Il conglomerato statale russo Rostec ha annunciato l’imminente introduzione di una nuova tipologia di munizionamento anti-drone destinata alle unità di fanteria impegnate sul campo. Si tratta delle cartucce Mnogotochie, sviluppate dalla holding High Precision Systems, progettate specificamente per contrastare i piccoli droni Fpv a bassa quota, ormai centrali nelle dinamiche del combattimento moderno.
A differenza delle soluzioni improvvisate adottate finora — spesso basate su armi a canna liscia o su munizioni spezzate adattate ai fucili d’assalto — il nuovo munizionamento nasce con un obiettivo chiaro: fornire ai soldati un’opzione organica, immediatamente disponibile e compatibile con le armi di servizio standard, come i fucili della serie Ak e le mitragliatrici Pkm.
Il cuore tecnologico di queste cartucce è la costruzione “Triplex”: tre proiettili alloggiati in sequenza nello stesso bossolo che escono uniti dalla canna per poi separarsi dopo alcuni metri dalla volata. Questo schema aumenta in modo significativo la probabilità di intercettazione del bersaglio, senza compromettere la possibilità di utilizzare moderatori di suono, un dettaglio tutt’altro che secondario nelle operazioni ravvicinate.
In un contesto in cui i droni Fpv vengono impiegati sia per ricognizione sia per attacchi diretti contro la fanteria, la capacità di reagire in pochi secondi può fare la differenza. Per questo Rostec sottolinea come le Mnogotochie non richiedano modifiche alle armi né cambiamenti nelle procedure addestrative, un requisito essenziale alla luce dei ritmi operativi e dei vincoli logistici che gravano sulle unità schierate.
Il concetto di munizionamento “duplex” e “triplex” non è nuovo. Già negli anni Cinquanta, negli Stati Uniti furono condotte sperimentazioni mirate ad aumentare la probabilità di colpire il bersaglio nei combattimenti ravvicinati. Le prime cartucce, realizzate nei calibri .30-06 Springfield e successivamente 7,62×51, puntavano a compensare l’imprecisione del tiro sotto stress attraverso la moltiplicazione dei proiettili per singolo colpo.
Nonostante risultati tecnicamente interessanti, quei programmi vennero archiviati, anche per l’evoluzione delle dottrine operative e l’introduzione di nuovi sistemi d’arma. Oggi, a oltre settant’anni di distanza, Mosca riprende quel filone concettuale adattandolo a uno scenario radicalmente diverso, dominato da droni economici, sensori diffusi e minacce improvvise dall’alto.
La famiglia Mnogotochie comprende due varianti principali: la Sc 226 in calibro 5,45×39 and the Sc 228 in 7,62×54. Secondo il produttore, entrambe garantiscono una gittata efficace fino a 300 metri, un valore nettamente superiore alle precedenti soluzioni basate su proiettili a pallini per fucili d’assalto, ferme intorno ai 100 metri. Ciò significa poter ingaggiare un Fpv prima che entri nella sua finestra d’attacco ottimale, ampliando il margine di reazione della fanteria.
Sul piano operativo, l’introduzione delle Mnogotochie offre un vantaggio concreto: il soldato può trasportare queste munizioni in un caricatore dedicato, pronto all’uso non appena viene rilevata una minaccia aerea. È sufficiente una sostituzione rapida per passare dalla munizione standard a quella anti-drone, senza dover ricorrere a un fucile a pompa separato o a dotazioni aggiuntive.
Il risultato è una riduzione del carico individuale e, al tempo stesso, la preservazione della configurazione primaria dell’arma. In altre parole, la capacità anti-Fpv viene integrata direttamente nell’equipaggiamento ordinario del fante, senza alterarne l’operatività di base.
Dal punto di vista dottrinale, questa scelta riflette una tendenza sempre più evidente: riportare la difesa contro i droni al livello della squadra e del plotone, integrandola nelle armi leggere anziché demandarla esclusivamente a sistemi specializzati. Le Mnogotochie rappresentano dunque una risposta pragmatica a una minaccia asimmetrica, sfruttando una soluzione tecnologicamente semplice ma tatticamente mirata.
Resta ora da valutare l’effettiva efficacia sul campo e la rapidità della distribuzione su larga scala. Il segnale, tuttavia, appare chiaro: nella guerra contemporanea anche il singolo fante deve poter contrastare il dominio dei droni, e ogni soluzione che ne aumenti la sopravvivenza assume immediatamente una valenza strategica.
Source: https://www.armietiro.it/nuove-munizioni-russe-anti-drone-triplex
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