Il Ministero della Difesa italiano ha presentato al Parlamento una revisione dei costi per il programma Global Combat Air Programme (GCAP), il caccia di sesta generazione sviluppato congiuntamente con Regno Unito e Giappone. La spesa prevista per la fase di progettazione e sviluppo è quasi triplicata, scatenando accese polemiche politiche.
Secondo il documento inviato alla Commissione Difesa del Senato, l’investimento richiesto all’Italia è passato dai 6 miliardi di euro stimati nel 2021 agli attuali 18,6 miliardi di euro (circa 21,8 miliardi di dollari).
Il forte rialzo dei costi, calcolato ai prezzi del 2025, è attribuito a diversi fattori critici nello sviluppo di tecnologie di frontiera:
L’annuncio ha provocato la dura reazione dell’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle, che ha sottolineato come il GCAP sia diventato il programma militare più costoso della storia italiana, superando persino l’F-35 (costato circa 18 miliardi per 90 velivoli).
“Non mettiamo in dubbio il valore del programma, ma non è accettabile che le commissioni parlamentari siano usate come bancomat che emettono miliardi come fossero noccioline, senza spiegazioni dettagliate,” hanno dichiarato i parlamentari del M5S.
Nonostante le critiche, il governo Meloni punta a una rapida approvazione del testo, forte della maggioranza in commissione. L’importanza strategica del progetto è stata ribadita nel recente incontro a Tokyo tra Giorgia Meloni e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi, confermando l’impegno dei tre partner a consegnare il primo velivolo entro il 2035.
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