L’Oreshnik è entrato nel dibattito europeo dopo il primo impiego in combattimento del 21 novembre 2024 contro Dnipro. Diverse ricostruzioni in fonti aperte lo descrivono come un’arma di classe IRBM e lo associano a un possibile carico multiplo (più rientri/testate), un dettaglio che rende l’intercetto molto più complesso.
La domanda “quali missili possono intercettarlo?” non ha una risposta “da lista”: i dati tecnici completi non sono pubblici e non esistono intercetti confermati contro Oreshnik. Quello che si può fare è capire in quale fase del volo si può tentare l’ingaggio e perché alcuni intercettori sono più adatti di altri.
Un missile balistico segue fasi abbastanza standard: boost (spinta), post-boost (manovre finali del “bus” e possibile rilascio di testate/decoy), midcourse (tratto più lungo, spesso in “quasi spazio”/spazio), terminal (rientro e discesa verso il bersaglio).
SM-3 (soprattutto Block IIA). È l’intercettore “da strato alto” dell’architettura Aegis/Aegis Ashore per ingaggi midcourse/eso-atmosferici contro minacce balistiche fino alla classe MRBM/IRBM: per un profilo tipo Oreshnik, il senso è colpire “in alto” con hit-to-kill, massimizzando la probabilità di neutralizzare la minaccia quando è ancora più “gestibile”. Produttori: Raytheon/RTX (Stati Uniti); per il Block IIA co-sviluppo/co-produzione con Mitsubishi Heavy Industries (Giappone).
Arrow-3. È un sistema esplicitamente “upper tier”, concepito per intercetti exo-atmosferici: quindi, per ricordare la logica, mira a fermare minacce balistiche ad altissima quota, dove l’ingaggio è più coerente con il requisito anti-IRBM e con l’obiettivo di ridurre la complessità legata a carichi multipli. Produttori: Israel Aerospace Industries – IAI (Israele); partner industriale Boeing (Stati Uniti).
THAAD. È un hit-to-kill pensato soprattutto per la fase terminale ad alta quota (con capacità tra fine atmosfera e “quasi spazio”): può essere un layer importante in una difesa stratificata, ma rispetto a SM-3/Arrow-3 lavora più vicino alla fase finale, dove un’eventuale separazione del carico può rendere l’ingaggio più impegnativo. Produttore: Lockheed Martin (Stati Uniti).
Patriot (PAC-3 MSE / GEM-T). È una difesa puntuale molto diffusa e può contribuire in terminale contro alcune minacce balistiche, ma non è progettata come “strato alto” anti-IRBM: è più un’ultima cintura per proteggere asset/aree specifiche con finestre d’ingaggio più strette. Filiera: intercettore PAC-3 MSE by Lockheed Martin (Stati Uniti); componenti di sistema e radar storicamente legati a Raytheon/RTX (Stati Uniti).
SAMP/T – Aster 30 (incl. evoluzioni tipo Block 1NT). È una componente chiave europea per la difesa aerea e per alcune minacce balistiche, ma resta più “terminale/endo-atmosferica” rispetto agli intercettori eso-atmosferici puri: utile come strato aggiuntivo, meno “specialista” del midcourse anti-IRBM. Produttori: eurosam (Francia/Italia) come prime contractor; con MBDA (gruppo europeo multinazionale) e Thales (Francia) nel perimetro industriale.
SM-6. È un missile multi-ruolo con capacità anche di difesa balistica in fase terminale in alcuni profili (non un midcourse puro come SM-3): può contribuire in architetture Aegis soprattutto come layer terminale, ma non è normalmente la prima scelta se l’obiettivo è un anti-IRBM “in alto”. Produttore: Raytheon/RTX (Stati Uniti).
Sulla carta, i candidati più coerenti con un profilo IRBM complesso restano Arrow-3 e SM-3, perché lavorano nello “strato alto” (midcourse/eso-atmosferico). Ma guardando a ciò che è già presente e dichiarato operativo/dispiegato in Europa, il quadro si restringe: Germany (con Arrow-3) e Romania e Polonia con SM-3 attraverso i siti terrestri Aegis Ashore.
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