Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (Pentagono), la campagna di arruolamento per l’anno fiscale 2026 (che negli USA è iniziato a ottobre 2025) è partita bene. L’amministrazione parla di un avvio “forte e promettente” perché, nei primi mesi, è già stato raggiunto quasi il 40% dell’obiettivo previsto per il Delayed Entry Program (DEP).
Che cos’è il DEP? In parole semplici, è una sorta di “lista di ingresso”: molti ragazzi e ragazze firmano l’impegno ad arruolarsi e poi entrano in servizio dopo un certo periodo. Avere molte persone già “prenotate” nei primi mesi dell’anno è considerato un segnale positivo, perché riduce il rischio che i potenziali candidati cambino idea o scelgano altro.
Il Pentagono sostiene anche che, dopo anni di difficoltà, l’arruolamento stia vivendo un periodo migliore: dal novembre 2024 in poi, afferma, la percentuale di obiettivi raggiunti o superati sarebbe la più alta da oltre dieci anni.
Il comunicato citato nell’articolo riassume i risultati del 2025 fiscale, presentandoli come una “ripresa” rispetto alle fatiche degli anni precedenti. In media, le principali forze armate avrebbero raggiunto circa il 103% degli obiettivi.
Ecco i dati riportati:
Il quadro, quindi, è positivo per le forze in servizio attivo. Tuttavia c’è un dettaglio importante: non tutte le riserve hanno ottenuto gli stessi risultati. In particolare, la Army Reserve (la riserva dell’Esercito) avrebbe raggiunto solo il 75% dell’obiettivo.
Il Pentagono attribuisce questi risultati soprattutto a due interventi pratici:
L’articolo ricorda anche un punto meno “positivo”: un rapporto dell’Ispettorato del Dipartimento della Difesa avrebbe evidenziato che Esercito e Marina hanno conteggiato in modo non preciso alcuni risultati, perché hanno considerato i punteggi ottenuti dopo i corsi preparatori invece di quelli iniziali. Tradotto: il miglioramento c’è, ma bisogna essere chiari su such as si misurano i dati, altrimenti il confronto rischia di essere falsato.
Il contesto del 2026 fiscale non riguarda solo “arruolare bene”, ma anche aumentare il numero totale di militari. L’articolo spiega che la NDAA 2026 (la legge che stabilisce budget e linee guida della difesa) appena firmata dal presidente Donald Trump aumenta la forza complessiva di circa 26.100 unità.
I numeri indicati sono:
Questo significa che i buoni risultati del 2025 non bastano da soli: se gli organici aumentano, bisogna continuare ad arruolare e, allo stesso tempo, compensare chi lascia per fine servizio, cambio carriera o altri motivi.
Conclusione: il Pentagono descrive un momento favorevole per il reclutamento e i numeri del 2025 fiscale sembrano sostenerlo. Però l’aumento degli organici nel 2026 e alcuni punti critici (soprattutto sulle riserve e sulla misurazione dei risultati) indicano che la partita non è chiusa: i prossimi mesi diranno se si tratta di una ripresa stabile o solo di un rimbalzo temporaneo.
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