Nazionali

Pisa conferisce la cittadinanza onoraria al Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR)

Il Consiglio Comunale di Pisa ha conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria al Centro Addestramento di Paracadutismo dell’Esercito Italiano (CAPAR), con sede presso la caserma “Gamerra” della città. Un riconoscimento che celebra oltre settant’anni di storia, di servizio alla nazione e di profondo radicamento nel territorio pisano.

“La cittadinanza onoraria alla Capar rappresenta un riconoscimento che non è solo un gesto formale, ma una vera e propria celebrazione del legame profondo che unisce questa istituzione alla nostra comunità”, ha dichiarato l’assessore ai servizi demografici e toponomastica Gabriella Porcaro, nel corso della cerimonia ufficiale.

Il cuore del paracadutismo militare italiano

Il CAPAR è molto più di una scuola: è la casa di tutti i Paracadutisti Militari italiani, senza distinzioni. Dai paracadutisti della Brigata “Folgore” agli Alpini Paracadutisti, dagli operatori delle forze speciali ai cadetti delle accademie militari, chiunque abbia mai “staccato i piedi” da un aereo in volo indossando una divisa è passato da qui.

Le origini del Centro risalgono al gennaio 1947, quando, per iniziativa di reduci delle divisioni “Folgore” e “Nembo”, venne fondato il primo nucleo a Roma, sotto la guida del Tenente Colonnello Giuseppe Izzo e del Capitano Leonida Turrini. Dopo un periodo a Viterbo, il 9 giugno 1957 il Centro viene definitivamente trasferito a Pisa, sede allora della 46ª Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare, dotata di velivoli da trasporto e da lancio. L’arrivo avvenne con una marcia storica dalla stazione fino alla caserma Gamerra, sotto il comando del Colonnello Carlo Mautino.

Nel corso del tempo, la denominazione e l’inquadramento gerarchico della struttura si sono evoluti: Centro Addestramento Paracadutisti, poi Scuola Militare di Paracadutismo (SMIPAR), fino a tornare dal 1999 all’attuale nome, Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR), alle dirette dipendenze della Brigata Paracadutisti “Folgore”.

Un simbolo di eccellenza e sacrificio

Il Comune di Pisa ha voluto tributare questo importante riconoscimento non solo per il valore storico e formativo del CAPAR, ma anche per il suo profondo ruolo civile e umanitario. Nel corso dei decenni, il Centro ha partecipato attivamente alle operazioni di soccorso in caso di calamità naturali – come l’alluvione del 1966 o il crollo della palazzina in piazza Gambacorti nel 1981 – ed è stato protagonista di numerose missioni internazionali a supporto di popolazioni vittime di guerra e crisi umanitarie.

“Ha saputo integrarsi profondamente nel tessuto cittadino, partecipando attivamente in momenti critici della nostra storia, portando aiuto e vicinanza concreta alla popolazione”, ha sottolineato l’assessore Porcaro.

Un legame indissolubile con la città di Pisa e con l’Italia

Oggi il CAPAR rappresenta un punto di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione dei paracadutisti militari, ma è anche un simbolo di passione, disciplina, coraggio e spirito di corpo. La cittadinanza onoraria è un riconoscimento esteso a tutte le generazioni di uomini e donne che ne hanno fatto parte, costruendo con dedizione e sacrificio una realtà che onora l’Italia e la città di Pisa.

“Questo gesto – ha concluso Porcaro – sottolinea l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e la cittadinanza, e il ruolo che ognuno di noi gioca nel mantenere viva e forte la nostra identità”.

Con questo atto solenne, Pisa non solo onora un’istituzione militare di eccellenza, ma rinnova il suo profondo legame con la storia, i valori e gli uomini del paracadutismo militare italiano.

Fonte: https://www.quinewspisa.it/pisa-cittadinanza-onoraria-alla-scuola-di-paracadutismo.htm

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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