27 gennaio 2026 – La fregata della Marina Militare ITS Virginio Fasan (classe Carlo Bergamini/FREMM), inquadrata nello Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2), sta monitorando e “shadowing” (seguendo e sorvegliando) il sottomarino russo classe Kilo/Progetto 636.3 Krasnodar at Central Mediterranean. L’aggiornamento è stato diffuso dal NATO Maritime Command the 26 gennaio 2026, che ha indicato un’attività di sorveglianza persistente durante il transito dell’unità subacquea. In termini pratici, si tratta di un’operazione di controllo e tracciamento volta a mantenere un quadro aggiornato della situazione, evitando ambiguità su rotta, comportamento e possibili obiettivi dell’unità osservata.
Secondo le informazioni disponibili, il Krasnodar starebbe attraversando il Mediterraneo centrale con scorta: tra le unità citate figura il cacciatorpediniere russo classe Udaloy Severomorsk, oltre ad altre navi di supporto. Alcune ricostruzioni open source collocano la formazione a sud-est della Sicilia, con possibile direzione verso aree più orientali del bacino.
Questo tipo di “inseguimento” non implica un ingaggio: è una prassi operativa che punta a mantenere consapevolezza della situazione, ridurre l’incertezza e dimostrare presenza. Normalmente il tracciamento può prevedere cambi di unità “in staffetta”, in modo che la sorveglianza resti continua anche quando la nave segue altre priorità operative.
L’episodio è indicativo della competizione navale in un’area dove si concentrano rotte commerciali, interessi energetici e infrastrutture strategiche. La scelta di comunicare pubblicamente il tracciamento ha anche un valore di segnale politico e di deterrenza: mostrare vigilanza e capacità di controllo dello spazio marittimo, rassicurando al tempo stesso alleati e partner regionali.
Sul piano tecnico-operativo, il Krasnodar (Project 636.3) è una piattaforma nota per la discrezione acustica e per il potenziale impiego in missioni di proiezione, mentre la Virginio Fasan è una fregata con vocazione antisommergibile (ASW), quindi adatta a compiti di sorveglianza e tracciamento. In questo quadro, le attività di SNMG2 servono a garantire presenza e prontezza sul fianco sud dell’Alleanza e a gestire con continuità la sorveglianza marittima in un Mediterraneo sempre più conteso. Inoltre, il bacino è un ambiente complesso: traffico intenso, fondali variabili e numerose aree costiere rendono il dominio subacqueo più difficile da controllare, aumentando il valore di sensori, addestramento e coordinamento multinazionale.
Source: https://x.com/NATO_MARCOM/status/2015828747962691958/photo/
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