Questa mattina, alla Army Non-Commissioned Officers School, 126 Allievi Marescialli del XXVI Corso “Fermezza” hanno ricevuto i gradi che li consacrano comandanti di plotone: la prima linea del comando, le donne e gli uomini che guideranno i soldati nei luoghi più difficili, pericolosi e remoti in cui l’Esercito è chiamato a operare.
Sono loro, i comandanti di plotone, a vivere ogni giorno accanto ai propri soldati, a condividere fatiche, rischi, rinunce e responsabilità. Sono loro che, con l’esempio più ancora che con la voce, indicano la direzione, ispirano fiducia, tengono unito il reparto anche nei momenti più critici. Se esiste una “medaglia al valore” quotidiana, silenziosa, essa appartiene anzitutto a chi guida in prima linea, mettendo sempre davanti a tutto il dovere, il reparto e la missione.
Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, la cerimonia ha rappresentato il coronamento di un biennio intenso, caratterizzato da studio, addestramento, prove fisiche, morali e professionali che hanno messo alla prova la fermezza – non solo nel nome – di questo 26° Corso.
Uno dei momenti più emozionanti è stato l’apposizione dei gradi da parte dei familiari: un gesto semplice, ma carico di orgoglio e significato, che ha unito idealmente famiglia ed Esercito in un percorso condiviso di sacrificio e di crescita.
Come da tradizione, si è svolto anche il passaggio della “stecca” tra il XXVI Corso “Fermezza” e il XXVII Corso “Volontà”. Un simbolico testimone di valori, responsabilità e tradizioni, che sancisce la continuità tra le generazioni di Sottufficiali e la coesione dell’Istituto.
Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha richiamato il cammino compiuto dagli Allievi: anni in cui non hanno cercato scorciatoie, ma affrontato ostacoli e difficoltà trasformandoli in forza, maturità e carattere.
Ha ricordato come questa e tutte le Scuole dell’Esercito siano, prima di ogni cosa, “Scuole dell’amore per la Patria” e del soldato: chi comanda deve anzitutto aver imparato a obbedire, perché l’autorità del comando nasce dalla disciplina vissuta sulla propria pelle, non solo dalle stellette che si portano sulle spalle.
Rivolgendosi ai neo Marescialli, il Generale Masiello ha sottolineato che chi sceglie il comando sceglie anche di prendersi cura delle persone affidate: guidarle, motivarle, aiutarle a crescere. I soldati seguiranno i loro comandanti non solo per ciò che sapranno insegnare, ma soprattutto per la coerenza tra ciò che diranno e ciò che faranno.
L’esempio, ha ribadito, è la forma più alta di comando, e la dignità personale e professionale è il lascito più prezioso che ogni comandante può consegnare alla propria unità.
Per i nuovi Marescialli, l’ingresso nel ruolo di comandanti di plotone non è soltanto un avanzamento di carriera: è un impegno solenne.
La competenza sarà la loro prima credenziale: conoscere a fondo i mezzi, le procedure, le tattiche, per poter decidere con lucidità anche quando il tempo è poco e la pressione è massima.
La capacità di resistere alle difficoltà – fisiche, psicologiche, operative – li renderà punti di riferimento nei teatri più impegnativi, in Italia e all’estero, dove il Comandante deve essere l’ultimo ad arrendersi, il primo a rialzarsi.
The esprit de corps sarà il collante che terrà unito il plotone: sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé, dove il successo è sempre collettivo e l’insuccesso è responsabilità da condividere, non da scaricare.
L'amore di Patria, infine, sarà la loro bussola morale: la consapevolezza di servire non solo un’unità, ma l’intera comunità nazionale, difendendone libertà, sicurezza e valore.
Con la cerimonia odierna si chiude un ciclo formativo impegnativo e se ne apre un altro: i neo Marescialli del XXVI Corso “Fermezza” proseguiranno ora con la fase di specializzazione presso le Scuole e i Comandi d’Arma e di Specialità, per poi raggiungere i reparti operativi dell’Esercito Italiano su tutto il territorio nazionale.
Là, nelle unità, nei poligoni, nei posti di guardia, nelle missioni all’estero e nei contesti più complessi, indosseranno ogni giorno, in modo silenzioso, la loro vera “medaglia al valore”: l’esempio.
Un esempio fatto di competenza, resilienza, spirito di corpo e amore di Patria. Saranno questi i fari che guideranno i nuovi comandanti di plotone lungo una vita professionale al servizio dell’Esercito e dell’Italia.
Source: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/consegna_gradi_mar_25.aspx
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