C’è una verità scomoda nel mondo delle armi leggere: non esiste il “fucile perfetto”, esiste il compromesso migliore per una dottrina, un teatro operativo, un budget e una logistica.
The Beretta NARP è un compromesso moderno e molto sensato “per l’Europa di oggi” — ma la spinta che arriva dai programmi americani (e dalle minacce che li hanno generati) racconta un’altra storia: la corsa al 6.8.
The New Assault Rifle Platform nasce per sostituire progressivamente piattaforme più datate con un’arma che metta insieme le priorità di questa generazione: affidabilità, modularità, ergonomia, integrazione accessori e riduzione della segnatura. In altre parole: non solo “sparare”, ma sparare bene, sempre, e con un ecosistema completo.
Il NARP — nella configurazione pubblica in 5,56×45 — si colloca nella categoria dei “service rifle moderni” per scelte ormai diventate standard:
Tradotto: un fucile nato per essere configurato (ottica, puntatori, illuminatori, grip, bipiedi) e gestito (pulizia, smontaggio, adattamento a soppressore) senza che l’operatore combatta contro l’arma.
Il concetto di “platform” è cruciale: NARP è pensato come famiglia, con canne pubblicate da 11,5″ a 16″ e una filosofia che, nei commenti e nelle analisi di settore, lascia intendere la possibilità di evoluzioni/varianti anche di calibro, se richieste dal mercato o dai requisiti.
Per anni il 5,56 ha vinto grazie a una combinazione imbattibile: peso delle munizioni, controllo nel tiro rapido, capacità del caricatore, logistica.
Il problema è che il campo di battaglia non è fermo: cambiano le distanze tipiche d’ingaggio, cambiano i sensori, cambiano (soprattutto) le protezioni personali.
Ed è qui che nasce la narrativa “6.8”: la ricerca di un vantaggio sistemico (energia e prestazioni a distanza) per ridurre il rischio di essere overmatched. È un driver esplicito dietro l’NGSW americano.
L'M7 è la risposta USA dentro il programma Next Generation Squad Weapon (NGSW): un pacchetto che unisce arma, munizione, soppressore e ottica avanzata, progettato per rimpiazzare l’M4A1 at Close Combat Forces.
Il 6.8×51 (spesso associato al nome commerciale .277 Fury) non è “solo un calibro più grosso”. È un progetto che vive anche grazie al bossolo ibrido e a un regime di pressioni molto elevate rispetto ai tradizionali intermedi. Questo consente di ottenere velocità ed energia che cambiano la curva prestazionale a distanza, pur dentro un’arma portatile da fante.
Qui sta la differenza: non è “più rinculo = più potenza” (banale), ma un pacchetto ingegneristico che prova a far convivere potenza e controllabilità in un formato da squadra.
Se c’è un elemento che rende l’NGSW diverso “culturalmente”, è l’ottica XM157 NGSW-FC: non un semplice cannocchiale, ma un sistema con telemetro laser e calcolatore balistico (e sensori), pensato per trasformare più soldati in “tiratori efficaci” a distanze dove prima serviva molta più esperienza o fortuna.
In pratica: l’M7 non punta solo a colpire più duro, ma a colpire più spesso.
Il 6.8×51 nasce anche per aumentare le probabilità di efficacia contro bersagli protetti e a distanze maggiori, perché l’US Army ha ritenuto questo un requisito emergente.
Non è magia: dipende da munizione, piastra, distanza, angolo. Ma l’obiettivo è chiaro.
Grazie alla combinazione munizione/progetto (incluso bossolo ibrido e pressioni), il 6.8×51 mira a una migliore energy retention e a una balistica più “utile” oltre le distanze dove il 5,56 inizia a perdere margine.
L’M7 usa caricatori da 20 colpi, contro i 30 tipici del 5,56.
È un cambio di filosofia: meno volume di fuoco per caricatore, più enfasi su singolo colpo efficace.
Uno dei punti più discussi: a parità del classico carico “7 caricatori”, si passa da:
È il compromesso più duro da digerire: più prestazione, meno munizioni “a bordo”.
NARP (5,56):
M7 (6.8×51):
Se guardiamo al presente europeo, il NARP è una scelta coerente: modernizza il fante senza strappare la logistica, porta l’arma su standard attuali (ergonomia, modularità, soppressore) e lascia aperta la porta alla crescita come famiglia.
Ma se guardiamo alla direzione “hard” che stanno esplorando gli USA, il messaggio è un altro: quando il problema diventa ingaggio + protezione + distanza, la soluzione non è solo un fucile migliore. È un calibro diverso, dentro un sistema diverso.
NARP è “sì”.
Il 6.8, però, è la domanda che ormai nessuno può più evitare.
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