedeschi perdono terreno proprio in Cina, che era stata uno dei loro mercati decisivi.

Va però aggiunta una correzione importante: non è del tutto esatto parlare oggi di crollo generalizzato dell’auto elettrica in Europa. I dati ACEA mostrano che nel 2025 le auto battery electric hanno raggiunto il 17,4% del mercato UE, in crescita dal 13,6% del 2024, e nei primi due mesi del 2026 sono salite al 18,8%. Il problema, quindi, non è solo la debolezza della domanda: è soprattutto la difficoltà dei gruppi europei a difendere margini, quote di mercato e competitività dentro una transizione molto più dura del previsto.

Infine c’è la dimensione geopolitica. Con il voto del Bundestag del 18 marzo 2025, la Germania ha approvato una svolta storica nella spesa pubblica, allentando il freno al debito per la difesa e aprendo a un massiccio aumento degli investimenti strategici. È il riflesso di due paure convergenti: da un lato la minaccia resa evidente dall’invasione russa dell’Ucraina, dall’altro l’idea che l’Europa non possa più dare per scontata la protezione americana di sempre. In questo quadro, anche i successi operativi dei sistemi antimissile in Medio Oriente rendono più urgente investire in difesa aerea; ma, allo stato delle fonti disponibili, la trattativa Volkswagen-Rafael appare soprattutto come il prodotto di una riconversione industriale tedesca già in corso, più che come un effetto diretto della guerra con l’Iran.

Fonte: https://www.reuters.com/markets/companies/RHMG.DE/

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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