Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha lanciato un avvertimento di rara durezza nel corso dell’evento “MSC a Berlino”, organizzato dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
"Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo”, ha dichiarato il leader dell’Alleanza, sottolineando che quanto accade in Ucraina potrebbe estendersi direttamente ai Paesi NATO se non verrà invertita la tendenza alla compiacenza e all’illusione che il tempo giochi a favore dell’Occidente.
Rutte ha ricordato di aver avvertito fin dal suo insediamento che l’Europa doveva tornare a una mentalità da tempo di guerra, adeguando la spesa e la produzione militare a una fase storica segnata da rischi crescenti. Nonostante ciò, troppi governi “non avvertono l’urgenza” e credono che la situazione resterà sotto controllo. Per il segretario generale non è così: “Il momento di agire è adesso. La spesa per la difesa deve aumentare rapidamente".
Sul fronte diplomatico, Rutte si è detto convinto che Ucraina, Stati Uniti ed Europa possano raggiungere un’intesa comune per un percorso di cessate il fuoco e stabilità. Il vero interrogativo, però, resta l’atteggiamento di Mosca.
"Non sono sicuro che i russi accetteranno. Questo è il test”, ha dichiarato, invitando la comunità internazionale a mettere Vladimir Putin di fronte alla responsabilità delle sue scelte.
Rutte ha elogiato l’impegno degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, che a suo dire starebbero lavorando “instancabilmente” per favorire un accordo. Ha poi ribadito il ruolo chiave dei principali alleati europei – tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Polonia, Italia e Paesi Bassi – insieme al Canada, uniti nel sostenere l’Ucraina e ogni sforzo di pace credibile.
Una pace duratura, sottolinea Rutte, richiederà condizioni molto chiare. L’Ucraina dovrà essere messa nelle condizioni di non subire mai più un’aggressione russa. Serviranno garanzie di sicurezza reali, solide e credibili.
Putin dovrà sapere che ogni nuovo tentativo di attacco riceverebbe una risposta “devastante”. Sul tema dei territori occupati, il segretario della NATO ha ribadito che l’ultima parola spetta esclusivamente agli ucraini.
Secondo Rutte, Trump sarebbe l’unico leader in grado di esercitare una pressione tale da costringere Putin a sedersi ai negoziati. “Vogliamo testare se desidera davvero la pace o preferisce che il massacro continui”, ha dichiarato, rimarcando l’importanza di mantenere costante la pressione economica, politica e militare sulla Russia.
Molto duro anche il giudizio sulle condizioni interne della Federazione Russa.
Rutte ha citato un’economia ormai trasformata in una macchina bellica, non più orientata al benessere della popolazione. Quasi il 40% del bilancio russo viene assorbito dalla guerra, mentre circa il 70% dei macchinari industriali serve alla produzione militare.
Prezzi in aumento, inflazione fuori controllo, benzina razionata: per il segretario generale della NATO è Putin stesso a indebolire la Russia. “Il suo prossimo slogan potrebbe essere: make Russia weak again”, ha ironizzato.
A rendere ancora più netto il quadro strategico arrivano anche le recenti dichiarazioni di Rob Bauer, presidente del Comitato Militare della NATO dal 2021 al 2025, intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo.
Alla domanda se esista un rischio reale di guerra tra Russia e NATO nel 2029 o 2030, Bauer ha risposto senza esitazioni: “Sì”. E alla domanda se si possa escludere un’escalation nucleare, ha risposto in modo altrettanto netto: “Una guerra è una guerra”.
Secondo Bauer, la dottrina militare russa prevede l’uso di armi nucleari tattiche anche in un conflitto convenzionale. Una realtà che l’Europa non può ignorare.
Il messaggio lanciato da Rutte e Bauer è chiaro: l’Europa sta attraversando il momento più delicato dalla fine della Guerra Fredda. La capacità di deterrenza non può più basarsi su promesse politiche o su investimenti insufficienti. Serve una svolta strategica, industriale e culturale.
In gioco non c’è solo l’Ucraina, ma la sicurezza dell’intera area euro-atlantica. L’Occidente deve prepararsi, rafforzarsi e scegliere se affrontare la minaccia in modo unito o subirne le conseguenze.
Source: https://www.agi.it/estero/news/2025-12-11/nato-rutte-allarme-russia-34594411/
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