In un settore delicato come quello della difesa non bastano slogan, amicizie giuste o “curriculum” costruiti a colpi di presenzialismo. Servono metodo, responsabilità, cultura del rischio, abitudine a decidere con informazioni incomplete e – soprattutto – una bussola etica che non cambi con il vento. È qui che l’impiego di veterani e alti ufficiali in ruoli industriali può diventare un valore aggiunto: portano professionalità, autorevolezza e una visione operativa che spesso manca a chi, senza aver mai indossato una divisa, si improvvisa “Rommel del nuovo millennio”.
In un mondo dove nepotismo e pressapochismo possono erodere le nostre eccellenze, la competenza “certificata dal servizio” è un antidoto: non perché il passato militare renda automaticamente infallibili, ma perché aggiunge una dimensione concreta alla governance industriale. A patto, ovviamente, che le nomine siano trasparenti, basate sul merito e accompagnate da regole chiare su conflitti d’interesse e periodi di raffreddamento.
Negli Stati Uniti il gruppo italiano opera tramite una struttura dedicata: Leonardo US Inc. si presenta come “international subsidiary” del gruppo Leonardo, con sede legale in North Carolina. In un mercato complesso come quello americano – dove contano reputazione, affidabilità nel lungo ciclo di vita dei sistemi e capacità di dialogare con apparati istituzionali – la credibilità è un asset tanto quanto la tecnologia.
In questo contesto si inserisce il caso del generale Luca Goretti, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica: secondo quanto riportato, sarebbe destinato a diventare presidente di Leonardo USA, indicata come controllata al 100% della casa madre italiana. Al di là della singola nomina, il messaggio è chiaro: portare in cabina di regia persone abituate a standard rigorosi, catene di responsabilità e cultura del risultato riduce il rischio di decisioni “da salotto” e alza l’asticella dell’autorevolezza verso clienti e partner.
Sul fronte navale, l’altro tassello è Orizzonte Sistemi Navali (spesso indicata anche con l’acronimo OSM in alcuni contesti informativi): è una realtà specializzata che opera da oltre vent’anni come integratore di sistema “Whole Warship” lungo tutto il ciclo di vita della nave. La compagine societaria vede Fincantieri al 51% e Leonardo al 49%. È, di fatto, un punto d’incontro tra cantieristica e sistemi: dove la differenza la fanno integrazione, requisiti operativi, supporto logistico e gestione della complessità.
Non è un dettaglio astratto: OSN è coinvolta in programmi strategici e, ad esempio, nel 2024 è stato comunicato un contratto da 1,5 miliardi di euro per due nuove fregate FREMM EVO per la Marina italiana. Inoltre, nel racconto pubblico sul programma FREMM, Orizzonte Sistemi Navali è richiamata come controparte italiana del progetto congiunto con la Francia.
Anche qui entra in gioco la “filiera della competenza”: l’ammiraglio Enrico Credendino – proveniente dalla Marina – viene indicato in salita verso i vertici della Orizzonte Sistemi Navali. Che cosa può portare un profilo del genere? Conoscenza diretta delle esigenze operative, del ritmo reale delle missioni, dei vincoli di interoperabilità e dei compromessi tra prestazione, manutenzione e sostenibilità: esattamente ciò che serve quando l’industria deve trasformare tecnologia in capacità concreta.
Sostenere l’impiego dei veterani non significa creare automatismi o “corsie preferenziali”. Significa riconoscere che, in un settore dove sono in gioco sicurezza nazionale, tecnologia avanzata e credibilità internazionale, alcune competenze sono rare e preziose. La condizione è chiara: selezione meritocratica, obiettivi misurabili, processi trasparenti e controlli seri su incompatibilità e conflitti d’interesse.
Se vogliamo difendere le eccellenze italiane in una competizione globale dura, dobbiamo scegliere chi sa reggere il peso delle decisioni. E spesso chi ha servito in uniforme, senza improvvisarsi stratega da tastiera, porta proprio quel mix di realismo, disciplina e senso dello Stato che può fare la differenza, tanto per Leonardo S.p.A. quanto per Fincantieri S.p.A..
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