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Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro

La Sardegna è una terra che non può permettersi di dimenticare sé stessa. La sua storia non è fatta di slogan, ma di sacrificio, lavoro e responsabilità. I soldati della Brigade Sassari, nella Prima guerra mondiale, resero leggendario il popolo sardo per virtù di patria: difesero la loro terra e il futuro delle generazioni che sarebbero venute dopo di loro, affrontando scelte difficili senza mai tirarsi indietro.

Quel coraggio oggi sembra affievolito. Al suo posto avanzano posizioni ideologiche che rallentano lo sviluppo tecnologico e industriale dell’isola. Queste visioni, spesso incapaci di confrontarsi con la complessità del presente, rischiano di trasformare la Sardegna in un luogo di immobilismo e regressione, in netta contraddizione con la storia di chi seppe affrontare sfide ben più ardue.

Burocrazia e numeri: dove si inceppa il futuro

Il caso che meglio incarna questo blocco è lo stallo sull’ampliamento dell’impianto Rwm di Domusnovas, nel Sulcis Iglesiente — un tema che intreccia commesse internazionali, tecnologia avanzata, autorità amministrative e visioni politiche inconciliabili.

Negli ultimi anni, lo stabilimento è passato da essere un impianto marginale a un hub strategico della produzione bellica europea. I contratti raccolti da Rwm Italia sono cresciuti in maniera impressionante, passando da circa 28 milioni di euro nel 2021 a oltre 240 milioni nel 2023, con un portafoglio ordini stimato oltre i 200 milioni di euro solo per prodotti avanzati come le munizioni “loitering” destinate a otto Paesi Nato e non Nato.

In Sardegna Rheinmetall crea un polo strategico per la produzione di droni da combattimento

Questo sviluppo avrebbe implicato non solo un aumento dei volumi produttivi ma anche l’integrazione di tecnologie d’avanguardia e una maggiore capacità occupazionale in una delle zone con più alta disoccupazione d’Italia. Eppure, l’ostacolo burocratico non è il mercato, ma la paralisi decisionale interna alla Regione Sardegna.

Il punto cruciale è la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sull’ampliamento ex post dei reparti e dei magazzini: la procedura, iniziata più di 30 mesi fa, è stata completata dagli uffici tecnici ma non è mai stata formalmente deliberata in Giunta prima della scadenza dei termini imposti dal Tar. Per legge, la decisione finale richiede un voto dell’esecutivo regionale, ma questo voto non è mai arrivato. La giunta, guidata dalla presidente Alessandra Todde, ha scelto di non portare la delibera in approvazione, ritenendo ancora incomplete alcune parti dell’istruttoria in ambito sanitario e di dissesto idrogeologico.

Il risultato è stato inevitabile: il mancato esercizio della competenza regionale entro i termini legali ha aperto la strada al commissariamento ad acta da parte del governo nazionale, che ora potrebbe completare la procedura al posto dell’amministrazione regionale.

Giovani, lavoro e il peso di un no ideologico

Il prezzo di questa prolungata indecisione lo pagano soprattutto i giovani sardi. Senza un legame stabile con la tecnologia e con le filiere produttive moderne, saranno costretti a emigrare, privando l’isola di energie, competenze e prospettive di crescita.

Rwm Domusnovas: Popolo sardo è tempo di scegliere tra ideologia o futuro

Chiunque segua questa vicenda da vicino sa che l’ostacolo reale non è una mancanza di rispetto per l’ambiente o per la salute, ma la trasformazione di questioni amministrative in monete ideologiche. Invece di promuovere un dibattito serio e trasparente sulle condizioni ambientali, sulla sicurezza industriale, sulla diversificazione produttiva o su eventuali riconversioni civili, il tema dell’ampliamento è stato manipolato come un simbolo da contrapporre a una visione “pacifista” o “antinucleare”. Questo approccio ha paralizzato una decisione che avrebbe potuto tradursi in migliaia di occupati, conoscenze specialistiche e filiere high-tech radicate nel territorio.

La Sardegna non ha bisogno di dire sempre no. Ha bisogno di governare lo sviluppo, con regole chiare, controlli rigorosi e responsabilità politica. Come fecero i sardi della Brigata Sassari, che non scelsero la via più semplice, ma quella necessaria. Popolo sardo, non lasciamo che la burocrazia ideologizzata decida il nostro destino. È tempo di scegliere il futuro invece del declino.

Source: https://it.euronews.com/business/2025/12/19/fabbrica-di-armi-la-sardegna-frena-sullampliamento-di-rwm-a-rischio-le-commesse-nato

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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