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Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU


Il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha pronunciato parole durissime sulla missione UNIFIL in Libano, accusando le Nazioni Unite di aver tollerato la crescita militare di Hezbollah. Una denuncia che arriva in un momento delicato per il Medio Oriente, segnato da nuove tensioni tra Israele e il movimento sciita.

Nato a Tione di Trento il 9 settembre 1942, Tricarico ha percorso una carriera lunga e prestigiosa nelle Forze Armate. Con oltre 3.000 ore di volo su velivoli monoposto, ha ricoperto incarichi di comando e responsabilità strategica, fino a diventare Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006. Dopo il congedo è stato presidente della Fondazione Icsa, impegnata in attività di ricerca sulla sicurezza e la difesa, e collabora regolarmente con centri di analisi e think tank.

La critica alla missione UNIFIL

Tricarico, intervistato il 30 agosto 2025 da Luca Sablone su Il Riformista, ha definito la missione ONU in Libano “non una storia di successo”. Secondo l’ex capo di Stato Maggiore, UNIFIL avrebbe fallito il compito principale: arginare Hezbollah e bloccare il traffico di armi verso il gruppo sciita. Al contrario, proprio negli anni di dispiegamento internazionale, Hezbollah ha potuto consolidare il suo arsenale e rafforzare le proprie capacità militari fino a diventare, dal punto di vista operativo, “la minaccia più insidiosa per Israele”.

Uno degli aspetti più gravi, secondo Tricarico, è che i caschi blu erano perfettamente consapevoli delle attività di Hezbollah. Tunnel scavati a pochi metri dalle loro postazioni, arsenali nascosti e una rete logistica ben organizzata non potevano passare inosservati. Le informazioni sarebbero state trasmesse regolarmente al Palazzo di Vetro, ma l’Onu – sostiene Tricarico – ha “girato la testa dall’altra parte”, ignorando deliberatamente i segnali di pericolo.

Gen.Tricarico: UNIFIL inutile, Hezbollah armata sotto gli occhi dell’ONU

Una presenza inerte, quasi coreografica

Il generale parla di una missione che si è ridotta a “presenza inerme, quasi coreografica”, priva della forza necessaria per intervenire concretamente. Più che proteggere la popolazione o garantire l’applicazione delle risoluzioni, UNIFIL avrebbe finito per fungere da copertura a Hezbollah, che ha potuto operare indisturbata dietro la cornice diplomatica della forza di interposizione.

Secondo Tricarico, il macigno principale che ha reso inefficace UNIFIL è stata l’impossibilità di accedere a proprietà private per verifiche e controlli. Una restrizione che ha paralizzato l’operato dei caschi blu, consentendo al movimento sciita di utilizzare abitazioni e terreni per occultare armi ed equipaggiamenti. Una lacuna operativa che ha reso vana qualsiasi azione di contrasto al traffico di armi.

Conseguenze della Riforma del mandato mai realizzata

L’Italia, così come altri Paesi contributori, aveva più volte richiesto una revisione delle regole di ingaggio, con un ampliamento delle competenze operative. Tuttavia, queste richieste sono rimaste lettera morta. “Risultati zero”, afferma Tricarico, sottolineando come a quel punto sarebbe stato più logico ritirare i contingenti nazionali piuttosto che insistere con una missione condannata all’irrilevanza. Da qui la conclusione amara: l’accusa di Israele all’Onu di essere strutturalmente ostile al Paese “non è del tutto peregrina”.

La missione UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006 dopo la guerra tra Israele e Hezbollah, era stata concepita come forza di interposizione per monitorare la cessazione delle ostilità e impedire l’ingresso di armi in Libano meridionale. Con il passare degli anni, però, la sua efficacia è stata messa in discussione da più parti. Israele ha spesso denunciato la complicità indiretta dell’Onu con Hezbollah, mentre lo stesso Libano ha considerato la missione un ingombro più che un supporto reale.

Il ritiro programmato per il 2027 sembra chiudere un capitolo che, secondo Tricarico e molti osservatori, ha più ombre che luci. Per Israele, la lezione è chiara: affidarsi esclusivamente a forze internazionali senza regole d’ingaggio robuste è un rischio troppo alto. Per il Libano, invece, il pericolo è che la fine della missione lasci un vuoto di sicurezza in una delle regioni più fragili del Medio Oriente.

Source: https://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignettehttps://www.ilriformista.it/tricarico-boccia-la-missione-unifil-e-attacca-lonu-sempre-sorda-mentre-hezbollah-si-riarmava-479453/#google_vignette

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Born Alessandro Generotti, C.le Maj. Parachutist on leave. Military Parachutist Patent no. 192806. 186th RGT Par. Folgore/5th BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Founder and administrator of the website BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger and computer scientist by profession.

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