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Torino: La Città dell’Aerospazio – una Occasione per l’Esercito

L’intesa tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino che avvia l’ampliamento dell’area di corso Marche non è solo un progetto edilizio atteso da anni: è un passaggio che consolida Torino come piattaforma nazionale della space economy e, soprattutto, apre una finestra operativa per un attore che vive già la città e la sua trasformazione: gli Ufficiali dell’Esercito Italiano frequentatori della Scuola di Applicazione.

With theEdificio 37 (10 mila mq per la ricerca finanziati dal PNRR, con completamento previsto entro il 2026) e la futura Casa delle PMI nell’Edificio 27 (30–35 milioni stimati, modello pubblico–privato da definire), la “Città dell’Aerospazio” evolve da etichetta a infrastruttura reale: laboratori, imprese, tecnologie dual-use, dimostratori e competenze che incidono direttamente sui modi contemporanei di condurre operazioni, inclusa la manovra terrestre.

Torino – La Città dell’Aerospazio una Occasione per l’Esercito

Perché questa è un’occasione specifica per l’Esercito

Nel dibattito pubblico italiano lo “spazio” è spesso trattato come qualcosa che l’Esercito può semplicemente ricevere (SATCOM, immagini, PNT/GNSS, allerta). Ma questa impostazione è sempre più rischiosa: lo spazio oggi è moltiplicatore operativo, bersaglio, fonte di vulnerabilità e “terreno” di competizione, con effetti immediati sulla battaglia terrestre (sensor-to-shooter, resilienza C2, protezione della forza, navigazione e sincronizzazione). È la tesi centrale dell’analisi “Lo Spazio non è di qualcun altro”, che mette a fuoco un punto semplice: senza competenza organica “land-centric” sugli effetti spaziali, la componente terrestre finisce per dipendere da altri in tempi, priorità e perfino linguaggio operativo.

Tradotto per Torino: la Città dell’Aerospazio può diventare l’aula viva dove costruire (o accelerare) quella cultura, trasformando un distretto industriale in palestra multidominio per gli Ufficiali della Scuola di Applicazione.

Lo Spazio non è di qualcun altro: perché l’Esercito Italiano deve presidiare il dominio spaziale per le operazioni Land del futuro

La lezione USA: competenza “in-house” senza duplicare missioni

Un riferimento utile arriva dagli Stati Uniti. In un’intervista del 6 febbraio 2026 a Breaking Defense, il Col. Felix Torres (SMDC Center of Excellence) spiega che il nuovo mestiere dell’US Army legato allo spazio (circa 1.000 posizioni, MOS “40D Tactical Space Operations Specialist”) non nasce per “invadere” il campo della Space Force, ma perché ogni Forza Armata ha esigenze specifiche: l’Esercito presidia soprattutto il tactical realm e gli effetti sulla manovra terrestre, mentre la Space Force resta centrata su operazioni in orbita e controllo dei satelliti. Il concetto chiave è che sovrapposizione non significa duplicazione: si può coesistere nello stesso dominio con missioni diverse, integrate.

Questa logica è perfettamente coerente con l’obiettivo torinese: usare corso Marche non per “fare spazio” al posto di altri, ma per rendere la componente terrestre competente e autonoma nell’impiego tattico-operativo degli effetti spaziali.

Torino – La Città dell’Aerospazio una Occasione per l’Esercito

In Italia lo spazio è già un dominio operativo: ora serve la conseguenza formativa

L’Italia non parte da zero. Il Comando delle Operazioni Spaziali (COS) è stato costituito l’8 giugno 2020 con la missione di potenziare la capacità nazionale nel dominio spaziale, proteggere/difendere gli assetti e integrare i servizi spaziali nelle operazioni.
E l’addestramento sta già includendo scenari realistici: nell’esercitazione Spaziali Annuali in cui il COS ha integrato lo spazio nei processi di pianificazione e condotta, includendo casi come jamming SATCOM, gestione di rischi, e impiego di servizi satellitari a supporto di campagne di terra.

Il nodo, allora, non è “se” lo spazio conti per il Land, ma chi lo governa quando serve: a livello brigata/battaglione/task force, nel minuto operativo, dentro ambienti degradati e contestati.

Torino – La Città dell’Aerospazio una Occasione per l’Esercito

Città dell’Aerospazio + Scuola di Applicazione: un ponte naturale

Ecco perché l’espansione di corso Marche può diventare una grande occasione per la Scuola di Applicazione: Torino sta concentrando nello stesso luogo università, grandi imprese, PMI e laboratori su tecnologie che impattano direttamente le funzioni decisive delle operazioni terrestri:

  • C2 resiliente e comunicazioni beyond-line-of-sight (SATCOM tattiche, mitigazione jamming);
  • PNT e difesa da spoofing/jamming (sincronizzazione, fuoco, logistica, reti C2);
  • ISR/targeting e riduzione dei tempi sensor-to-shooter;
  • protezione della forza e consapevolezza situazionale in contesti multidominio.

In più, l’asse Torino si rafforza anche sul lato industriale “new space”: il programma IRIDE, iniziativa del Governo italiano coordinata dall’ESA con supporto ASI e finanziata con risorse PNRR, mira a fornire dati satellitari e servizi a supporto della Pubblica Amministrazione e del monitoraggio del territorio; è un pezzo concreto della filiera nazionale che vive (anche) nell’area torinese.

La proposta: trasformare corso Marche in un “campus operativo” per gli Ufficiali

Per rendere l’opportunità misurabile (e non solo narrativa), la Città dell’Aerospazio potrebbe ospitare un percorso stabile dedicato agli Ufficiali della Scuola di Applicazione, con tre pilastri:

  1. Alfabetizzazione operativa sul dominio spaziale (lessico, catena del valore, limiti e vulnerabilità) con casi reali di “degraded space environment”.
  2. Integrazione Space–Cyber–EW per la manovra Land, con esercitazioni tabletop e scenari in cui PNT/SATCOM/ISR vengono degradati e occorre adattare TTP.
  3. Connessione con PMI e laboratori (Casa delle PMI + Edificio 37) per capire come nascono soluzioni rapide: prototipi, sensori, data fusion, training adattivo, manutenzione predittiva—con ricadute immediate su prontezza e sostenibilità.

Source: https://torino.corriere.it/notizie/economia/26_febbraio_28/torino-intesa-regione-politecnico-per-la-citta-dell-aerospazio-lanciamo-la-casa-delle-pmi-fffe4542-f289-4125-a0df-41d31e861xlk.shtml?refresh_ce

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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