La NATO punta sulle Forze Speciali: Thales e Leonardo realizzeranno i nuovi posti comando mobili del SOFCOM - brigatafolgore.net
La NATO compie un nuovo passo nel rafforzamento delle proprie Special Forces, affidando al consorzio formato da Thales e Leonardo la realizzazione di una nuova generazione di sistemi mobili di comando, controllo e comunicazione destinati all’Allied Special Operations Forces Command (SOFCOM). Il programma, assegnato dalla NATO Communications and Information Agency (NCIA), rappresenta il primo tassello di un più ampio piano volto a modernizzare le capacità operative delle unità speciali dell’Alleanza.
Il nuovo contratto assegnato a Thales e Leonardo non rappresenta un’iniziativa isolata. Si inserisce infatti in una strategia più ampia con cui la NATO sta rinnovando la propria architettura digitale, sia a livello strategico sia sul piano operativo.
Nei giorni scorsi abbiamo raccontato come l’Alleanza abbia affidato ad Accenture e Leonardo the programme Protected Business Network (PBN), la futura infrastruttura cloud classificata della NATO destinata a circa 29.000 utenti. Quel progetto costituirà la dorsale digitale dell’Alleanza, introducendo un ambiente multi-cloud sicuro, resiliente e basato sul modello Zero Trust, destinato a sostituire progressivamente le infrastrutture legacy.
Il contratto non riguarda nuove armi o mezzi da combattimento, ma un elemento spesso invisibile e decisivo nelle operazioni speciali: la capacità di comunicare, condividere informazioni e comandare una missione in qualsiasi parte del mondo, in modo sicuro e resiliente.
Il programma prevede la fornitura di sei Deployable Points of Presence for Special Operations Component Commands (DPOP SOCC), veri e propri quartieri generali mobili progettati per accompagnare le Forze Speciali nelle operazioni.
Questi sistemi saranno in grado di essere rischierati rapidamente e offriranno:
Le moderne operazioni speciali sono sempre più dipendenti dalla velocità con cui le informazioni vengono raccolte, elaborate e distribuite.
Un team di incursori può trovarsi a operare centinaia di chilometri dietro le linee nemiche, coordinando droni, assetti aerei, guerra elettronica e intelligence proveniente da satelliti e sensori terrestri. In questo contesto, il comando avanzato diventa il nodo che collega tutti questi elementi, consentendo di prendere decisioni in pochi secondi.
L’obiettivo della NATO è garantire che tali capacità possano essere dispiegate rapidamente ovunque sia necessario, mantenendo comunicazioni sicure anche in ambienti caratterizzati da forti attività di disturbo elettronico o da minacce informatiche.
Uno degli aspetti più innovativi del programma riguarda la possibilità di condividere, in tempo reale, video Full Motion Video (FMV) tra i reparti dispiegati.
Per le Forze Speciali questo significa poter ricevere immediatamente le immagini provenienti da:
La disponibilità di un flusso video condiviso aumenta la consapevolezza situazionale e consente ai comandanti di adattare rapidamente il piano operativo all’evolversi della missione.
Il conflitto in Ucraina ha dimostrato come il dominio informativo sia ormai decisivo quanto quello terrestre, navale o aereo.
Le Forze Speciali operano oggi in uno scenario caratterizzato da:
Per questo motivo la NATO sta investendo non solo nell’equipaggiamento individuale degli operatori, ma soprattutto nelle infrastrutture digitali che permettono alle unità speciali di operare come un’unica forza integrata.
Il programma affidato a Thales e Leonardo rappresenta il primo passo di una più ampia iniziativa della NATO destinata a rinnovare l’intera architettura di comunicazione del SOFCOM.
L’obiettivo finale è fornire alle Forze Speciali dell’Alleanza una rete di comando moderna, scalabile e interoperabile, capace di sostenere operazioni ad alta intensità in qualsiasi teatro operativo.
In un contesto internazionale sempre più instabile, il vantaggio delle Forze Speciali non dipenderà soltanto dalla qualità degli operatori, ma anche dalla capacità di collegare uomini, sensori e sistemi d’arma in un’unica rete sicura e resiliente. È proprio questa la direzione intrapresa dalla NATO con il nuovo programma destinato al SOFCOM.
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