Marina Militare, cerimonia in ricordo degli eroi della Xª MAS nell’anniversario dell’impresa di Alessandria - Copyright Marina Militare Italiana
In Piazza Bainsizza, nel cuore del Primo Municipio di Roma, si è svolta venerdì 19 dicembre la cerimonia di deposizione di una corona d’alloro al Monumento “Ai Marinai d’Italia”, promossa dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) in occasione dell’anniversario dell’Impresa di Alessandria, una delle date più significative della storia della Marina Militare (we talked about it in this article).
L’evento ha assunto un valore simbolico particolare: per la prima volta l’anniversario è stato celebrato davanti al Monumento “Ai Marinai d’Italia”, luogo che rappresenta la memoria marinara nazionale nel cuore della Capitale, rafforzando il legame tra storia, identità e servizio.
Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941, i sei marinai italiani appartenenti alla 10th MAS Flotilla, Luigi Durand de la Penne, Emilio Bianchi, Vincenzo Martellotta, Mario Marino, Antonio Marceglia e Spartaco Schergat riuscirono a penetrare nel porto fortificato di Alessandria d’Egitto, infliggendo gravi danni alle corazzate britanniche HMS Queen Elizabeth e HMS Valiant ed altre due unità mediante l’impiego dei siluri a lenta corsa, i celebri “Maiali”. Un’azione di eccezionale valore militare e umano, che rimane uno dei più alti esempi di audacia, preparazione tecnica e spirito di sacrificio nella storia navale.
Occorre però ricordare che Alessandria non è soltanto un episodio di cronaca bellica: è un tassello che ha contribuito a definire la cultura delle forze speciali navali moderne.
Ha anticipato concetti oggi centrali negli asymmetric scenarios: pianificazione, attacco mirato, sorpresa, infiltrazione e valore della preparazione individuale. Nel dopoguerra, molte marine del mondo avrebbero investito proprio in quella direzione ed oggi l’attuale Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN incarna in Italia quell’evoluzione dottrinale e operativa.
L’Italia ha aperto la strada, come abbiamo spiegato in questa serie di articoli sulla nostra piattaforma sorella DIFESANEWS.COM. Gli altri Paesi hanno seguito quell’esempio: l’SBS britannico, la FGNE spagnola, i Navy SEALs statunitensi, solo per citarne alcuni, non sono altro che l’evoluzione di un concetto operativo nato nel Mediterraneo dalla visione di marinai Italiani, e poi adattato a scenari e interessi strategici differenti.
Cambiano le bandiere, cambiano i contesti geopolitici, ma il principio resta lo stesso: piccole unità altamente selezionate, addestrate per colpire dove le forze convenzionali non possono arrivare. Un’impostazione che affonda le sue radici proprio in quelle notti del 1941 e che ancora oggi definisce l’essenza delle forze speciali navali moderne.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanze dell’ANMI, autorità civili e militari e una qualificata componente della Marina Militare. L’evento è stato presenziato dal Presidente Nazionale dell’ANMI, l’Ammiraglio di Squadra Pierluigi Rosati, e dall’Ammiraglio di Divisione Fabio Agostini, Comandante Interregionale Marittimo Centro e Capitale.
A margine della commemorazione, l’ammiraglio Agostini ha sottolineato:
“Come Marinaio e socio ANMI condivido con tutti voi l’orgoglio di appartenere a una famiglia che, oltre il servizio attivo, continua a testimoniare i valori fondanti della Marina: Onore, Coraggio, Disciplina e Spirito di Squadra".
Il Presidente Rosati ha ribadito come la “grande famiglia marinara”, personale in servizio, soci ANMI e rappresentanti della Compagnia d’Onore di Assoarma, con una cerimonia semplice e toccante abbia richiamato l’importanza della memoria come strumento per vivere il presente e costruire il futuro, custodendo e tramandando le imprese che hanno forgiato l’identità, il prestigio e la tradizione della Marina Militare.
Un prestigio, aggiungiamo noi, vero, senza se e senza ma. Una vera eccellenza, la Marina Militare Italiana, che continua a servire il Paese con professionalità e capacità operative riconosciute ben oltre i nostri confini.
La deposizione della corona al Monumento “Ai Marinai d’Italia” non è stata solo un atto commemorativo, ma un impegno collettivo a mantenere vivo il legame tra la storia e il servizio quotidiano svolto oggi dagli uomini e dalle donne in uniforme.
Quella notte continua a parlare al presente, indicando una via fatta di competenza, coraggio e senso del dovere. Una storia tutta Italiana.
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