Internazionali

Rapporto USA durissimo: F-35 operativi solo al 50%, ma 1,7 miliardi versati comunque a Lockheed Martin

Un recente rapporto ufficiale dell’Inspector General del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, pubblicato il 19 dicembre 2025, mette in luce gravi criticità nella gestione del programma di supporto e mantenimento dell’F-35 Joint Strike Fighter. Il documento, lungo oltre quaranta pagine, evidenzia come il Dipartimento della Difesa abbia continuato a corrispondere ingenti somme al costruttore principale nonostante risultati operativi ampiamente inferiori agli standard richiesti.

Il rapporto non si basa su valutazioni politiche o giornalistiche, ma su un’analisi tecnica condotta dall’organo di controllo interno del Pentagono, che ha esaminato contratti, procedure e dati operativi relativi alla flotta F-35.

Un programma colossale sotto esame

L’F-35 rappresenta il più grande programma militare mai realizzato dagli Stati Uniti, con un costo complessivo stimato in oltre 2.000 miliardi di dollari lungo l’intero ciclo di vita. Il velivolo è impiegato dall’US Air Force, dalla US Navy, dai Marines e da numerosi Paesi alleati, tra cui l’Italia.

La gestione della produzione e del supporto logistico è affidata al Joint Program Office (JPO), mentre Lockheed Martin è il contraente principale responsabile della costruzione e del mantenimento dei velivoli.

Pagamenti senza risultati adeguati

Il dato più rilevante emerso dal rapporto riguarda il pagamento di circa 1,7 miliardi di dollari a Lockheed Martin nell’ambito del contratto di supporto del 2024, nonostante la flotta non avesse raggiunto i livelli minimi di prontezza operativa richiesti dalle Forze Armate statunitensi.

Nel 2024, la disponibilità media degli F-35 (Air Vehicle Availability) è stata circa del 50%: in pratica, per metà del tempo gli aerei non erano disponibili al volo. Il rapporto evidenzia che questi livelli erano inferiori alle soglie minime richieste e che, nonostante ciò, non sono scattate penalità o riduzioni dei pagamenti.

La ragione indicata dall’Inspector General è semplice: il contratto non prevedeva clausole vincolanti che facessero dipendere i pagamenti dai risultati di prontezza operativa. Senza requisiti misurabili inseriti a contratto e senza rimedi economici collegati a quei risultati, il DoD non aveva leve immediate per ridurre i compensi anche in presenza di una disponibilità insufficiente.

Contratti privi di reali vincoli

Il rapporto evidenzia come il contratto di sustainment non includesse parametri obbligatori legati alla prontezza operativa degli aeromobili. Mancavano indicatori vincolanti su:

  • disponibilità al volo
  • capacità di missione
  • tempi di ripristino
  • efficienza della catena logistica

In assenza di tali vincoli, il Dipartimento della Difesa non ha potuto ridurre i compensi né imporre correttivi sostanziali, pur in presenza di risultati inferiori alle attese.

Controlli insufficienti e supervisione inefficace

L’audit descrive un sistema di controllo frammentato e spesso inefficace. In numerose basi mancava un’adeguata supervisione, mentre molti responsabili incaricati del controllo non avevano accesso completo ai dati necessari per valutare le prestazioni del contraente.

In diversi casi:

  • non venivano monitorati i livelli reali di efficienza
  • non erano disponibili dati completi sui ricambi
  • i controlli erano limitati a verifiche formali
  • mancava un coordinamento strutturato tra le varie autorità

Il risultato è stato un sistema incapace di esercitare un reale controllo sull’esecuzione del contratto.

Cannibalizzazione degli aeromobili

Uno degli aspetti più critici emersi dal rapporto riguarda la pratica della cannibalizzazione. Per mantenere operativi alcuni velivoli, le unità sono state costrette a smontare componenti da altri F-35, riducendo ulteriormente la disponibilità complessiva della flotta.

In diverse basi statunitensi sono stati documentati casi di prelievo sistematico di parti da più aeromobili per garantirne almeno uno operativo, segno evidente di una catena logistica non adeguata a sostenere le esigenze operative.

Le conclusioni dell’Inspector General

Il giudizio finale del rapporto è netto: il Dipartimento della Difesa non ha esercitato un controllo adeguato sul contratto di supporto dell’F-35 e ha continuato a pagare il contraente pur in assenza dei risultati previsti.

L’Inspector General ha formulato sette raccomandazioni ufficiali, molte delle quali risultano ancora aperte o solo parzialmente recepite, chiedendo una revisione profonda dei criteri contrattuali, dei meccanismi di controllo e delle responsabilità operative.

Un problema che riguarda anche gli alleati

Poiché il sistema F-35 è condiviso da numerosi Paesi alleati, le criticità emerse non riguardano solo gli Stati Uniti. La struttura logistica, i contratti di supporto e le modalità di gestione sono comuni anche alle forze aeree europee, Italia compresa.

Il rapporto solleva quindi interrogativi più ampi sulla sostenibilità a lungo termine del programma e sulla reale capacità del sistema di garantire livelli operativi adeguati in scenari ad alta intensità.

Conclusione

Il documento dell’Inspector General non mette in discussione il valore tecnologico dell’F-35, ma evidenzia una falla strutturale nella gestione del programma: pagamenti garantiti in assenza di risultati verificabili.

Un campanello d’allarme che richiama l’attenzione sulla necessità di riformare i meccanismi di controllo, responsabilità e trasparenza di uno dei programmi militari più costosi e complessi della storia moderna.

Fonte: https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003848755/-1/-1/1/DODIG-2026-039_FINAL%20SECURE.PDF

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

Recent Posts

Il tempo di Mark Rutte alla NATO è scaduto: l’Italia non può pagare il prezzo della sua superficialità

La diplomazia internazionale tollera molti difetti, ma non la sconsideratezza che mette a rischio la…

2 giorni ago

Dalla difesa all’attacco: Kyiv usa i droni per forzare la pace e spingere il Cremlino al tavolo negoziale

Per la prima volta dall'inizio dell'invasione russa nel 2022, Washington ha dato segnali di apertura…

2 giorni ago

L’addio di Chris Donahue, Comandante USA in Europa:la Politica Scollegata Silura la Disciplina Strategica

Il Pentagono sta vivendo la sua trasformazione più radicale dal secondo dopoguerra, ma dietro la…

2 giorni ago

Italia, il caso delle 500 sortite: STRATCOM errata di Rutte, la Difesa smentisce

Il delicato equilibrio della diplomazia internazionale è stato scosso da una leggerezza comunicativa che ha…

2 giorni ago

Libano: il Generale Iannucci in visita ai militari italiani tra sicurezza, cooperazione e sostegno alla popolazione

In un Libano segnato da forti tensioni e criticità umanitarie, la Difesa italiana continua a…

3 giorni ago

Attenzione Europa: gli avvertimenti di Zelenskyj alla Bielorussia potrebbero coivolgerci direttamente

La tensione lungo il confine tra Ucraina e Bielorussia ha raggiunto un punto di rottura…

4 giorni ago