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Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo

Le Forze Speciali italiane stanno vivendo una fase di trasformazione profonda. Mentre il ritorno della guerra convenzionale e l’irruzione massiccia di nuove tecnologie – droni, sistemi autonomi, cyber – cambiano il volto dei conflitti, Roma sta ridisegnando il ruolo e l’architettura di questo comparto.

A tratteggiare la nuova cornice è il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, che ha avviato – su indirizzo e sotto la supervisione del ministro della Difesa Guido Crosetto – un processo di revisione urgente del comparto Forze Speciali.

Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo

Le Forze Speciali non sono assenti: se non si vedono, è perché stanno lavorando

Nonostante nei teatri ad alta intensità di oggi – dall’Ucraina al Medio Oriente – l’attenzione sia polarizzata su carri armati, artiglierie e sciami di droni, per Portolano il ruolo delle Forze Speciali è tutt’altro che ridimensionato.

Le FS non sono, sottolinea, “fanteria d’élite” da mandare in prima linea, come fatto con esiti disastrosi dalla Russia nelle fasi iniziali del conflitto ucraino. Sono piuttosto uno strumento “chirurgico”, pensato per azioni ad altissimo impatto strategico con un numero ridotto di operatori.

In questo quadro rientrano operazioni di sabotaggio contro nodi critici, ricognizione strategica oltre la linea di contatto, apertura di corridoi per contrastare bolle A2/AD, designazione di obiettivi di alto valore, inserzione clandestina di sensori e raccolta/esfiltrazione di dati sensibili.
L’apparente invisibilità, quindi, è coerente con la loro natura: discreta, selettiva, non di massa, ma capace di agire da autentico moltiplicatore di forza per l’intero strumento militare.

Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo

Laboratorio di innovazione: droni, MUM-T, cyber e manifattura 3D

Per loro missione e cultura interna, le Forze Speciali sono abituate a vivere nel cambiamento. L’adattamento, ricorda Portolano, non è una sfida, ma «parte del DNA» di queste unità: selezione mirata sull’agilità mentale, catena di comando corta, abitudine a sperimentare prima degli altri.

Oggi questo processo si traduce in una trasformazione multidimensionale. Accanto agli incursori entrano stabilmente figure nuove: operatori cyber, specialisti di operazioni psicologiche (PSYOPS), esperti in gestione dell’informazione, che lavorano gomito a gomito con i distaccamenti operativi.

Sul piano tecnico-tattico, le FS stanno integrando in modo sistematico:

  • il Manned-Unmanned Teaming (MUM-T), ovvero il lavoro combinato tra piattaforme con equipaggio e sistemi senza pilota;
  • l’impiego di sciami di droni per ricognizione, inganno e saturazione sensoriale del nemico;
  • l’uso di munizioni circuitanti intelligenti;
  • reti di comunicazione a bassissima probabilità di intercettazione, indispensabili per operare in profondità in ambienti saturi di sensori.

Un altro fronte chiave è l’auto-sostenibilità tecnologica: grazie a capacità di stampa 3D e micro-manifattura, i reparti possono prototipare, adattare e riparare equipaggiamenti in tempi ridottissimi, riducendo la dipendenza dalla logistica tradizionale e aumentando la resilienza operativa.

In parallelo, la formazione degli incursori è sempre più orientata a operazioni di livello strategico: capacità di agire in isolamento estremo, cooperazione stretta con gli assetti di intelligence, padronanza di scenari multi-dominio in cui la linea tra guerra e pace è sempre più sfumata.

Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo

Dall’Afghanistan al Mediterraneo allargato: un assetto già in azione

Negli ultimi vent’anni le Forze Speciali italiane si sono affermate come eccellenza riconosciuta nei principali teatri di crisi, dal Medio Oriente all’Africa. E non si tratta di una storia chiusa.

Le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan nel 2021 e dal Sudan nel 2023 sono solo gli esempi più visibili di un impegno quotidiano, spesso lontano dai riflettori, in tutti i contesti dove l’Italia mantiene una presenza militare o un interesse strategico.

Oggi lo sguardo si sposta su due direttrici:

  • l’eventualità di scenari ad alta intensità in Europa orientale;
  • le instabilità crescenti nel Mediterraneo allargato, dall’Africa sub-sahariana al Medio Oriente.

Per rispondere a queste sfide, le FS stanno aggiornando dottrine, sperimentando nuove procedure multi-dominio e integrando tecnologie dirompenti. È in questo quadro che si inserisce la riforma di comparto avviata da Portolano.

Portolano trasforma le Forze Speciali: Comando Unico per i conflitti del XXI secolo

La riforma del comparto Forze Speciali: due orizzonti temporali

La revisione in corso si articola su due livelli temporali.

Nel breve periodo sono previste “misure di prontezza”, che includono:

  • razionalizzazione dei Reparti in base alle specifiche missioni;
  • procedure di attivazione più snelle;
  • una catena decisionale corta e dedicata, che collegherà direttamente il nuovo Comando Forze Speciali (evoluzione dell’attuale COFS) con il Capo di SMD e con l’Autorità politica;
  • un processo di procurement dedicato, in grado di accelerare l’introduzione di tecnologie critiche per il comparto.

Sul medio periodo, il comparto FS potrà contare su abilitanti operativi e logistici assegnati in modo più diretto:

  • assetti rotary e fixed wing per inserzione, supporto ed esfiltrazione;
  • sistemi a pilotaggio remoto e droni;
  • unità PSYOPS e nuclei cyber-intel pienamente integrati nel disegno operativo.

Le singole Forze Armate continueranno comunque a mantenere un ruolo centrale: dalla selezione e afflusso di personale idoneo, al supporto logistico per le piattaforme di dominio, fino alla condivisione di esperienze e lesson learned.

Sono allo studio anche nuovi percorsi di selezione e formazione: potenziamento degli iter addestrativi, programmi di specializzazione avanzata, cooperazione rafforzata con Paesi partner e Alleati, in modo da ampliare il ventaglio di capacità senza sacrificare la qualità, nel rispetto degli impegni NATO e della tutela diretta degli interessi nazionali nelle crisi “sotto soglia”.

Elemento cardine è la linea di comando diretta: la possibilità di passare dall’individuazione di un’esigenza strategica alla proiezione di forze altamente specializzate nell’arco di poche ore. Il tutto accompagnato da un adeguamento normativo che garantisca piena legittimità, trasparenza e sostenibilità della trasformazione.

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Una forza più agile, integrata e tecnologica

L’evoluzione del comparto Forze Speciali, che raccoglie l’eredità del COFS istituito nel 2004, rappresenta per Portolano un ulteriore salto di qualità.

I vantaggi attesi sono molteplici:

  • maggiore rapidità e reattività decisionale, grazie a una catena di comando dedicata e agile;
  • integrazione completa degli “enablers”, dagli assetti aerei ai droni, fino alle componenti cyber e PSYOPS;
  • una visione unitaria dello sviluppo tecnologico, che evita duplicazioni, concentra gli investimenti e accelera la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative (sistemi autonomi, capacità cyber, piattaforme di inserzione speciali);
  • una tutela ancora più rigorosa delle informazioni sensibili, con protocolli avanzati e compartimentazione delle competenze a beneficio non solo della sicurezza nazionale, ma anche delle relazioni con partner e alleati.

Il risultato atteso è una forza speciale più agile, efficiente e tecnologicamente avanzata, in grado di operare con efficacia sia sotto la soglia del conflitto sia in scenari ad alta intensità, rafforzando la sicurezza del Paese e il suo prestigio internazionale.

Fonte: https://www.rid.it/shownews/7677/come-cambiano-le-sof-italiane-la-parola-al-capo-di-smd-generale-portolano

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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